La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22576/2024, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro l'Agenzia delle Entrate, confermando la legittimità degli avvisi di accertamento basati sulla contestazione di una residenza fittizia all'estero (Principato di Monaco e Lussemburgo). La Corte ha stabilito che la valutazione degli elementi indiziari che provano il domicilio reale in Italia è un apprezzamento di merito insindacabile in sede di legittimità, se adeguatamente motivato. Inoltre, ha ribadito la validità della presunzione di distribuzione ai soci degli utili non contabilizzati da società a ristretta base proprietaria, ponendo a carico del contribuente l'onere della prova contraria.
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