LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

Pagina 39 di 40

864 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Inerenza costi IVA: prova documentale sufficiente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto di una società alla detrazione dell'IVA su ingenti costi di ristrutturazione. La controversia verteva sulla prova dell'inerenza dei costi IVA relativi a un immobile destinato a un'attività di ricettività turistica. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, poiché mirava a una rivalutazione dei fatti già accertati nei due gradi di merito. È stata valorizzata la motivazione della corte d'appello, che aveva giudicato sufficiente la documentazione prodotta dalla società (contratti, stati di avanzamento lavori) a dimostrare il collegamento tra le spese e l'attività d'impresa, anche isolando i costi relativi a poche unità immobiliari vendute a terzi.
Continua »
Interpello disapplicativo: impugnabile il diniego
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'immediata impugnabilità del provvedimento di diniego a un'istanza di interpello disapplicativo. Il caso riguardava una società che non poteva operare a causa di gravi fattori esterni, come il fallimento della società venditrice di un immobile necessario all'attività. La Corte ha stabilito che tale diniego, pur non essendo nell'elenco degli atti tipici, manifesta una pretesa fiscale definita e lesiva, garantendo al contribuente il diritto alla tutela giurisdizionale. La decisione è rafforzata dal richiamo ai principi del diritto UE, che ritengono incompatibile la normativa italiana sulle società di comodo con la direttiva IVA.
Continua »
Rimborso IVA: chi può chiederlo se pagata per errore?
Una società ha pagato l'IVA ai propri fornitori per servizi poi rivelatisi esenti. Dopo che l'Agenzia Fiscale ha recuperato l'IVA indebitamente detratta, la società ha richiesto il rimborso per evitare una doppia imposizione. La Corte di Cassazione ha negato la richiesta di rimborso IVA, chiarendo che il cliente può agire direttamente contro lo Stato solo se dimostra, con un tentativo concreto, l'impossibilità di recuperare la somma dal fornitore, anche se quest'ultimo è fallito.
Continua »
Dichiarazione di intenti: sanzioni e oneri probatori
Un'impresa di costruzioni di imbarcazioni si è opposta a un avviso di accertamento per operazioni in esenzione IVA. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4383/2025, ha chiarito che la mancata presentazione della dichiarazione di intenti integra la violazione e giustifica la sanzione, anche se le operazioni di esportazione sono effettive. Il caso è stato rinviato al giudice di secondo grado per una nuova valutazione su questo e altri punti omessi nella precedente sentenza.
Continua »
Autonoma organizzazione: IRAP e i professionisti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4489/2025, ha annullato una sentenza che condannava un avvocato al pagamento dell'IRAP. La Corte ha ribadito che, per assoggettare un professionista a tale imposta, è necessario provare l'esistenza di un'autonoma organizzazione che vada oltre il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività. I giudici di merito avevano errato nel non valutare correttamente che i due dipendenti del professionista non avevano mai lavorato contemporaneamente e nel basare la loro decisione solo su dati contabili, senza un'analisi concreta della struttura.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Una società contribuente si opponeva a un avviso di accertamento, ritenuto notificato oltre i termini di decadenza. Dopo due sentenze favorevoli nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel non considerare la potenziale applicazione del raddoppio termini accertamento, scaturito da una denuncia penale a carico del legale rappresentante della società. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
Continua »
Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
Un professionista riceve un avviso di accertamento per compensi non dichiarati. Le corti di merito gli danno ragione, ma l'Agenzia Fiscale ricorre in Cassazione lamentando una motivazione apparente nella sentenza d'appello. La Suprema Corte accoglie il ricorso, annullando la decisione perché il giudice di secondo grado non ha esaminato concretamente i motivi dell'Agenzia, limitandosi a una pronuncia generica e insufficiente. Il caso viene rinviato per un nuovo giudizio.
Continua »
Regime del margine: onere della prova e buona fede
La Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di autoveicoli usati, confermando l'accertamento fiscale per l'illegittima applicazione del regime del margine. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e la massima diligenza per beneficiare del regime agevolato, specialmente in presenza di indizi di frode IVA intracomunitaria.
Continua »
Compensazione crediti inesistenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società sanzionata per compensazione di crediti inesistenti. L'operazione fraudolenta avveniva tramite l'uso di modelli F24 intestati a un'altra azienda per pagare i propri contributi. La Corte ha confermato che la responsabilità ricade sull'effettivo utilizzatore del beneficio e ha chiarito importanti principi procedurali, tra cui l'inammissibilità di diverse eccezioni sollevate dalla ricorrente.
Continua »
Assoluzione penale: non vincola il giudice tributario
Una contribuente, identificata come amministratore di fatto di una società, ha ricevuto un avviso di accertamento per proventi illeciti relativi all'anno 2014. Nonostante avesse ottenuto una successiva assoluzione penale per un reato fiscale commesso nel 2015, la Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso. La Corte ha stabilito che l'assoluzione penale non ha efficacia vincolante nel processo tributario quando i fatti materiali dei due giudizi, come l'annualità d'imposta e la natura della violazione, sono palesemente diversi.
Continua »
Notifica PEC cartella pagamento: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica PEC di una cartella di pagamento anche se inviata da un indirizzo non presente nei registri pubblici e con un file PDF non firmato digitalmente. Il ricorso di una società, che lamentava questi vizi formali, è stato respinto. Secondo la Corte, ciò che conta è la chiara identificabilità del mittente (l'agente di riscossione) e l'assenza di un reale pregiudizio al diritto di difesa del contribuente. La mancata apertura della mail per problemi tecnici del destinatario non inficia la validità della notifica già perfezionatasi.
Continua »
Rimborso IVA fallimento: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società fallita per un rimborso IVA. La Corte ha chiarito che l'erronea percezione di un fatto processuale, come il mancato invio di una dichiarazione, costituisce un errore di fatto da contestare con il rimedio della revocazione e non un errore procedurale. Inoltre, il ricorso è stato bloccato dalla regola della "doppia conforme", essendo le decisioni di primo e secondo grado basate sulle stesse ragioni. La sentenza sottolinea l'importanza di scegliere il corretto strumento di impugnazione in materia di rimborso IVA fallimento.
Continua »
Costi non inerenti: quando l’Agenzia li contesta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5321/2025, ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento che contestava la deducibilità di costi non inerenti e l'esistenza di operazioni fittizie. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente l'onere di provare non solo l'esistenza e la tracciabilità del costo, ma anche la sua effettiva inerenza all'attività d'impresa. La sola presentazione della fattura e la prova del pagamento non sono sufficienti a superare gli indizi di fittizietà sollevati dall'Amministrazione finanziaria, come l'assenza di una reale struttura operativa del fornitore.
Continua »
Esenzione IMU abitazione principale: no per le società
Una società si è vista negare il diritto all'esenzione IMU per un immobile adibito a residenza del proprio amministratore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5445/2025, ha confermato che l'esenzione IMU abitazione principale è un beneficio riservato esclusivamente alle persone fisiche che sono proprietarie dell'immobile e vi risiedono, escludendo categoricamente le persone giuridiche come le società.
Continua »
Detraibilità IVA aeromobili: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una società immobiliare che aveva dedotto l'IVA sull'acquisto di un aereo privato. La Corte ha stabilito che per la detraibilità IVA aeromobili è necessario che il bene sia oggetto dell'attività "propria" e abituale dell'impresa, e non di un'operazione occasionale, anche se prevista dall'oggetto sociale. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo principio di inerenza effettiva.
Continua »
Spese di rappresentanza: la Cassazione sui limiti IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5509/2025, ha rigettato il ricorso di una società di gestione di stazioni ferroviarie, confermando la legittimità della riqualificazione di alcuni costi promozionali da spese di pubblicità a spese di rappresentanza, con conseguente indetraibilità dell'IVA. La Corte ha ribadito che il criterio distintivo risiede nell'obiettivo perseguito: le spese di pubblicità mirano a un incremento diretto delle vendite, mentre le spese di rappresentanza, come quelle per eventi e decorazioni, hanno lo scopo di accrescere il prestigio e l'immagine aziendale, generando solo un'aspettativa indiretta di ritorno economico. L'ordinanza ha inoltre confermato la perentorietà dei termini per l'esercizio del diritto alla detrazione IVA.
Continua »
Società a ristretta base: la prova contraria del socio
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di una società a ristretta base partecipativa e del suo socio contro avvisi di accertamento dell'Agenzia delle Entrate. L'ordinanza annulla le sentenze precedenti per 'motivazione apparente', in quanto i giudici di merito non avevano adeguatamente considerato le difese dei contribuenti. La Corte ha ribadito che, sebbene esista una presunzione di distribuzione degli utili extra-bilancio in tali società, il socio ha il diritto di fornire la prova contraria, dimostrando, ad esempio, il reinvestimento degli utili o la propria estraneità alla gestione.
Continua »
Omessa pronuncia: sentenza annullata per un motivo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per omessa pronuncia. I giudici di secondo grado avevano ignorato un'eccezione cruciale sollevata da una contribuente riguardo alla corretta superficie di un immobile acquisito per usucapione, rilevante ai fini del calcolo dell'imposta di registro. La Suprema Corte ha stabilito che non pronunciarsi su un motivo specifico di gravame costituisce un vizio procedurale che impone la cassazione della decisione con rinvio al giudice di merito.
Continua »
Agevolazione fiscale fondazioni: quando è negata?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5915/2025, ha annullato la decisione di merito che concedeva un'agevolazione fiscale a una fondazione bancaria. I giudici hanno stabilito che, per beneficiare della riduzione d'imposta, non è sufficiente erogare fondi per scopi sociali, ma è necessario dimostrare di svolgere direttamente attività meritorie e di gestire il patrimonio in modo non imprenditoriale, fornendo una prova rigorosa che va oltre la semplice presentazione dei bilanci.
Continua »
Elusione fiscale: Cassazione su fusioni e condono
Una società contesta un accertamento per elusione fiscale derivante da una fusione societaria volta a creare ammortamenti fittizi. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. L'operazione è stata ritenuta elusiva e l'esistenza di un 'condono tombale' della società incorporata è stata giudicata irrilevante.
Continua »