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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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555 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Indennità agente unico: Cassazione e contratti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un'azienda di trasporti, annullando una sentenza che le imponeva di pagare l'indennità agente unico a un dipendente. La Corte ha stabilito che i giudici di merito non avevano correttamente valutato la gerarchia tra contratti collettivi nazionali e territoriali, la cui interazione aveva portato a una ristrutturazione complessiva della retribuzione. La sola soppressione di una singola indennità non è sufficiente a dichiararne l'illegittimità senza un'analisi completa degli accordi.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione nega il potere
Una Cassa previdenziale privata ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello della Cassa inammissibile, confermando che solo la legge statale può introdurre prelievi obbligatori, ribadendo i limiti dell'autonomia degli enti previdenziali privati.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale contro un suo pensionato, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto autonomamente dall'ente. La Suprema Corte ha ribadito che solo la legge statale può introdurre prelievi obbligatori sulle pensioni, in base al principio di riserva di legge. Ha inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni. La Cassa è stata condannata anche per lite temeraria.
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Contributo di solidarietà: no dalle Casse private
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del prelievo a titolo di contributo di solidarietà sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che l'introduzione di prestazioni patrimoniali imposte è una prerogativa esclusiva del legislatore, non delegabile all'autonomia degli enti previdenziali. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute.
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Contributo solidarietà illegittimo per casse private
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La Corte ha ribadito che solo la legge statale, e non l'autonomia delle casse, può imporre prestazioni patrimoniali. L'ente è stato anche sanzionato per aver agito in giudizio nonostante l'orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Termine lungo appello: decorrenza e deposito telematico
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio cruciale sulla decorrenza del termine lungo appello per le sentenze depositate telematicamente. Il caso riguardava un appello dichiarato inammissibile perché tardivo. La parte ricorrente sosteneva che il termine dovesse decorrere non dalla data di pubblicazione, ma dal giorno successivo, data di effettiva conoscibilità. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che il dies a quo per il termine lungo di sei mesi coincide con la data di pubblicazione della sentenza (deposito in cancelleria con assegnazione del numero), un momento certo e pubblico che prevale sulla successiva comunicazione alle parti.
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Danno da infiltrazioni: ricorso inammissibile
Un condominio, condannato per danno da infiltrazioni, ricorre in Cassazione contestando la valutazione delle prove e la quantificazione del lucro cessante. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione dei fatti e delle prove, come la CTU, non è sindacabile in sede di legittimità. Inoltre, la Corte ha specificato che le questioni non sollevate nei gradi di merito non possono essere introdotte per la prima volta in Cassazione.
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Cessione volontaria: quando spetta la retrocessione
Un cittadino cede un terreno a un Comune per la realizzazione di un'opera pubblica, che però non viene mai costruita. Il cittadino chiede la restituzione del terreno (retrocessione). La Corte di Cassazione nega tale diritto, qualificando l'atto come una semplice compravendita e non come una cessione volontaria, poiché mancava un elemento essenziale della procedura espropriativa: il sub-procedimento di determinazione dell'indennità. La sentenza chiarisce i requisiti indispensabili per la cessione volontaria.
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Saldo rettificato: Cassazione su onere della prova
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito principi fondamentali in materia di contenzioso bancario. Anche in presenza di estratti conto mancanti, è possibile per il cliente agire per la restituzione di somme indebite, poiché il rapporto può essere ricostruito. La Corte ha inoltre confermato che per il calcolo della prescrizione delle rimesse solutorie si deve utilizzare il cosiddetto "saldo rettificato", ovvero il saldo epurato da tutte le competenze illegittimamente addebitate dalla banca, e non il saldo contabile originario.
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Affitto ramo d’azienda: quando è locazione?
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra affitto ramo d'azienda e locazione commerciale. Se il locatore fornisce un locale 'al rustico', privo di un'organizzazione aziendale preesistente, il contratto è una locazione, con conseguente diritto del conduttore all'indennità di avviamento, anche se l'immobile si trova in un centro commerciale.
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Termine perentorio costituzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministrazione pubblica, confermando che il termine perentorio di costituzione fissato dal giudice nel rito sommario è inderogabile. La tardiva costituzione dell'amministrazione ha comportato la decadenza dalla possibilità di sollevare l'eccezione di prescrizione, consolidando un importante principio di procedura civile sulla certezza dei tempi processuali.
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Diritto di difesa: udienza cartolare e note non autorizzate
Una controversia su canoni di locazione non pagati per un immobile a rischio sismico arriva in Cassazione. La Suprema Corte annulla la decisione d'appello non per il merito della questione, ma per un vizio procedurale: è stato violato il diritto di difesa dell'ente ricorrente, a cui non è stato concesso un termine per replicare a una memoria non autorizzata depositata dalla controparte durante un'udienza cartolare.
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Opposizione a precetto: motivi inammissibili in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due debitori contro un istituto di credito. L'originaria opposizione a precetto, basata su vizi formali, era stata ampliata in corso di causa con una domanda di risoluzione del contratto di mutuo. Le corti di merito avevano respinto le domande per motivi procedurali, quali la tardività della nuova domanda e l'errata impugnazione della qualificazione giuridica data dal primo giudice. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che i ricorrenti non hanno contestato la specifica 'ratio decidendi' della sentenza d'appello, rendendo i loro motivi di ricorso inammissibili.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non è chiaro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società fallita contro una decisione in materia di esecuzione immobiliare. Il motivo principale è la violazione dei principi di chiarezza e autosufficienza del ricorso per cassazione, in quanto l'atto presentato era confuso e non permetteva alla Corte di comprendere i fatti di causa senza consultare altri documenti. La sentenza ribadisce che l'appello deve essere redatto in modo chiaro e conciso, pena la sua inammissibilità.
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Inammissibilità del ricorso: quando la censura è oscura
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da una proprietaria contro la decisione del Tribunale in una causa di esecuzione forzata per la demolizione di opere edili. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano esposti in modo confuso, farraginoso e oscuro, impedendo di individuare le specifiche violazioni di legge contestate. La decisione sottolinea l'importanza fondamentale della chiarezza e della specificità nella redazione degli atti di impugnazione, pena, appunto, l'inammissibilità del ricorso stesso.
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Agevolazioni fiscali fondazioni: la prova richiesta
Una fondazione bancaria si è vista negare le agevolazioni fiscali dall'Amministrazione Finanziaria per gli anni d'imposta dal 1994 al 1998. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5914/2025, ha chiarito che per ottenere tali benefici non è sufficiente destinare gli utili a scopi sociali. La fondazione deve fornire la prova positiva che la sua attività prevalente sia di promozione sociale e culturale, e non la gestione, anche indiretta, della partecipazione nella società bancaria. L'onere della prova grava interamente sull'ente, che deve superare la presunzione di attività gestoria.
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Onere della prova correntista: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito contro la condanna al pagamento di una somma a un correntista. Il ricorso, basato su una presunta violazione delle norme sull'onere della prova correntista in presenza di documentazione bancaria parziale, è stato respinto per mancanza di autosufficienza e perché le motivazioni del giudice di merito erano conformi alla giurisprudenza consolidata e non presentavano vizi logici tali da giustificare un intervento di legittimità.
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Appello inammissibile: l’omessa impugnazione di un motivo
Una società di pelletteria ha proposto ricorso in Cassazione contro una decisione che dichiarava inammissibile la sua opposizione in una procedura esecutiva. La Corte ha dichiarato l'appello inammissibile perché la società ha contestato solo una delle due autonome ragioni su cui si fondava la sentenza di primo grado. L'omessa impugnazione della seconda motivazione ha reso l'intero ricorso inammissibile per carenza di interesse, confermando un consolidato principio giurisprudenziale.
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Locazione Consorzi Industriali: quando è lecita?
La Corte di Cassazione ha confermato che la locazione consorzi industriali di loro immobili è legittima, anche se le leggi regionali promuovono il leasing. Un contratto di locazione ordinaria non è automaticamente nullo. La Corte ha inoltre ribadito che spetta all'inquilino l'onere di provare i requisiti per ottenere riduzioni del canone, come la qualifica di impresa artigiana.
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Spese stragiudiziali: quando sono risarcibili?
A seguito di un sinistro stradale, una automobilista contesta l'importo offerto dall'assicurazione a titolo di spese stragiudiziali, ritenendolo insufficiente. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: le spese stragiudiziali costituiscono un danno emergente e, come tali, il loro rimborso è subordinato alla prova rigorosa della loro utilità, congruità e dell'effettivo esborso da parte del danneggiato.
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