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Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2024

1296 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di mutui bancari condizionati, applicando il principio della 'doppia conforme'. I ricorrenti, mutuatari inadempienti alle condizioni contrattuali, avevano impugnato la sentenza d'appello che, confermando la decisione di primo grado, li condannava alla restituzione delle somme. La Suprema Corte ha ribadito che, in presenza di due decisioni di merito conformi sulla ricostruzione dei fatti, non è possibile contestare la motivazione in sede di legittimità senza dimostrare la diversità delle ragioni di fatto poste a base delle due sentenze.
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Autosufficienza ricorso Cassazione: guida pratica
Un creditore ha agito contro un'organizzazione sindacale nazionale per un debito contratto da una sua articolazione territoriale. I giudici di merito hanno respinto la domanda, riconoscendo l'autonomia patrimoniale della sede locale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo il fondamentale principio di autosufficienza del ricorso in Cassazione, a causa della mancata e completa allegazione dei documenti essenziali per la decisione.
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Onere di contestazione: la difesa generica non basta
Un fideiussore si opponeva a un decreto ingiuntivo con contestazioni generiche. La Corte d'Appello respingeva il gravame, ritenendo che la mancata specifica contestazione avesse reso il credito provato. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, conferma la decisione, ribadendo la centralità dell'onere di contestazione specifica e l'inammissibilità di nuove deduzioni in appello o di un riesame dei fatti in sede di legittimità.
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Nullità compravendita immobiliare: la guida completa
Un acquirente ha comprato un immobile con un mutuo bancario, scoprendo solo dopo che era frutto di un abuso edilizio e che i permessi citati nell'atto erano basati su documenti falsi. Le corti di merito hanno dichiarato la nullità della compravendita immobiliare e, di conseguenza, anche del collegato contratto di mutuo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che una dichiarazione falsa sui titoli edilizi equivale a un'omessa dichiarazione, causando la nullità del contratto per proteggere la regolarità del traffico giuridico immobiliare.
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Servitù condominiale: no all’apertura sul muro comune
I proprietari di un ristorante aprivano un varco nel muro di un condominio adiacente per creare un'uscita di sicurezza, imponendo una servitù condominiale di passaggio. La Cassazione ha confermato l'illegittimità dell'opera, in quanto l'apertura di un varco su un bene comune a favore di una proprietà esterna richiede il consenso unanime di tutti i condomini e non può essere giustificata come servitù coattiva per esigenze commerciali.
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Legittimazione passiva nel concordato e usucapione
Una società in concordato preventivo agiva per ottenere la restituzione di alcuni immobili occupati senza titolo. La convenuta proponeva domanda riconvenzionale di usucapione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo la carenza di legittimazione passiva del concordato preventivo rispetto all'azione di usucapione, che andava proposta contro la società proprietaria. Ha inoltre ribadito che il danno da occupazione abusiva è un danno presunto, liquidabile in via equitativa.
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Scudo fiscale: società non protetta dall’amnistia
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società di capitali non può beneficiare dello scudo fiscale attivato dal proprio socio per difendersi da un accertamento fiscale. Il caso riguardava una società a cui erano stati contestati maggiori ricavi a fronte di ingenti versamenti effettuati dal socio unico. La Corte ha chiarito che lo scudo fiscale è un beneficio strettamente personale, applicabile solo alle persone fisiche e ad altri soggetti specificamente indicati dalla legge, escludendo le società di capitali. Pertanto, la prova della disponibilità finanziaria del socio derivante dall'adesione allo scudo non è sufficiente a giustificare i flussi finanziari della società, confermando l'accertamento dell'Agenzia delle Entrate.
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Uso parti comuni: limiti e rimozione opere abusive
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5389/2024, ha chiarito i limiti all'uso parti comuni in condominio. È stato confermato che l'installazione di fioriere in un'area comune, impedendo agli altri condomini di farne parimenti uso, è illegittima. La Corte ha inoltre ribadito che l'azione per la rimozione di tali opere ha natura reale e, pertanto, non è soggetta a prescrizione. Infine, è stato statuito che la parte che rifiuta la proposta di mediazione e risulta poi soccombente in giudizio è tenuta a rimborsare anche le spese del procedimento di mediazione.
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Impugnazione del mutuo: quando il ricorso è infondato
Una mutuataria ha intentato una causa contro un istituto di credito riguardo a un contratto di mutuo, ma la sua richiesta è stata respinta. L'appello della mutuataria, fondato su presunta usura e indeterminatezza dei tassi di interesse, è stato rigettato dalla Corte di Cassazione. Il tribunale ha giudicato vari motivi dell'impugnazione del mutuo inammissibili o infondati, compresa l'introduzione di nuove domande in appello e il potere discrezionale del giudice in merito alle consulenze tecniche. La decisione conferma le sentenze dei gradi precedenti.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6216/2024, ha rigettato il ricorso di una società coinvolta in una frode carosello. L'oggetto del contendere erano delle operazioni soggettivamente inesistenti. I giudici hanno confermato che l'onere di provare la propria buona fede e la massima diligenza ricade sul contribuente, una volta che l'Amministrazione Finanziaria ha fornito elementi, anche presuntivi, sulla sua consapevolezza di partecipare alla frode. L'assoluzione in sede penale del legale rappresentante non è stata ritenuta vincolante per il giudice tributario.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: la Cassazione
Una società metallurgica, coinvolta in presunte operazioni soggettivamente inesistenti nell'ambito di una frode carosello, si è rivolta alla Suprema Corte dopo due rigetti nei gradi di merito. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che in caso di frodi IVA spetta all'Amministrazione Finanziaria provare la consapevolezza del contribuente, anche in via presuntiva. Quest'ultimo deve poi dimostrare la massima diligenza. La Corte ha inoltre chiarito che una precedente assoluzione penale dell'amministratore non vincola automaticamente il giudice tributario.
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Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
Una società ha impugnato un avviso di accertamento ICI, perdendo sia in primo che in secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile applicando il principio della "doppia conforme", che impedisce un nuovo esame dei fatti quando due sentenze di merito giungono alla stessa conclusione. La Corte ha sottolineato che il ricorso si limitava a richiedere una nuova valutazione delle prove, attività preclusa in sede di legittimità.
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Risarcimento danno somministrazione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10575/2024, ha respinto il ricorso di un Comune, confermando la condanna al risarcimento del danno in favore di una lavoratrice per l'illegittimo utilizzo di contratti di somministrazione a termine. La Corte ha ribadito che, nel pubblico impiego, pur non essendo possibile la conversione del rapporto in tempo indeterminato, spetta al lavoratore un danno presunto, con valenza sanzionatoria, in linea con la normativa nazionale ed europea. L'illegittimità derivava dalla genericità della causale apposta ai contratti.
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Licenziamento motivo oggettivo: prova e repechage
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore contro un licenziamento motivo oggettivo. La decisione conferma la legittimità del recesso basato sulla soppressione del posto di lavoro, chiarendo che il ricorso non può contestare nel merito la valutazione delle prove già effettuata conformemente da due tribunali. La Corte ha ribadito i limiti del vizio di motivazione e l'inapplicabilità dei criteri dei licenziamenti collettivi a quelli individuali.
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Noleggio a caldo: chi paga i danni? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10560/2024, ha definito le responsabilità in un contratto di noleggio a caldo di una betonpompa. A seguito di un incendio e successivi danni, la Corte ha stabilito che la responsabilità per la manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché i rischi operativi, ricadono sul fornitore che mette a disposizione anche l'operatore, a meno che il contratto non preveda diversamente. Il caso riguardava la richiesta di risarcimento danni da parte della società fornitrice contro l'utilizzatrice, richiesta respinta in quanto la gestione del mezzo non era mai passata effettivamente a quest'ultima.
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Demanio marittimo: quando un terreno è dello Stato?
Una cittadina ha avviato una causa per definire il confine della sua proprietà con un'area demaniale. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la sua richiesta, confermando la natura di demanio marittimo del terreno conteso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché mirava a una rivalutazione dei fatti, vietata in sede di legittimità. La ricorrente è stata condannata per abuso del processo, evidenziando i limiti del ricorso quando vi è una doppia pronuncia conforme nei gradi di merito.
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Impugnazione CTU: limiti e inammissibilità in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro la sentenza d'appello che, basandosi su una perizia tecnica (CTU), l'aveva condannata a una restituzione di somme. Il caso, nato da una complessa operazione di scissione societaria, chiarisce i limiti dell'impugnazione della CTU: non basta un mero dissenso, ma serve dimostrare un vizio di motivazione grave, come la motivazione apparente o contraddittoria, che nel caso di specie non è stato ravvisato.
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Risarcimento danno reputazionale: la prova spetta a chi agisce
Una società immobiliare e i suoi garanti hanno citato in giudizio un istituto di credito per un'illegittima e prolungata segnalazione in Centrale Rischi, chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali e reputazionali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10481/2024, ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha stabilito che per ottenere il risarcimento del danno reputazionale non è sufficiente la mera segnalazione, ma è necessario fornire una prova concreta del pregiudizio subito e del nesso causale tra la condotta della banca e il danno lamentato, onere che i ricorrenti non hanno soddisfatto.
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Danni da allagamento: ricorso inammissibile del conduttore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di tipografia contro la decisione che la riteneva responsabile per i danni da allagamento subiti da un macchinario. La Corte ha stabilito che la responsabilità ricade sul conduttore, il quale aveva la disponibilità di un dispositivo anti-allagamento ma non lo ha utilizzato. I motivi di ricorso, basati su una presunta errata valutazione dei fatti e delle prove, sono stati respinti in quanto non ammissibili nel giudizio di legittimità, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme' dei giudizi di merito.
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Canale di scolo illegittimo: risarcimento del danno
La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile il ricorso di un proprietario che aveva costruito un canale di scolo illegittimo, alterando il deflusso delle acque piovane e danneggiando il fondo vicino. La decisione conferma la condanna alla demolizione e al risarcimento del danno, sottolineando l'inammissibilità di censure di merito in presenza di una 'doppia conforme' e l'importanza del rispetto delle norme processuali.
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