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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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555 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Contributo solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da un fondo pensione professionale ai suoi iscritti. La Corte ha stabilito che, in assenza di una specifica norma di legge, le casse previdenziali privatizzate non hanno l'autonomia per introdurre prelievi di natura patrimoniale sulle pensioni già maturate. È stato inoltre confermato che il diritto del pensionato a richiedere la restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Accordo compenso avvocato: la forma scritta è cruciale
Una società ha contestato la parcella di un avvocato, sostenendo l'esistenza di un accordo che subordinava il pagamento all'esito positivo di un'azione legale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della società inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'accordo compenso avvocato deve avere la forma scritta 'ad substantiam', cioè per la sua stessa validità. Una delibera assembleare interna alla società non può sostituire un contratto firmato da entrambe le parti, né la successiva emissione di fatture può sanare tale vizio di forma. La decisione conferma la giurisprudenza consolidata in materia.
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Cessione del credito simulata: Cassazione chiarisce
Una società finanziaria ha impugnato una sentenza che qualificava una cessione del credito come una cessione del credito simulata, dissimulante un pegno a garanzia di un finanziamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. L'ordinanza ribadisce i rigorosi oneri probatori per chi eccepisce il giudicato esterno e sottolinea i limiti del sindacato di legittimità, che non può riesaminare le valutazioni di fatto relative alla simulazione del contratto.
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Fido di fatto: prova e prescrizione prima del 1992
Un istituto di credito ricorre in Cassazione contro la decisione di merito che riconosceva un fido di fatto a un correntista per il periodo ante-1992. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prova del fido può essere desunta da presunzioni e fatti concludenti, bloccando così la decorrenza della prescrizione per le rimesse ripristinatorie.
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Buoni Postali: Prescrizione e Foglio Informativo
Due risparmiatori hanno citato in giudizio un intermediario finanziario per il mancato rimborso di buoni postali fruttiferi, sostenendo che il diritto non fosse prescritto per mancata informazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la consegna del foglio informativo, contenente i termini di scadenza e prescrizione, era stata provata. Di conseguenza, i risparmiatori erano a conoscenza dei termini e il loro diritto al rimborso si era estinto per prescrizione.
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Disconoscimento documenti: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società finanziaria contro una farmacia. La Corte ha confermato che il disconoscimento documenti è valido anche se effettuato negando l'esistenza stessa del documento originale, e non solo indicandone le difformità. Questa decisione ribadisce l'importanza di produrre prove originali in giudizio.
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Litisconsorzio necessario: chi citare in giudizio?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato un principio cruciale in materia di proprietà industriale. In una causa volta a far dichiarare la nullità di un marchio, il giudizio deve svolgersi in contraddittorio non solo con l'attuale titolare, ma anche con tutti coloro che risultano annotati nel registro come precedenti titolari. La Corte ha stabilito che questa regola del litisconsorzio necessario tutela gli interessi patrimoniali anche di chi ha ceduto il marchio, la cui posizione potrebbe essere pregiudicata da una declaratoria di nullità. Il ricorso dell'imprenditore è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Onere della prova: contratto nullo e ripetizione indebito
Una società ha citato in giudizio una banca per la nullità di un contratto di conto corrente. La Corte d'Appello ha dichiarato il contratto nullo ma ha respinto la domanda di restituzione poiché la società non ha rispettato il suo onere della prova, non producendo il contratto stesso. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e ribadendo che chi agisce per la ripetizione di un indebito deve provare il proprio diritto fornendo i documenti contrattuali, anche se si contesta la validità di clausole specifiche.
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Eccezione di decadenza fideiussione: quando va fatta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione di decadenza del creditore, prevista dall'art. 1957 c.c. in materia di fideiussione, deve essere sollevata tempestivamente dal garante. Anche se la clausola contrattuale che esonera il creditore da tale onere è nulla, il fideiussore che non eccepisce la decadenza in tempo utile perde il diritto di farlo valere in seguito, poiché non si tratta di una nullità rilevabile d'ufficio dal giudice.
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Ammortamento francese: la Cassazione ne conferma la validità
Una società ha contestato un contratto di mutuo con piano di ammortamento francese, sostenendo la sua nullità per un presunto anatocismo e un collegamento illecito con un debito precedente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'ammortamento francese è legittimo, non genera interessi su interessi e la sua mancata esplicitazione nel contratto non ne causa la nullità.
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Penale contrattuale fallimento: quando è prededucibile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una penale contrattuale, pattuita prima del fallimento per il ritardo nella restituzione di un immobile, diventa un credito prededucibile se l'occupazione dell'immobile è stata funzionale alla procedura fallimentare. Con l'ordinanza in esame, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso della curatela fallimentare, confermando che la penale segue la sorte del credito principale per l'indennità di occupazione, acquisendo così il diritto a essere pagata con priorità rispetto agli altri crediti.
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Cessione del credito: prova e oneri per la banca
Un cliente contesta un mutuo per usura e anatocismo, mettendo in dubbio la titolarità del credito di una società cessionaria. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la prova della cessione del credito, se contestata, richiede un'attenta valutazione del giudice di merito che va oltre il semplice avviso in Gazzetta Ufficiale. Viene inoltre confermato che l'ammortamento 'alla francese' non è di per sé illegittimo.
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Cessione del credito: prova e termini per contestarla
Una società ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto le sue domande relative a un contratto di mutuo, incluse contestazioni sul superamento del tasso soglia e sulla legittimazione della società cessionaria del credito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la contestazione sulla cessione del credito era stata sollevata tardivamente (solo in comparsa conclusionale) e che gli altri motivi erano proceduralmente viziati o infondati.
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Ammortamento alla francese: non è anatocismo
Una società immobiliare ha contestato il suo mutuo, sostenendo che il piano di ammortamento alla francese nascondesse anatocismo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale metodo di rimborso è legittimo, non viola il divieto di anatocismo e la sua mancata esplicita indicazione non causa nullità contrattuale, in linea con recenti pronunce delle Sezioni Unite.
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Ammortamento alla francese: Cassazione su anatocismo
Un cliente ha contestato un contratto di mutuo, sostenendo che il piano di ammortamento alla francese generasse anatocismo e tassi usurari. Dopo la conferma in Appello della legittimità del contratto, basata anche su una consulenza tecnica, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ritenuto le censure del ricorrente troppo generiche e astratte, in quanto non contestavano specificamente l'assenza di anatocismo nel caso concreto e si ponevano in contrasto con principi di diritto già consolidati dalla stessa Corte a Sezioni Unite.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di riscossione contro un ente di edilizia popolare, confermando un principio chiave sull'esenzione IMU alloggi sociali. La Corte ha stabilito che l'esenzione non è automatica per tutti gli immobili degli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP), ma è subordinata al possesso delle specifiche caratteristiche di 'alloggio sociale' definite dalla legge. La decisione ha inoltre ritenuto inammissibile la contestazione sulla valutazione delle prove fornite dall'ente, consolidando l'orientamento giurisprudenziale in materia.
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Nullità swap: la Cassazione conferma l’invalidità
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per un contratto di interest rate swap. La Corte di Cassazione ha confermato le sentenze dei gradi inferiori, dichiarando il contratto nullo a causa della mancata indicazione del valore 'Mark to Market', degli scenari probabilistici e dei costi impliciti. Questa omissione informativa, secondo la Corte, costituisce un vizio strutturale che porta alla nullità swap del contratto, rendendolo invalido fin dall'origine.
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Risoluzione contratto investimento: la restituzione
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla restituzione a seguito della risoluzione contratto investimento per inadempimento dell'intermediario. In caso di mancata informativa sui rischi, l'investitore deve restituire non solo i titoli ma anche tutte le cedole percepite, in quanto prestazioni contrattuali. La buona fede non rileva per trattenere le cedole, ma solo per la decorrenza degli interessi legali sulla somma da restituire. La Suprema Corte stabilisce un principio di equilibrio per evitare arricchimenti ingiustificati.
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Giudicato esterno: quando una sentenza è definitiva
La Corte di Cassazione chiarisce l'ampia portata del giudicato esterno. Un acquirente aveva ottenuto una sentenza definitiva per l'esecuzione di un contratto preliminare di vendita immobiliare. Successivamente, il venditore tentava di far valere la nullità dello stesso contratto in un'altra causa. La Suprema Corte ha stabilito che la prima sentenza, essendo definitiva, ha implicitamente confermato la validità del contratto, precludendo ogni successiva contestazione. Il principio del giudicato copre non solo le questioni discusse, ma anche quelle che si sarebbero potute discutere, rendendo la decisione finale e inattaccabile.
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Durata irragionevole fallimento: la Cassazione decide
Un creditore ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare. La Corte di Cassazione, respingendo sia il ricorso del creditore per un importo maggiore, sia quello del Ministero, ha stabilito principi chiave. In particolare, ha confermato che la durata irragionevole del fallimento si calcola dal momento della presentazione della domanda di ammissione al passivo, non dalla sua successiva ammissione. Inoltre, la quantificazione dell'indennizzo rientra nella discrezionalità del giudice di merito, purché si mantenga all'interno dei limiti di legge, anche in presenza di crediti di lavoro.
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