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Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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864 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Base fissa e tasse: Cassazione su artista non residente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un artista non residente, stabilendo che la disponibilità di un laboratorio e la presenza di opere non sono sufficienti a configurare una "base fissa" imponibile in Italia. Secondo la Corte, l'Amministrazione finanziaria deve fornire la prova di un'attività stabile e continuativa, non potendosi basare su una presenza saltuaria del contribuente sul territorio. La decisione ha inoltre ribadito l'inapplicabilità del riesame dei fatti in sede di legittimità in caso di "doppia conforme" tra le sentenze di primo e secondo grado.
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Onere della prova accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3205/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un accertamento fiscale basato su versamenti bancari non giustificati. Il caso ribadisce un principio fondamentale: nell'ambito dell'onere della prova per un accertamento, una volta che l'Amministrazione Finanziaria contesta accrediti su un conto corrente, spetta al contribuente dimostrare in modo analitico e specifico che tali somme non costituiscono reddito imponibile. La Corte ha ritenuto le prove fornite dal ricorrente generiche e insufficienti, confermando le decisioni dei precedenti gradi di giudizio.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un'azienda di edilizia residenziale pubblica ha richiesto l'esenzione IMU per i suoi immobili, equiparandoli ad alloggi sociali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU alloggi sociali non è automatica. L'ordinanza chiarisce che il canone di locazione, seppur ridotto, non è "simbolico" quando è destinato a coprire i costi di gestione e manutenzione. Tale caratteristica qualifica l'attività come economica, escludendola dal beneficio fiscale della piena esenzione e ammettendo solo una detrazione.
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Contributo di bonifica: no al pagamento senza beneficio
Un consorzio di bonifica ha richiesto il pagamento di un contributo a due proprietari terrieri. Le commissioni tributarie di primo e secondo grado hanno annullato la richiesta, rilevando la mancanza di un beneficio concreto derivante dalle opere consortili. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'ente. La Corte ha sottolineato che il presupposto per il pagamento del contributo di bonifica è un vantaggio reale e tangibile per l'immobile, la cui assenza rende la pretesa illegittima. La decisione ha inoltre chiarito i limiti del ricorso in Cassazione in presenza di una "doppia conforme", ovvero due sentenze di merito identiche sui fatti.
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Indagini bancarie soci: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la legittimità di un accertamento fiscale a carico di una S.r.l. basato sulle movimentazioni riscontrate sui conti correnti personali dei soci. La Corte ha stabilito che, in presenza di una società a ristretta base sociale e con forti legami familiari, le indagini bancarie sui soci sono ammissibili. Si presume, salvo prova contraria, che le somme non giustificate sui conti personali derivino da ricavi non dichiarati della società, specialmente se i soci non dispongono di redditi propri che possano spiegare tali movimenti.
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Consapevolezza frode IVA: onere della prova e sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23302/2025, ha rigettato il ricorso di una società coinvolta in una presunta frode carosello. La Corte ha confermato che l'Amministrazione Finanziaria può provare la consapevolezza della frode IVA anche tramite presunzioni (indizi), spostando così l'onere della prova sul contribuente. Quest'ultimo deve dimostrare di aver usato la massima diligenza per non essere coinvolto. Inoltre, è stato accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che i giudici tributari non possono ridurre le sanzioni d'ufficio, cioè senza una specifica richiesta di parte.
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Valore in dogana: quando includere le royalties?
Una società importatrice di modellini di lusso ha contestato l'inclusione delle royalties nel valore in dogana, necessario per il calcolo di dazi e IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la richiesta della società rappresentava un inammissibile tentativo di riesaminare il merito della questione, già deciso dai giudici dei gradi inferiori. La Corte ha stabilito che la valutazione dei contratti e delle prove spetta ai giudici di merito e non può essere rivista in sede di legittimità, confermando così la correttezza dell'operato dell'Agenzia delle Dogane nell'includere le royalties nel calcolo del valore in dogana.
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Remissione in termini: quando non è giustificata?
Un contribuente ha impugnato tardivamente un avviso di accertamento, chiedendo la remissione in termini a causa di un obbligo di firma e del sequestro di documenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. Secondo la Corte, gli impedimenti lamentati non costituivano una causa di forza maggiore idonea a giustificare il ritardo, applicando inoltre il principio della 'doppia conforme' che limita il riesame dei fatti in sede di legittimità.
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Accertamento sintetico: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una contribuente contro un accertamento sintetico basato sull'acquisto di quote societarie. L'ordinanza chiarisce che contestare la ricostruzione dei fatti, come l'effettivo sostenimento di una spesa, non costituisce una violazione di legge appellabile in Cassazione. Inoltre, l'applicazione della regola della "doppia conforme" ha precluso la possibilità di contestare la motivazione della sentenza d'appello.
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Doppia conforme: ricorso in Cassazione inammissibile
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per una plusvalenza sulla vendita di un terreno, contestando il calcolo del valore. Dopo aver perso in primo e secondo grado con motivazioni analoghe, ha proposto ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in base al principio della 'doppia conforme', stabilendo che non si può chiedere un riesame dei fatti quando due giudici di merito giungono alla stessa conclusione basandosi sulle medesime ragioni fattuali.
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Edificabilità terreno: quando si paga l’ICI?
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento ICI per un terreno, sostenendone la non edificabilità poiché di estensione inferiore a quella minima richiesta per un piano di lottizzazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'edificabilità del terreno ai fini fiscali deriva dalla sua qualificazione nel piano regolatore generale, indipendentemente dall'adozione di strumenti attuativi. La mancanza di tali strumenti o di opere di urbanizzazione incide solo sulla determinazione del valore venale del bene, non sulla sua tassabilità.
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Errore avviso accertamento: quando è irrilevante?
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU a causa di un'errata classificazione della zona urbanistica del proprio terreno. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un errore nell'avviso di accertamento è irrilevante se non causa alcun pregiudizio economico al destinatario. Nel caso specifico, l'imposta applicata era la stessa sia per la zona indicata erroneamente sia per quella corretta, rendendo l'errore puramente formale e non sostanziale.
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Rimborso fiscale sisma: a chi spetta? Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15896/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che il diritto al rimborso fiscale sisma, pari al 90% delle imposte versate a seguito del terremoto in Sicilia del 1990, spetta al lavoratore dipendente e non al datore di lavoro che ha agito come sostituto d'imposta. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui la normativa di favore costituisce uno 'ius superveniens' che rende non dovute le somme già pagate, legittimando la richiesta di restituzione da parte del contribuente, quale effettivo soggetto passivo del tributo.
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Area edificabile ICI: vincoli non escludono l’imposta
La Corte di Cassazione ha stabilito che un terreno classificato come area edificabile nel piano regolatore è soggetto a ICI anche in presenza di vincoli, come quello di rimboschimento. Tali vincoli non eliminano la natura edificabile del suolo ai fini fiscali, ma incidono unicamente sulla determinazione del suo valore venale e, di conseguenza, sulla base imponibile dell'imposta. L'appello del contribuente, basato anche su motivi procedurali, è stato interamente respinto.
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Notifica avviso di accertamento: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente, confermando la piena validità di un avviso di accertamento. La Corte ha stabilito che la notifica dell'avviso di accertamento eseguita direttamente dall'Agenzia delle Entrate a mezzo posta è legittima. Ha inoltre confermato che la copia cartacea di un atto firmato digitalmente è valida e che la presunzione legale sui versamenti bancari come maggiori ricavi si applica anche ai contribuenti in regime di contabilità semplificata.
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Raggruppamento Temporaneo di Imprese: obblighi albo
Una società ha impugnato un avviso di accertamento TARSU emesso da un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI), sostenendo la sua nullità perché una delle società del raggruppamento non era iscritta all'albo ministeriale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un RTI di tipo "misto", l'obbligo di iscrizione vige solo per le imprese che svolgono le attività principali di accertamento e riscossione, non per quelle che forniscono servizi di mero supporto. La Corte ha inoltre parzialmente accolto il ricorso per la decadenza del termine di accertamento relativo a una delle annualità contestate.
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Notifica PEC cartella esattoriale: la Cassazione fa chiarezza
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento, sostenendo l'invalidità della notifica PEC della cartella esattoriale perché trasmessa come semplice file .pdf non firmato digitalmente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica PEC cartella esattoriale è pienamente valida anche in formato .pdf, poiché il sistema stesso garantisce l'integrità e la provenienza del documento. La Corte ha inoltre respinto le doglianze sulla carenza di motivazione e su presunti vizi procedurali.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Una società ha impugnato un avviso di accertamento notificato oltre i termini ordinari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il raddoppio termini accertamento si applica in presenza di fatti che integrano un reato fiscale, indipendentemente dal momento della presentazione della denuncia penale, anche se successiva alla scadenza del termine ordinario. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili in quanto miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Presunzione distribuzione utili: onere della prova del socio
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento fiscale a carico del socio unico di una S.r.l., basato sulla presunzione distribuzione utili extracontabili. La Corte ha stabilito che spetta al socio fornire la prova contraria, dimostrando la propria estraneità alla gestione o la mancata percezione dei redditi. La semplice produzione di estratti conto, ritenuta non decisiva, non è stata sufficiente a superare la presunzione, soprattutto a fronte di un accertamento basato sulla mancanza di scritture contabili della società.
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Sanzioni amministratore di fatto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16458/2025, ha stabilito che le sanzioni tributarie relative a una società sono a carico esclusivo della persona giuridica, anche se gestita da un amministratore di fatto. La responsabilità personale dell'amministratore sorge solo se si dimostra che la società è una mera 'fictio', creata a suo esclusivo vantaggio personale, prova che nel caso di specie è mancata. Di conseguenza, le sanzioni all'amministratore di fatto sono state annullate, ad eccezione di quelle per la mancata conservazione delle scritture contabili, successivamente anch'esse annullate dalla Corte accogliendo il ricorso incidentale del contribuente.
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