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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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555 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Prescrizione crediti di lavoro dopo la Legge Fornero
Un consorzio ha impugnato una sentenza che riconosceva differenze retributive a due ex dipendenti, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la Legge Fornero, avendo ridotto la stabilità del rapporto di lavoro, ha determinato la sospensione della prescrizione dei crediti di lavoro fino alla cessazione del rapporto stesso. Anche il ricorso incidentale dei lavoratori è stato giudicato inammissibile.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione dichiara illegittimo il contributo di solidarietà applicato da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni, in assenza di una specifica norma di legge. Confermando le decisioni dei giudici di merito, la Corte ha stabilito che tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge e ha ribadito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Contributo solidarietà cassa: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando che l'imposizione di un contributo solidarietà cassa sulle pensioni è illegittima senza una specifica norma di legge. L'autonomia regolamentare dell'ente non è sufficiente, poiché tale contributo è una prestazione patrimoniale soggetta alla riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le casse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9553/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale contro un suo iscritto. La Corte ha confermato che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni da parte di un ente previdenziale privato è illegittima, poiché tale prelievo ha natura di prestazione patrimoniale imposta e rientra nella riserva di legge statale (art. 23 Cost.). L'autonomia regolamentare della cassa non può estendersi fino a introdurre trattenute di questo tipo. È stato inoltre confermato che il termine di prescrizione per la restituzione delle somme è decennale.
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Contributo solidarietà illegittimo per le Casse private
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza che aveva imposto un contributo di solidarietà sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica norma di legge, gli enti previdenziali privatizzati non hanno l'autonomia per introdurre tale prelievo. La richiesta di restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto con un mero atto regolamentare dell'ente, ma necessita di una base legale specifica, in ossequio al principio costituzionale della riserva di legge. La sentenza ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica norma di legge, le Casse non hanno il potere di imporre tali prelievi, che configurano una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge. La prescrizione per la restituzione è decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. Tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, richiede una specifica norma di legge e non può essere introdotto in via regolamentare dall'ente, il cui potere autonomo è limitato ad altri aspetti gestionali. La prescrizione per il rimborso è decennale.
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Contributo solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9547/2025, ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da un ente previdenziale privato sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha stabilito che una simile trattenuta, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotta autonomamente dalla Cassa ma richiede una specifica base legale, in ossequio al principio costituzionale della riserva di legge. Di conseguenza, il ricorso dell'ente è stato respinto e si è confermato il diritto del pensionato al rimborso delle somme, con un termine di prescrizione decennale.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2006, notificato nel 2012, sostenendone la tardività. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per il raddoppio dei termini dell'accertamento, secondo la normativa applicabile all'epoca (ratione temporis), era sufficiente la sola esistenza di una violazione che comportasse l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia stessa.
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Ricorso inammissibile: trust estero e oneri formali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro sanzioni per omessa dichiarazione di attività finanziarie estere detenute tramite un trust. La decisione si fonda principalmente sulla carenza dei motivi di ricorso, ritenuti generici e non specificamente critici verso la sentenza impugnata. Nel merito, la Corte ha ribadito che la valutazione sulla natura fittizia del trust è una prerogativa del giudice di merito e che l'obbligo di monitoraggio fiscale grava sul titolare effettivo dei beni, a prescindere dall'interposizione formale del trust. Il ricorso è stato quindi respinto per motivi procedurali, confermando di fatto la decisione dei giudici di secondo grado.
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Indennità di coordinamento: no se manca il posto vacante
La Corte di Cassazione ha negato a un'infermiera il diritto a percepire l'indennità di coordinamento dopo un trasferimento in un nuovo reparto. Anche se di fatto svolgeva le mansioni superiori, la Corte ha stabilito che, nel pubblico impiego, l'indennità è legata all'esistenza di una posizione formalmente istituita e vacante nell'organico aziendale, da coprire con procedure selettive. La semplice attestazione del superiore o lo svolgimento di fatto delle mansioni non sono sufficienti per ottenere il beneficio economico.
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Interessi moratori anche per i procacciatori d’affari
Una società produttrice di mosaici si opponeva al pagamento di una provvigione a un'intermediaria. La Corte di Cassazione, pur confermando il diritto alla provvigione, ha accolto il ricorso dell'intermediaria, stabilendo che anche l'attività di procacciamento d'affari rientra tra le "prestazioni di servizi" e dà quindi diritto agli interessi moratori previsti dal D.Lgs. 231/2002. La Corte ha anche chiarito che il giudice d'appello non può modificare le spese di primo grado se la sentenza viene confermata e non c'è un appello specifico sul punto.
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Giudicato esterno: onere della prova e certificazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9270/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di giudicato esterno. Un automobilista, ritenuto unico responsabile di un sinistro, ha tentato di far valere in Cassazione una sentenza emessa in un altro giudizio relativo allo stesso incidente, che stabiliva un concorso di colpa al 50%. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il ricorrente, pur avendo prodotto la sentenza, non ha fornito la certificazione di passaggio in giudicato, documento indispensabile per provare la definitività della decisione. La pronuncia sottolinea che l'onere della prova del giudicato esterno spetta a chi lo eccepisce e non può essere superato nemmeno dalla mancata contestazione della controparte.
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Buoni postali fruttiferi: tassi variabili, ok Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una risparmiatrice riguardo la modifica dei tassi di interesse sui suoi buoni postali fruttiferi. La Corte ha confermato che la legge permette la variazione dei rendimenti tramite decreti ministeriali successivi alla sottoscrizione, e che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è una notifica sufficiente per i risparmiatori, senza necessità di comunicazione individuale. Questa decisione consolida un orientamento giurisprudenziale stabile in materia.
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Trust fittizio: Cassazione conferma l’accertamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per redditi non dichiarati. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato l'uso di un trust estero, ritenuto un trust fittizio creato al solo scopo di schermare beni e redditi. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che la valutazione sulla natura simulata del trust è un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità e che, ai fini fiscali, rileva il possesso effettivo dei redditi a prescindere dalla titolarità formale.
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Trust fittizio: ricorso inammissibile per la Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF per redditi da partecipazioni societarie, che l'Agenzia delle Entrate riteneva occultati tramite un trust fittizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di specificità dei motivi e perché le censure si basavano su valutazioni di fatto non sindacabili in sede di legittimità, confermando la tesi della natura simulata del trust e la riconducibilità del reddito al disponente.
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Trust estero: Cassazione su interposizione e oneri
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per redditi non dichiarati, derivanti da partecipazioni societarie confluite in un trust estero. Le corti di merito hanno ritenuto il trust una mera interposizione fittizia, dato che il contribuente ne manteneva il controllo effettivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per gravi vizi procedurali, confermando nel merito che, ai fini fiscali, rileva il possesso effettivo del reddito, a prescindere dalla titolarità formale, rendendo il contribuente il titolare effettivo soggetto a imposizione.
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Aliud pro alio: limiti nelle vendite forzate
Una società di navigazione acquistava una nave in una procedura concorsuale, scoprendo poi che la sua capacità di carico era inferiore a quella descritta. La società ha tentato di ottenere un risarcimento sostenendo che si trattasse di una vendita "aliud pro alio" (una cosa per un'altra), unica eccezione alla regola che esclude la garanzia per vizi nelle vendite forzate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che si ha "aliud pro alio" solo quando il bene è radicalmente diverso o totalmente inidoneo all'uso. Una minore capacità, non alterando la funzione principale della nave, non rientra in questa casistica.
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Cessione in blocco: la Cassazione sulla prova
Un debitore ha impugnato una sentenza relativa a due mutui, contestando la titolarità del credito in capo alla società cessionaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, in una cessione in blocco, la pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale è sufficiente a dimostrare la legittimazione del cessionario, soprattutto se il debitore non ha contestato tale qualità nei precedenti gradi di giudizio.
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