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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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555 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il prelievo di un contributo di solidarietà sulla pensione di un professionista. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui tali prelievi, in assenza di una specifica base legale, sono indebiti. Di conseguenza, ha confermato il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme trattenute, con interessi decorrenti da ogni singolo prelievo.
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Calcolo pensione pro rata: la Cassazione conferma
Un professionista ha contestato il ricalcolo della sua pensione da parte della Cassa di previdenza. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto al calcolo pensione pro rata, applicando il metodo più favorevole per l'anzianità maturata prima della riforma del 2004. L'ordinanza ribadisce la tutela dei diritti acquisiti e chiarisce che la prescrizione per tali controversie è decennale, non quinquennale.
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Termine semestrale perentorio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia previdenziale perché presentato oltre il termine semestrale perentorio. La decisione sottolinea che la sospensione feriale dei termini non si applica a questa tipologia di controversie, ribadendo l'importanza del rigoroso rispetto delle scadenze processuali per non perdere il diritto di impugnazione.
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Obblighi informativi: onere della prova sull’investitore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un investitore contro una banca. La Corte ribadisce che in tema di obblighi informativi, spetta al cliente l'onere di provare non solo l'esistenza delle operazioni di investimento contestate, ma anche il danno subito. La semplice allegazione di inadempimenti formali, come la mancata consegna del contratto quadro, non è sufficiente a fondare una pretesa risarcitoria se non si dimostrano i fatti costitutivi della domanda.
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Ricorso per cassazione: inammissibilità e onere prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione di una società fallita. La decisione si fonda sulla genericità e confusione dei motivi di appello, che mescolavano vizi procedurali e sostanziali senza rispettare i requisiti di specificità. La Corte ribadisce che, per la dichiarazione di fallimento, non è necessario un accertamento definitivo del credito, ma è sufficiente una valutazione incidentale del giudice. Inoltre, l'onere della prova riguardo al mancato superamento dei limiti di fallibilità grava sul debitore.
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Polizza tutela legale condominio: la delibera è valida
Una condomina ha impugnato la delibera assembleare che approvava una polizza tutela legale condominio, sostenendo che violasse il suo diritto individuale di dissentire dalle liti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la consolidata giurisprudenza secondo cui l'assemblea ha il potere di stipulare tale polizza nell'interesse comune. La Corte ha chiarito che il costo del premio assicurativo è una spesa di gestione da ripartire tra tutti, distinta dalle spese di una specifica causa, per le quali resta valido il diritto di dissenso ai sensi dell'art. 1132 c.c.
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Durata Locazione Commerciale: Ristorante non è Hotel
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di ristorazione che chiedeva l'applicazione della durata locazione commerciale di 9+9 anni a un contratto stipulato nel 2007. La Corte ha stabilito che la norma del 2011, che equipara i ristoranti agli alberghi per la durata del contratto, non è retroattiva e non può applicarsi a rapporti giuridici sorti prima della sua entrata in vigore. La durata del contratto resta quindi di 6+6 anni.
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Detrazione riqualificazione energetica: spetta sempre?
Una società immobiliare ha effettuato lavori di riqualificazione energetica su un immobile di sua proprietà, concesso in locazione a un ente terzo. L'Agenzia fiscale ha negato la detrazione d'imposta, sostenendo che l'agevolazione fosse riservata solo ai beni strumentali utilizzati direttamente nell'attività d'impresa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la detrazione riqualificazione energetica ha uno scopo più ampio: incentivare il miglioramento energetico dell'intero patrimonio immobiliare nazionale. Pertanto, il beneficio spetta a chi sostiene la spesa, incluse le società, anche per gli immobili locati.
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Valutazione aree edificabili: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha impugnato avvisi di accertamento ICI emessi da un'amministrazione comunale, contestando la valutazione delle aree edificabili. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3236/2025, ha confermato la legittimità del metodo di stima utilizzato dal Comune, ma ha cassato la sentenza di secondo grado nella parte relativa alle sanzioni. La Corte ha stabilito che il giudice tributario non può rigettare la contestazione delle sanzioni senza fornire una specifica e adeguata motivazione, annullando la decisione su questo punto e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Insinuazione tardiva: Fisco non scusato per ritardi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro la reiezione di una sua istanza di insinuazione tardiva al passivo di un fallimento. L'ordinanza ribadisce che i lunghi termini previsti per gli accertamenti fiscali non giustificano il ritardo nella presentazione della domanda, poiché l'ente impositore, al pari di ogni altro creditore, deve attivarsi con tempestività non appena viene a conoscenza della procedura fallimentare. La Corte ha ritenuto il ritardo di diversi anni non scusabile, confermando la decisione del tribunale.
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Responsabilità appaltatore: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna solidale di un'impresa edile e del direttore dei lavori per gravi difetti in una ristrutturazione. La sentenza chiarisce che il termine per la denuncia dei vizi decorre dalla piena consapevolezza tecnica del danno, non dalla prima manifestazione. Viene inoltre rigettata la difesa dell'impresa come mero esecutore ("nudus minister"), ribadendo la sua piena responsabilità appaltatore per la qualità dell'opera.
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Sanatoria ex tunc: opposizione valida con procura sana
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo ma la procura del suo avvocato risulta inizialmente difettosa. Successivamente, regolarizza la posizione. La controparte eccepisce l'invalidità dell'atto per decorrenza dei termini. La Corte di Cassazione conferma che la sanatoria ex tunc del difetto di rappresentanza ha effetto retroattivo, rendendo l'opposizione valida fin dall'inizio e impedendo che il decreto ingiuntivo diventi definitivo. La Corte chiarisce che la definitività del decreto richiede un apposito provvedimento del giudice e non scaturisce automaticamente dalla mancata opposizione.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
Un imprenditore, dichiarato fallito in primo e secondo grado, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi di appello erano formulati in modo confuso e generico, mescolando critiche procedurali e di merito senza rispettare i rigorosi requisiti formali. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma solo di verificare la corretta applicazione della legge, sottolineando l'importanza di una redazione tecnica e specifica degli atti di impugnazione.
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Retribuzione ferie: sì alle indennità accessorie
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni macchinisti contro una grande società di trasporti, stabilendo un principio fondamentale sulla retribuzione ferie. La Corte ha chiarito che nel calcolo della paga durante le ferie devono essere incluse anche le indennità accessorie, come quella di conduzione e di assenza dalla residenza, se sono intrinsecamente collegate alla mansione svolta. La sentenza di secondo grado, che aveva escluso tali voci, è stata cassata con rinvio, riaffermando l'importanza di un'interpretazione conforme al diritto europeo, che mira a garantire al lavoratore una condizione economica durante le ferie paragonabile a quella del periodo lavorativo.
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Domanda ultratardiva: quando il ritardo è colpevole?
Una società finanziaria ha presentato una domanda ultratardiva in una procedura fallimentare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del tribunale. La Corte ha sottolineato che spetta al creditore l'onere di provare che il ritardo è dovuto a una causa insuperabile e non imputabile, onere che la società non è riuscita a soddisfare.
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Usucapione tra coniugi: impossibile in comunione legale
Un ex marito chiedeva l'usucapione tra coniugi della quota di un immobile, adibito a studio professionale, acquistato in comunione legale. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'usucapione è sospesa tra i coniugi finché dura il vincolo matrimoniale e la comunione legale, per tutelare l'armonia familiare. Solo con la separazione e un atto di interversione del possesso possono iniziare a decorrere i termini.
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Giudicato esterno: quando blocca una nuova causa
Una creditrice ha tentato di presentare una domanda di ammissione tardiva al passivo fallimentare dopo che una precedente istanza identica era stata respinta con sentenza definitiva per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato il nuovo ricorso inammissibile, applicando il principio del giudicato esterno. Questo principio impedisce di riproporre una causa già decisa in modo definitivo, e il giudice può rilevarlo d'ufficio, anche se la controparte è assente (contumace).
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Omessa pronuncia: come formulare il ricorso in Cassazione
Una disputa immobiliare su costruzioni illegali giunge in Cassazione. I ricorrenti lamentano una omessa pronuncia sulla legittimazione ad agire della controparte. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che l'omessa pronuncia deve essere contestata come nullità della sentenza (art. 360 n. 4 c.p.c.) e non come vizio di motivazione (art. 360 n. 5 c.p.c.). La decisione sottolinea un errore procedurale cruciale che può determinare l'esito del giudizio di legittimità.
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Inadempimento grave locazione: il caso in Cassazione
La Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di locazione per inadempimento grave locazione, nonostante il pagamento tardivo dei canoni da parte del conduttore. La tolleranza passata del locatore non modifica gli obblighi contrattuali. Il ricorso del conduttore è stato dichiarato inammissibile, ribadendo principi consolidati in materia.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni medici che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive europee. La Corte ha confermato il consolidato orientamento sulla prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria, data la manifesta infondatezza del ricorso a fronte di una giurisprudenza ormai granitica.
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