LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 12 di 28

555 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Ricalcolo pensione avvocati: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso cruciale per il ricalcolo pensione avvocati, relativo all'indice di rivalutazione dei redditi. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene l'indice di rivalutazione corretto fosse quello più elevato richiesto dai professionisti, la pensione deve essere calcolata in base ai contributi effettivamente versati. Questa decisione riafferma l'assenza del principio di automaticità delle prestazioni per i liberi professionisti, legando strettamente l'importo della pensione all'effettiva contribuzione versata alla Cassa Forense.
Continua »
Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse
Una società di trasporti ha contestato la decisione di includere varie indennità accessorie (trasferta, mansioni extra, etc.) nel calcolo della retribuzione feriale dei propri dipendenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, in linea con il diritto europeo, la retribuzione durante le ferie deve comprendere tutti gli importi legati all'esecuzione delle mansioni per evitare di penalizzare economicamente il lavoratore e disincentivarlo dal godere del suo diritto al riposo.
Continua »
Agevolazione tariffaria: no al diritto quesito
Ex dipendenti di una grande società energetica hanno citato in giudizio l'azienda per mantenere un'agevolazione tariffaria sull'elettricità, precedentemente garantita da un contratto collettivo poi disdetto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale beneficio non costituisce un diritto quesito né ha natura retributiva. Di conseguenza, l'agevolazione cessa con la fine del contratto collettivo che l'ha introdotta, non essendo un diritto consolidato nel patrimonio dei lavoratori. I ricorrenti sono stati anche condannati per abuso del processo.
Continua »
Responsabilità dei magistrati: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la responsabilità dei magistrati. Il caso nasce da una lunga disputa su un immobile costruito decenni fa. Il ricorrente lamentava la colpa grave dei giudici per il mancato riconoscimento di un'indennità. La Corte ha stabilito che l'attività di interpretazione della legge e valutazione dei fatti da parte dei giudici è protetta da una clausola di salvaguardia e che il ricorso tentava impropriamente di riesaminare questioni già decise, non criticando le specifiche motivazioni della sentenza d'appello.
Continua »
Rivalutazione redditi pensione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della rivalutazione redditi pensione per un libero professionista. Il caso riguardava la richiesta di ricalcolare l'assegno pensionistico utilizzando un indice ISTAT più favorevole rispetto a quello applicato dalla Cassa di Previdenza. Sebbene l'indice corretto fosse quello più alto, la Corte ha stabilito che, avendo il professionista versato contributi inferiori (calcolati sull'indice più basso), la pensione deve essere commisurata ai soli contributi effettivamente pagati. Viene così affermato un principio di stretta corrispondenza tra contribuzione e prestazione, escludendo l'applicazione del principio di automaticità delle prestazioni per i lavoratori autonomi.
Continua »
Accertamento studi di settore: le conseguenze del no
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24493/2025, ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un accertamento studi di settore. La Corte ha confermato che la mancata partecipazione del contribuente al contraddittorio preventivo legittima l'Agenzia delle Entrate a fondare l'accertamento sul solo scostamento dai dati standard. Tale inerzia, sebbene non precluda la difesa in giudizio, viene valutata negativamente dal giudice, aggravando la posizione processuale del contribuente.
Continua »
Rivalutazione redditi pensione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha risolto una controversia tra un avvocato e la sua Cassa di previdenza riguardo al corretto calcolo della pensione. Il caso verteva sulla corretta applicazione del coefficiente di rivalutazione dei redditi. La Suprema Corte ha stabilito che per la rivalutazione redditi pensione, disciplinata dalla L. 576/1980, si deve applicare l'indice ISTAT relativo all'anno di entrata in vigore della legge (1980), basato sulla variazione inflazionistica del 1979-1980, e non un indice successivo. Questa decisione garantisce un calcolo più favorevole per il pensionato, respingendo l'interpretazione più restrittiva della Cassa Forense.
Continua »
Tasso leasing: valido il contratto se determinabile
Una società utilizzatrice di un immobile in leasing ha contestato la validità del contratto per l'omessa indicazione del tasso leasing. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il contratto è valido se il tasso, pur non essendo esplicitato, è oggettivamente determinabile per relationem, ossia tramite altri elementi contrattuali certi come l'importo dei canoni, la loro durata e il prezzo di riscatto. La trasparenza economica, secondo la Corte, è garantita quando il cliente può comprendere il costo complessivo dell'operazione.
Continua »
Demanio marittimo: darsena privata diventa pubblica
Una società nautica realizza una darsena sul proprio terreno, collegandola alla foce di un fiume. La Cassazione stabilisce che la darsena, essendo funzionalmente inseparabile dalla foce, acquisisce la natura di demanio marittimo per accessione. Di conseguenza, viene negato alla società il diritto a un indennizzo per la perdita della proprietà, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Prescrizione e processo estinto: quando decorre?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della prescrizione e processo estinto, rigettando il ricorso di un cittadino che aveva richiesto un risarcimento danni a seguito di un incidente di caccia. La Corte ha confermato che, in caso di estinzione del processo, il nuovo termine di prescrizione decorre dall'atto introduttivo del giudizio originario e non da atti successivi. L'ordinanza ribadisce inoltre i limiti del ricorso per Cassazione in merito alla valutazione dei fatti e alla compensazione delle spese legali.
Continua »
Interessi moratori usurari: la Cassazione conferma
Un debitore ha impugnato un contratto di finanziamento sostenendo la natura usuraria degli interessi di mora. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il giudice di merito aveva correttamente applicato i principi stabiliti dalle Sezioni Unite per il calcolo della soglia di usura. L'ordinanza ribadisce la validità dell'orientamento giurisprudenziale consolidato in materia di interessi moratori usurari, sottolineando che non vi sono ragioni per discostarsene.
Continua »
Debiti ereditari: divisione pro quota per le tasse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di debiti ereditari di natura tributaria. Un erede non può essere costretto a pagare l'intero importo di una tassa automobilistica non versata dal defunto. La Corte ha chiarito che, per tali debiti, si applica la regola generale della divisione 'pro quota' tra i coeredi, in base alla rispettiva quota di eredità. È stata respinta la tesi della solidarietà passiva, poiché le norme speciali che la prevedono per altre imposte (come quelle sui redditi o di successione) non sono estensibili alle tasse automobilistiche. La Corte ha inoltre confermato la validità della notifica diretta degli atti fiscali tramite semplice raccomandata.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni. Tale prelievo, non essendo un criterio di calcolo della pensione ma una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato (art. 23 Cost.) e non da un atto autonomo dell'ente. La Corte ha anche ribadito che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e gli interessi decorrono da ogni singolo prelievo.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La Corte ha ribadito che tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge e non dagli organi interni della Cassa. È stato inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni e che gli interessi decorrono dalla data di ogni singola trattenuta.
Continua »
Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente che contestava la notifica cartella esattoriale. La Corte ha stabilito che la nullità della notifica al portiere, anche se priva dell'attestazione di ricerca di altri soggetti, è sanata dalla ricezione della successiva raccomandata informativa, che dimostra il raggiungimento dello scopo. Inoltre, ha ribadito che in giudizio è sufficiente depositare la prova della notifica e l'estratto di ruolo, non l'originale della cartella.
Continua »
Notifica cartella di pagamento: ricorso inammissibile
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per vizi di notifica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo principi chiave. La Corte ha confermato che l'Agente della riscossione può avvalersi di avvocati del libero foro. Inoltre, ha sottolineato che per contestare la notifica della cartella di pagamento, il ricorrente deve produrre la relata di notifica, non potendo la Corte valutarne la ritualità in sua assenza. Infine, è stato ribadito che non è necessario depositare l'originale della cartella in giudizio, essendo sufficiente la prova della sua notificazione e l'estratto di ruolo.
Continua »
Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo vizi nella notifica, effettuata al portiere dello stabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che, per contestare la validità della notifica cartella esattoriale, è onere del ricorrente produrre in giudizio la relata di notifica. Inoltre, ha ribadito il principio consolidato secondo cui non è necessario depositare l'originale della cartella, essendo sufficiente la prova della sua notificazione e l'estratto di ruolo.
Continua »
Calcolo pensione pro rata: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito in una causa sul calcolo pensione pro rata. Un professionista aveva ottenuto il ricalcolo della sua pensione secondo le norme più favorevoli vigenti prima di una riforma. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione, ma la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per il ricalcolo dell'importo della pensione si applica la prescrizione decennale e non quella quinquennale. L'ente è stato anche condannato al pagamento di una sanzione per aver insistito in un ricorso su principi già consolidati.
Continua »
Sgravi contributivi: no se c’è frode alla legge
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca degli sgravi contributivi a un'azienda. La società aveva assunto lavoratori appena licenziati da un'altra impresa ad essa strettamente collegata per assetti proprietari e gestione. L'operazione è stata ritenuta in frode alla legge, poiché mirava a ottenere indebitamente i benefici, mascherando una sostanziale continuità del rapporto di lavoro all'interno dello stesso gruppo imprenditoriale.
Continua »
Calcolo pensione: no a riforme in peius retroattive
Un professionista ha ottenuto la riliquidazione della sua pensione perché il suo ente previdenziale aveva applicato retroattivamente un metodo di calcolo pensione meno favorevole. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente, ribadendo due principi fondamentali: le modifiche peggiorative non possono applicarsi a periodi di anzianità già maturati e il diritto a chiedere il ricalcolo dell'assegno si prescrive in dieci anni, non in cinque.
Continua »