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Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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864 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Vendite in nero: la Cassazione contro le fatture fittizie
Una società impugna un accertamento fiscale per vendite in nero, sostenendo di aver emesso solo fatture pro-forma per ottenere finanziamenti, senza reali cessioni di beni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. L'esistenza di bonifici bancari da parte dei clienti, che indicavano gli estremi delle fatture, è stata ritenuta prova sufficiente delle operazioni commerciali reali, rendendo inverosimile la tesi difensiva della società.
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Principio di competenza: Cassazione su costi deducibili
Una società di leasing ha dedotto costi nell'anno 2007 che in realtà erano di competenza degli anni 2006 e 2008. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha riaffermato il carattere inderogabile del principio di competenza fiscale. Secondo la Corte, i costi devono essere imputati esclusivamente all'esercizio in cui maturano economicamente, senza alcuna possibilità di scelta discrezionale da parte del contribuente, anche in assenza di un danno per l'erario. La sentenza ha quindi cassato la decisione di secondo grado, rinviando la causa per una nuova valutazione basata sul corretto rispetto del principio di competenza.
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Rettifica valore immobile: i criteri della Cassazione
Un contribuente contesta la rettifica valore immobile di un terreno, ritenuta errata dall'Agenzia delle Entrate. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del metodo sintetico-comparativo usato dall'Agenzia, basato sul potenziale edificatorio e su vendite di terreni simili. La Corte ha stabilito che la motivazione dell'avviso di accertamento è sufficiente se indica i dati essenziali degli atti di comparazione.
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Responsabilità commercialista: quando esclude il Fisco?
Una società ha ricevuto una cartella di pagamento per irregolarità fiscali, attribuendo la colpa al proprio commercialista. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, sottolineando che la responsabilità del commercialista non esonera il contribuente dal proprio dovere di vigilanza ('culpa in vigilando'). La richiesta di rateizzazione del debito è stata inoltre interpretata come un'ammissione della pretesa fiscale, rendendo le successive contestazioni inammissibili.
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Notifica incompleta: quando la cartella è nulla
Un contribuente ha impugnato delle intimazioni di pagamento sostenendo la mancata notifica delle cartelle esattoriali originarie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che una notifica incompleta ai sensi dell'art. 140 c.p.c., priva dell'affissione dell'avviso alla porta e della prova di ricezione della raccomandata, rende nullo l'atto. La sentenza evidenzia l'importanza del rigoroso rispetto di tutte le formalità procedurali per la validità della notificazione degli atti tributari.
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Accertamento sintetico e onere della prova
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sintetico emesso dall'Agenzia delle Entrate per l'acquisto di beni immobili in assenza di dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dell'operato del Fisco. La sentenza ribadisce che, in caso di accertamento sintetico, spetta al contribuente fornire la prova contraria per dimostrare che il reddito presunto non esiste o deriva da fonti non tassabili. I motivi del ricorso sono stati inoltre giudicati inammissibili per difetto di specificità e autosufficienza.
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Onere della prova finanziamento soci: la Cassazione
Una società impugnava un avviso di accertamento per redditi occulti, derivanti da somme classificate come finanziamento soci. La Cassazione, confermando le decisioni di merito, ha ribadito che l'onere della prova finanziamento soci grava interamente sul contribuente. L'appello è stato respinto per tardiva produzione documentale e inammissibilità dei motivi, sottolineando l'importanza di fornire prove complete fin dal primo grado di giudizio.
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Iscrizione Ipotecaria: quando è valida senza preavviso
Una società impugna un'iscrizione ipotecaria sostenendo la mancata notifica delle cartelle esattoriali e l'assenza di un preavviso di esecuzione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che l'iscrizione ipotecaria è una misura cautelare che non richiede l'intimazione ad adempiere prevista per l'espropriazione forzata. La Corte ha inoltre ritenuto provata la notifica degli atti presupposti e infondate le altre censure procedurali.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
L'Agenzia delle Entrate ha accertato a un socio un maggior reddito basato sulla presunzione di distribuzione utili da parte di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. L'accertamento a carico della società per una cospicua plusvalenza era già divenuto definitivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del socio, statuendo che la definitività dell'accertamento societario preclude al socio la possibilità di contestare l'esistenza di tali utili. La Corte ha inoltre ribadito la piena legittimità della presunzione di distribuzione utili in questi contesti.
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Transfer pricing: Cassazione su costi e consociata estera
Una società di trasporti si è vista respingere il ricorso contro un avviso di accertamento per costi indeducibili derivanti da una consociata estera. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, basandosi sulle prove di sovrafatturazione e sulla corretta applicazione delle norme sul transfer pricing. I giudici hanno ritenuto irrilevanti le argomentazioni della società sulla residenza fiscale della consociata, sottolineando che il ricorso non può mirare a un riesame dei fatti già valutati dai tribunali di merito.
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Onere probatorio: Cassazione su accertamento fiscale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti internazionali contro un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. L'accertamento si basava sul disconoscimento di costi derivanti da una consociata estera per presunta sovrafatturazione (transfer pricing) e su ricavi non contabilizzati. La società ricorrente ha incentrato la sua difesa sulla presunta 'esterovestizione' della consociata, ma la Corte ha dichiarato i motivi inammissibili. La decisione sottolinea che l'appello deve contestare la 'ratio decidendi' della sentenza impugnata, che in questo caso riguardava la fondatezza nel merito delle riprese fiscali basate su indizi gravi, precisi e concordanti, e non la questione della residenza fiscale della società estera, ritenuta irrilevante. La Corte ha confermato che l'onere probatorio, correttamente assolto dall'Agenzia delle Entrate, è stato il fulcro della decisione.
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Motivazione atto impositivo: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro avvisi di accertamento per fatture soggettivamente inesistenti. L'ordinanza chiarisce i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove e conferma la validità della motivazione atto impositivo effettuata "per relationem" a un verbale di constatazione, purché ne riproduca il contenuto essenziale.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione chiarisce
Un ente che gestisce edilizia residenziale pubblica si è visto negare l'esenzione IMU per il 2014. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che l'esenzione IMU alloggi sociali non è automatica per tutti gli immobili popolari, ma richiede la prova delle specifiche caratteristiche definite dalla legge per l'anno di imposta in questione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che accerti concretamente la natura degli immobili.
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Compensazione tributi locali: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente che chiedeva la compensazione tra un debito ICI e un credito IMU. La decisione sottolinea che la compensazione tributi locali è ammissibile solo se espressamente prevista e regolamentata dal Comune. In assenza di una norma regolamentare favorevole, il contribuente deve pagare il debito e chiedere il rimborso del credito.
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Amministratore di fatto: notifica nulla se manca prova
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21266/2024, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando la nullità di un avviso di accertamento notificato a un presunto amministratore di fatto. La Corte ha stabilito che, in assenza di prove concrete sul ruolo di gestione effettivo, la notifica è illegittima e non può essere sanata, anche qualora si provasse l'esistenza di una stabile organizzazione in Italia della società estera.
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Presunzioni fiscali versamenti professionisti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista contro un accertamento fiscale basato su indagini bancarie. La Corte ha confermato che le presunzioni fiscali versamenti sui conti correnti si applicano ai lavoratori autonomi, i quali hanno l'onere di dimostrare che tali somme non costituiscono compensi imponibili. La sentenza distingue nettamente la disciplina dei versamenti da quella dei prelevamenti, per i quali la presunzione non opera nei confronti dei professionisti.
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Indagini bancarie: i versamenti sono sempre ricavi?
Un professionista ha impugnato un avviso di accertamento basato su indagini bancarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per i lavoratori autonomi vige una presunzione legale secondo cui i versamenti su conto corrente costituiscono reddito, a differenza dei prelevamenti. L'onere di dimostrare la natura non imponibile dei versamenti spetta interamente al contribuente.
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Responsabilità consulente fiscale: prova e limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un consulente fiscale, confermando l'annullamento delle sanzioni a suo carico. La sentenza stabilisce che per affermare la responsabilità del consulente fiscale per una frode commessa da un suo cliente, l'amministrazione finanziaria deve fornire prove concrete della sua partecipazione attiva e consapevole. La mera conoscenza dell'attività illecita o il semplice ruolo di consulente non sono sufficienti. La valutazione sulla mancanza di prove, compiuta dai giudici di merito, è stata ritenuta insindacabile in sede di legittimità.
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Esenzione IMU culto: dichiarazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU culto, non è sufficiente l'effettivo utilizzo dell'immobile per attività religiose. È indispensabile presentare una tempestiva dichiarazione al Comune competente. La mancata presentazione di tale dichiarazione preclude il diritto all'agevolazione, anche se la destinazione a culto viene provata in giudizio. La Corte ha rigettato il ricorso di un ente ecclesiastico che aveva omesso questo adempimento formale, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento del Comune.
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Amministratore di fatto: quando risponde delle sanzioni?
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per la responsabilità personale dell'amministratore di fatto per sanzioni fiscali societarie. La Corte ha annullato una decisione che richiedeva all'Amministrazione Finanziaria una "certezza matematica" per provare l'uso della società come schermo. È stato stabilito che sono sufficienti prove basate su presunzioni gravi, precise e concordanti, come le ammissioni del contribuente. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione basata su questo corretto standard probatorio.
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