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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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555 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che solo la legge può introdurre tali prelievi e ha confermato il termine di prescrizione di dieci anni per la restituzione delle somme indebitamente trattenute al pensionato.
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Borse specializzandi medici: no all’adeguamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che i medici specializzandi iscritti prima dell'anno accademico 2006/2007 non hanno diritto all'adeguamento economico previsto dalle normative successive. La sentenza chiarisce che il concetto di 'adeguata remunerazione' previsto dalle direttive europee non implica una retroattività degli aumenti delle borse specializzandi medici. Inoltre, viene confermato che l'attività dello specializzando non costituisce un rapporto di lavoro subordinato.
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Gestione separata avvocati: prescrizione e reddito
Un ente previdenziale ha citato in giudizio un avvocato per contributi non versati alla Gestione separata per il 2011. Le corti di merito hanno respinto la richiesta, sia perché prescritta, sia perché il reddito del professionista era inferiore a 5.000 euro. La Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo un punto cruciale sulla prescrizione: la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce 'doloso occultamento' del debito e, pertanto, non sospende i termini di prescrizione. Questa pronuncia è fondamentale per la categoria della Gestione separata avvocati.
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Inammissibilità del ricorso: motivi confusi e limiti
Un cittadino si è visto negare un contributo post-sisma per non risiedere abitualmente nell'immobile danneggiato. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato dal cittadino, non per il merito della questione, ma per gravi vizi procedurali. L'ordinanza sottolinea che la confusione dei motivi di ricorso e il tentativo di ottenere un nuovo esame dei fatti sono inammissibili, confermando le decisioni dei gradi precedenti e sanzionando il ricorrente.
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Appello incidentale tardivo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro una condanna per risarcimento danni. La decisione si basa su vizi procedurali, tra cui la presentazione di un appello incidentale tardivo e la contestazione di una sola delle due autonome motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove, confermando la condanna.
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Procura estera senza traduzione: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione stabiliscono che una procura estera senza traduzione in italiano non è nulla. La procura alle liti è considerata un atto prodromico al processo, non un atto processuale in senso stretto. Pertanto, non si applica l'obbligo della lingua italiana previsto dall'art. 122 c.p.c., ma la facoltà del giudice, ai sensi dell'art. 123 c.p.c., di nominare un traduttore solo se necessario. Questa decisione, scaturita da una complessa causa ereditaria, mira a evitare un eccessivo formalismo che potrebbe limitare il diritto di difesa.
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Errore revocatorio: ricorso inammissibile se parziale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore revocatorio. La decisione originale si fondava su due motivazioni distinte e autonome. Poiché i ricorrenti hanno contestato solo una di queste, lasciando l'altra intatta e sufficiente a sorreggere la decisione, il ricorso è stato respinto per difetto di interesse, stabilendo un importante principio sulla necessità di impugnare tutte le 'rationes decidendi'.
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Risarcimento danno cane randagio: la prova del fatto
Una richiesta di risarcimento danno cane randagio viene respinta in tutti i gradi di giudizio per mancata prova della dinamica dell'incidente. La Corte di Cassazione conferma la decisione, sottolineando che le dichiarazioni dei testimoni riportate in un verbale di polizia non costituiscono prova legale e che la Corte non può riesaminare i fatti. Il caso evidenzia l'importanza cruciale di fornire prove concrete e circostanziate per ottenere un risarcimento.
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Segreto professionale: nullo l’avviso di accertamento
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un avviso di accertamento fiscale emesso nei confronti di un avvocato. L'accertamento si basava su un block notes contenente nomi di clienti e compensi, considerato una 'contabilità parallela'. La Corte ha stabilito che l'acquisizione di tale documento era illegittima, poiché l'autorizzazione della Procura a superare il segreto professionale era stata rilasciata in via preventiva e generica, anziché in modo specifico e solo dopo l'effettiva opposizione del segreto da parte del professionista. Di conseguenza, le prove raccolte sono state ritenute inutilizzabili.
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Risarcimento specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento per la mancata remunerazione durante la scuola di specializzazione frequentata prima del 1991. Il diritto al risarcimento specializzandi è stato negato a coloro la cui specializzazione non era esplicitamente prevista dalle direttive comunitarie e per i quali non era stata provata un'effettiva equipollenza. È stata inoltre respinta la richiesta di una quantificazione del danno basata su normative più recenti e favorevoli.
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Credito prededucibile: no al compenso del fallito
Un professionista ha richiesto l'ammissione del proprio compenso come credito prededucibile nel fallimento di una società per un'attività svolta dopo la dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che un credito prededucibile deve essere legato all'attività degli organi della procedura e non a quella del soggetto fallito. Il compenso del professionista ingaggiato dal fallito non può quindi gravare sulla massa dei creditori con priorità.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che solo il legislatore può istituire, e non può essere deliberato autonomamente dagli enti. La Corte ha inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale la cui imposizione è riservata esclusivamente alla legge dello Stato, come previsto dall'art. 23 della Costituzione. Le casse private non possono, di propria iniziativa, introdurre trattenute di questo tipo, neanche per garantire l'equilibrio di bilancio. Il ricorso dell'ente è stato dichiarato inammissibile.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
Una Cassa Previdenziale ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo, stabilendo che tali misure possono essere introdotte solo dal legislatore e non dagli enti previdenziali autonomi. L'ente è stato condannato per aver ignorato la giurisprudenza consolidata.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul diritto alla remunerazione dei medici specializzandi per la mancata attuazione di direttive europee. L'ordinanza chiarisce che i medici iscritti a corsi di specializzazione a cavallo degli anni 1982-1983 hanno diritto a un indennizzo, ma solo per il periodo successivo al 1° gennaio 1983. Viene inoltre confermato che la responsabilità grava unicamente sulla Presidenza del Consiglio dei Ministri, escludendo gli altri Ministeri se la relativa statuizione di primo grado non è stata appellata. La Corte ha infine ribadito che il criterio di liquidazione del danno è quello equitativo previsto dalla Legge n. 370/1999, escludendo rivalutazione e interessi compensativi.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che qualsiasi prelievo patrimoniale, inclusi i contributi di questo tipo, deve avere un fondamento univoco nella legge e non può essere introdotto autonomamente dalla Cassa. Inoltre, è stato confermato che il diritto alla restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la prescrizione del diritto al risarcimento per un gruppo di medici specializzandi che non avevano ricevuto un'adeguata remunerazione durante la loro formazione, a causa della tardiva attuazione di direttive comunitarie. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento del danno è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/99. Di conseguenza, le azioni legali intraprese nel 2014 sono state ritenute tardive. I ricorrenti sono stati anche condannati per abuso dello strumento processuale per aver insistito su una questione giuridica ormai risolta da tempo.
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Redditometro: la prova contraria del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito la natura della prova che il contribuente deve fornire per contrastare un accertamento sintetico redditometro. Non è sufficiente dimostrare l'esistenza di redditi esenti o già tassati, ma è necessario provare documentalmente anche la loro entità e la durata del possesso, per dimostrare l'effettiva disponibilità delle somme nell'anno d'imposta contestato.
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Responsabilità del committente: colpa e nesso causale
A seguito di un incendio in un magazzino, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna della società di gestione immobiliare. La sentenza chiarisce che la responsabilità del committente non deriva dalla custodia dell'immobile (art. 2051 c.c.), ma da una colpa specifica (art. 2043 c.c.) per aver affidato lavori pericolosi senza verificare le condizioni di sicurezza, essendo a conoscenza di un impianto antincendio inadeguato. Anche la cooperativa che utilizzava il magazzino è stata ritenuta corresponsabile per aver stoccato merce in eccesso, ostacolando i sistemi di sicurezza.
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Natura giuridica ente: quando si applica il diritto privato
La Corte di Cassazione ha stabilito che un consorzio, anche se partecipato da enti pubblici e svolgente attività di interesse pubblico, deve essere considerato un soggetto di diritto privato se non è stato istituito con una specifica legge statale o regionale. Di conseguenza, i rapporti di lavoro dei suoi dipendenti sono regolati dal diritto privato e non dalle norme sul pubblico impiego. La qualifica di 'organismo di diritto pubblico' ai fini delle normative europee sugli appalti non è sufficiente a modificare la natura giuridica dell'ente per quanto riguarda il diritto del lavoro.
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