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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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555 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Danno diretto ex art. 2395 c.c.: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di due società di navigazione contro una società di revisione. Il caso verteva sulla richiesta di risarcimento per aver stipulato un contratto con una terza società, poi fallita, basandosi su bilanci certificati ma infedeli. La Corte ha confermato che il pregiudizio subito, pari al credito non riscosso, costituisce un "danno riflesso" e non un "danno diretto" ai sensi dell'art. 2395 c.c. Di conseguenza, l'azione non poteva essere intentata dal singolo creditore, ma solo dal curatore fallimentare a tutela dell'intero ceto creditorio.
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Responsabilità amministratore srl: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex amministratore di una società a responsabilità limitata, condannato a risarcire i danni causati alla società poi fallita. La Corte ha confermato che la responsabilità dell'amministratore srl sorge per la violazione dei doveri generali di lealtà e diligenza, come nel caso di pagamenti ingiustificati a società terze, a prescindere dalla prova dello stato di insolvenza al momento dei fatti. È stato inoltre ribadito che spetta all'amministratore dimostrare di aver agito con la dovuta diligenza, e non al curatore fallimentare provare il contrario.
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Interessi appalti pubblici: quando la mora è sospesa?
Un'impresa edile ha citato in giudizio un Comune per ottenere gli interessi di mora su pagamenti ritardati relativi a un appalto pubblico finanziato dalla Cassa Depositi e Prestiti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il calcolo degli interessi per appalti pubblici è sospeso durante il periodo necessario all'ente per ricevere i fondi. La Corte ha inoltre stabilito che la richiesta di restituzione delle somme versate in base a una sentenza poi annullata può essere legittimamente presentata per la prima volta nel giudizio di rinvio.
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Rivalutazione redditi pensione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla corretta decorrenza della rivalutazione redditi pensione per i professionisti forensi, stabilendo che essa parte dal 1980. Tuttavia, ha chiarito un punto cruciale: la pensione deve essere calcolata sulla base del reddito per cui sono stati effettivamente versati i contributi. Se i versamenti sono stati fatti su una base di calcolo inferiore a quella dovuta, la prestazione pensionistica sarà proporzionalmente ridotta, riaffermando il principio di corrispondenza tra contributi e prestazioni nel sistema previdenziale autonomo.
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Indennità di occupazione: fino a quando è dovuta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società proprietaria di terreni espropriati. La società contestava il mancato indennizzo per dei terreni residui e la metodologia di calcolo dell'indennità di occupazione. La Corte ha ribadito un principio consolidato: l'indennità di occupazione è dovuta solo fino alla data del deposito dell'indennità di esproprio, momento in cui la proprietà del bene viene trasferita all'ente espropriante, e non fino alla sua effettiva corresponsione al proprietario.
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Azione revocatoria: vendita tra coniugi e pregiudizio
Una donna, poi dichiarata fallita, vende l'unica sua proprietà immobiliare al marito a un prezzo notevolmente inferiore al valore di mercato. Il Fallimento agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficace la vendita. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che l'azione revocatoria è ammissibile anche se l'immobile è gravato da ipoteca. Il pregiudizio per i creditori (eventus damni) si valuta in prospettiva, poiché la vendita rende più incerta la soddisfazione dei crediti.
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Azione revocatoria: sì alla scissione societaria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società beneficiaria di una scissione, confermando la possibilità per i creditori di agire con l'azione revocatoria. La Corte ha ribadito un principio consolidato: la scissione societaria, avendo natura di atto dispositivo del patrimonio, può essere soggetta a revocatoria se pregiudica le ragioni dei creditori della società scissa, anche in caso di successivo fallimento di quest'ultima.
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Estinzione ente pubblico: la legge non basta, serve l’atto
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'estinzione di un ente pubblico disposta per legge tramite accorpamento non è automatica. L'estinzione si perfeziona solo al termine dell'iter amministrativo previsto, con l'adozione del provvedimento finale. Di conseguenza, una dichiarazione di interruzione del processo, basata sull'erronea convinzione che l'ente fosse già estinto per la sola entrata in vigore della legge, è nulla. Pertanto, il processo non può essere dichiarato estinto per tardiva riassunzione, poiché il termine per riassumere non è mai iniziato a decorrere.
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Cessione contenzioso bancario: a chi spetta la lite?
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella cessione di asset bancari a seguito di una crisi, la cessione del contenzioso bancario non include le liti relative a rapporti contrattuali già estinti al momento del trasferimento. Di conseguenza, la banca acquirente non è la parte legittimata a proseguire in tali giudizi, i quali restano in capo alla procedura di liquidazione della banca originaria. La decisione chiarisce l'ambito di applicazione del D.L. 99/2017 e del relativo contratto di cessione, accogliendo il ricorso della banca cessionaria.
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Risarcimento Specializzandi Medici: la Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzatisi dopo il 1991 ha citato in giudizio lo Stato, sostenendo che la borsa di studio ricevuta non costituisse l'"adeguata remunerazione" prevista dalle direttive comunitarie. La richiesta di risarcimento danni è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando i ricorsi inammissibili. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato secondo cui le direttive UE non imponevano un importo minimo specifico per la borsa di studio, e che la disciplina applicabile restava quella nazionale, respingendo così le pretese al risarcimento specializzandi medici.
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Risarcimento specializzandi: Cassazione su prescrizione
Alcuni medici che frequentarono scuole di specializzazione tra il 1983 e il 1991 senza ricevere compenso hanno citato in giudizio lo Stato italiano per i danni derivanti dalla tardiva attuazione delle direttive UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i loro ricorsi, confermando l'estinzione del diritto al risarcimento specializzandi per prescrizione. La Corte ha ribadito il suo consolidato orientamento secondo cui il termine di prescrizione decennale ha iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999. Poiché l'azione legale è stata avviata solo nel 2011, la richiesta è stata considerata tardiva.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata contro la sentenza che aveva giudicato illecito il prelievo di un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'introduzione di una prestazione patrimoniale imposta, come il contributo di solidarietà, è riservata esclusivamente alla legge dello Stato e non può essere decisa autonomamente dagli enti previdenziali, neanche per garantire l'equilibrio di bilancio. È stato inoltre confermato che il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale privato contro una sua iscritta. L'ente aveva imposto un contributo di solidarietà sulla pensione, ma la Corte ha confermato che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un atto autonomo della Cassa. La richiesta di restituzione delle somme è soggetta a prescrizione decennale.
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Liquidazione giudiziale: quando è legittima la richiesta?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di una richiesta di liquidazione giudiziale anche in assenza di un previo tentativo di esecuzione forzata. Con l'ordinanza in esame, viene ribadito che per avviare la procedura è sufficiente un accertamento incidentale del credito da parte del giudice, senza necessità di un titolo esecutivo. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società, confermando la decisione dei giudici di merito che ne avevano dichiarato l'insolvenza sulla base di una pesante esposizione debitoria.
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Notifica PEC errata: ricorso in Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa di una notifica PEC errata all'Avvocatura Generale dello Stato. Nonostante una precedente ordinanza avesse concesso un termine per rinnovare la notifica, l'errore nell'individuare l'indirizzo PEC corretto è stato ritenuto inescusabile, impedendo alla Corte di esaminare il merito della causa.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni è illegittima se non prevista da una specifica norma di legge. La Corte ha ribadito che tale prelievo rientra tra le prestazioni patrimoniali imposte, soggette alla riserva di legge prevista dalla Costituzione. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per la richiesta di restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Danno patrimoniale: inammissibile ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un professionista che chiedeva il risarcimento del danno patrimoniale a seguito di un processo penale durato irragionevolmente. La Corte ha stabilito che il ricorso era tecnicamente viziato, in quanto mirava a un riesame dei fatti e delle prove, compito che non spetta al giudice di legittimità. La decisione sottolinea l'importanza di formulare correttamente i motivi di ricorso, distinguendo tra violazione di legge e vizi di motivazione.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto autonomamente da una cassa di previdenza privata sulle pensioni dei suoi iscritti. La decisione si fonda sul principio costituzionale della riserva di legge, secondo cui solo una norma statale può introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato a richiedere la restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque, poiché non si tratta di un credito pensionistico liquido ed esigibile, ma di una richiesta di rimborso per una trattenuta illegittima.
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Superminimo collettivo: la Cassazione sulla modifica
Una lavoratrice si oppone alla soppressione di un 'superminimo collettivo' a seguito della disdetta di un accordo aziendale. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un emolumento previsto da un contratto collettivo, e non per meriti individuali, può essere modificato o eliminato da un successivo accordo collettivo, anche se peggiorativo, in quanto fonte esterna al contratto individuale.
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Ricorso inammissibile: gli errori da non fare
Un debitore ha citato in giudizio un istituto di credito per ottenere la restituzione di una somma pagata, sostenendo la prescrizione del debito e l'applicazione di interessi usurari. Dopo una parziale vittoria in primo grado, la Corte d'Appello ha respinto tutte le sue richieste. La Corte di Cassazione ha successivamente dichiarato il ricorso del debitore inammissibile, non entrando nel merito della questione ma sanzionando una serie di errori procedurali, tra cui la mancata specificazione degli atti e la generica riproposizione delle istanze istruttorie. La decisione sottolinea l'importanza del rigore formale nella redazione degli atti di impugnazione.
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