LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Pagina 15 di 40

1296 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Impugnazione ordinanza 348-bis: guida Cassazione
Una società e alcuni eredi hanno presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza di inammissibilità della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che in caso di inammissibilità ai sensi dell'art. 348-bis c.p.c., il rimedio corretto non è l'impugnazione dell'ordinanza stessa, ma il ricorso contro la sentenza di primo grado, da presentare entro il termine che decorre dalla comunicazione dell'ordinanza di inammissibilità.
Continua »
Simulazione cessione quote: l’interesse ad agire
Un padre cede la nuda proprietà di quote societarie ai figli, ma l'atto è una donazione dissimulata. La Corte di Cassazione conferma che il padre, quale parte del contratto, ha sempre interesse ad agire per far dichiarare la simulazione e la nullità della donazione per vizio di forma. Il ricorso dei figli, basato sulla presunta carenza di interesse del padre e sull'exceptio doli, viene dichiarato inammissibile. Questa decisione ribadisce il principio che le motivazioni personali non inficiano la legittimazione processuale in un'azione di simulazione cessione quote.
Continua »
Contratto di finanziamento: onere della prova e usura
Un consumatore ha citato in giudizio una banca e una società finanziaria, sostenendo che il contratto di finanziamento sottoscritto fosse viziato da usura e dolo. Inizialmente, aveva richiesto un piccolo prestito, ma si era ritrovato a firmare un accordo per un importo e una durata notevolmente superiori. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto le sue richieste, negando anche l'ammissione di una consulenza tecnica (CTU). La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, rigettando il ricorso. La Corte ha sottolineato che il ricorrente non ha fornito prove sufficienti per dimostrare l'usura soggettiva o il raggiro, e che la semplice discrepanza tra l'accordo preliminare e quello definitivo non è di per sé una prova di illecito. Inoltre, ha ribadito che la commissione di estinzione anticipata non rileva ai fini del calcolo del tasso di usura e che il giudice ha un potere discrezionale nel decidere sull'ammissione delle prove.
Continua »
Interessi moratori sanità: sì a D.Lgs. 231/2002
Una Azienda Sanitaria Locale ha contestato un ordine di pagamento per interessi di mora su fatture per prestazioni sanitarie, sostenendo di non essere il debitore corretto e l'inapplicabilità delle norme sulle transazioni commerciali (D.Lgs. 231/2002). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la titolarità del debito è una questione di fatto non riesaminabile in sede di legittimità. Soprattutto, ha stabilito che la disciplina sugli interessi moratori si applica ai contratti sanitari con la pubblica amministrazione, rendendo gli interessi dovuti automaticamente in caso di ritardo, senza necessità di formale sollecito.
Continua »
Prescrizione garanzia: quando inizia a decorrere?
Una società assicurativa ha contestato l'attivazione di una polizza fideiussoria, sostenendo l'avvenuta prescrizione della garanzia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il termine di prescrizione non decorre se l'adempimento dell'obbligazione principale è impedito da un sequestro penale. Il diritto di escutere la garanzia sorge solo quando l'inadempimento diventa definitivo, ovvero dopo la rimozione del sequestro, momento in cui la prestazione torna ad essere esigibile.
Continua »
Accettazione e benestare: quando vale come garanzia
Un consulente societario, firmando un documento di garanzia bancaria con la dicitura 'per accettazione e benestare', si è trovato obbligato in solido con il debitore principale. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che tale formula, valutata nel contesto complessivo dell'operazione, costituisce una valida assunzione di un'obbligazione di garanzia. La decisione sottolinea come l'interpretazione dei fatti da parte dei giudici di merito non sia sindacabile in sede di legittimità se plausibile e ben motivata.
Continua »
Responsabilità precontrattuale: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27102/2024, chiarisce la natura giuridica della responsabilità precontrattuale. Il caso riguardava l'interruzione di trattative per la vendita di un'area commerciale. La Corte ha stabilito che la responsabilità per la rottura ingiustificata delle trattative ha natura extracontrattuale. Di conseguenza, l'onere di dimostrare la malafede della controparte spetta a chi subisce il recesso e non a chi recede. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la presenza di un consulente esterno senza poteri di rappresentanza non è sufficiente a generare un legittimo affidamento sulla conclusione del contratto.
Continua »
Autosufficienza del ricorso: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di uno studio legale contro una compagnia telefonica. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza del ricorso, poiché l'atto non esponeva in modo chiaro e completo i fatti di causa, impedendo alla Corte di valutare le censure senza consultare altri atti. La Corte ha ribadito che un ricorso deve essere autosufficiente per consentire una corretta amministrazione della giustizia.
Continua »
Ricorso inammissibile: no a nuova valutazione dei fatti
Un inquilino, la cui richiesta di risarcimento per danni da incendio era stata respinta in primo e secondo grado, si è rivolto alla Corte di Cassazione. Sosteneva che i giudici avessero ignorato fatti cruciali sull'origine dell'incendio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il ricorrente stava impropriamente chiedendo una nuova valutazione dei fatti, non denunciando una reale omissione. Di conseguenza, è stato condannato al pagamento delle spese e a sanzioni per lite temeraria.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile quando questo mira a una nuova valutazione dei fatti, anziché denunciare vizi di legge. In un caso tra un imprenditore e un professionista, la Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di un terzo grado di giudizio, ma di controllo della legittimità delle decisioni. L'appello è stato respinto perché le censure erano generiche e non individuavano uno specifico fatto decisivo omesso dai giudici di merito.
Continua »
Diritto di regresso fideiussore e clausole limitative
Un fideiussore, dopo aver pagato il debito di una società garantita e ottenuto un patto di non aggressione dal creditore, ha agito in regresso contro un altro co-fideiussore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava tale diritto, basandosi su una clausola contrattuale specifica. Tale clausola subordinava l'esercizio del diritto di regresso del fideiussore all'estinzione completa di ogni ragione di credito della banca verso il debitore principale. Poiché il debito non era integralmente estinto, la condizione non si era avverata, rendendo il ricorso inammissibile.
Continua »
Definizione sanzioni tributarie: il nesso col tributo
Un contribuente ha tentato di accedere alla definizione agevolata per le sole sanzioni derivanti dall'uso di un credito d'imposta inesistente, senza aver definito il tributo principale. L'Agenzia delle Entrate ha negato la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che la definizione sanzioni tributarie 'collegate' è preclusa se il rapporto tributario principale non è stato estinto. Entrambi i ricorsi del contribuente sono stati rigettati.
Continua »
Contratto preliminare nullo: l’oggetto deve essere certo
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto preliminare di vendita immobiliare a causa dell'assoluta indeterminatezza dell'oggetto. La scrittura privata non specificava l'ubicazione né i confini del terreno e del fabbricato da costruire. La Corte ha chiarito che, affinché un contratto sia valido, l'immobile deve essere almeno determinabile sulla base di elementi presenti nell'accordo stesso, cosa che non avveniva nel caso di specie, rendendo il contratto preliminare nullo e non semplicemente inefficace.
Continua »
Domanda giudiziale: limiti e corretta interpretazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore, confermando che una domanda giudiziale proposta contro una società e i suoi soci non può portare alla condanna di uno dei soci a titolo personale. La decisione sottolinea l'importanza del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato, ribadendo che la società e la persona fisica del socio sono soggetti giuridici distinti e non sovrapponibili.
Continua »
Responsabilità amministratore: Cassazione e ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'ex amministratrice contro la sentenza che ne affermava la responsabilità per mala gestio di una società fallita. L'ordinanza sottolinea che la carica formale comporta l'assunzione di responsabilità e che i motivi di ricorso devono essere specifici e non meramente ripetitivi delle difese dei gradi precedenti. La Corte ha respinto le eccezioni sulla prescrizione e sulla presunta estraneità ai fatti, confermando l'onere dell'amministratore di provare la correttezza del proprio operato.
Continua »
Perdita di chance: onere della prova e risarcimento
Un dirigente ha citato in giudizio un'amministrazione pubblica per danni derivanti da perdita di chance, sostenendo che le procedure di selezione per incarichi dirigenziali erano illegittime. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che per ottenere un risarcimento non è sufficiente dimostrare l'irregolarità della procedura, ma è indispensabile provare un nesso di causalità e una concreta probabilità di successo che è andata perduta a causa di tale irregolarità.
Continua »
Institutio ex re certa: quando si è erede e non legatario
Un creditore ha agito per il recupero di un mutuo nei confronti degli eredi del debitore. Una beneficiaria del testamento ha sostenuto di essere legataria e non erede per non rispondere dei debiti. La Cassazione ha stabilito che l'assegnazione dei proventi della vendita di un bene che costituisce l'intero patrimonio configura una 'institutio ex re certa', rendendo il beneficiario un erede tenuto al pagamento dei debiti.
Continua »
Onere della prova licenziamento: la notifica via email
Un'azienda licenzia un dipendente per assenza ingiustificata, sostenendo di averlo convocato tramite email aziendale. Il lavoratore nega di aver ricevuto la comunicazione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, stabilendo che l'onere della prova della ricezione dell'email spetta al datore di lavoro, il quale non può presumerla solo perché l'account era attivo.
Continua »
Incarico dirigenziale: revoca dopo annullamento P.A.
Un dirigente medico si oppone alla revoca del suo incarico dirigenziale, avvenuta dopo l'annullamento in autotutela dell'atto amministrativo che istituiva la sua unità operativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, venuto meno il presupposto amministrativo, la risoluzione del contratto è legittima e non sussiste un diritto automatico a un incarico equivalente.
Continua »
Autotutela Tributaria: quando il ricorso è inammissibile
Un contribuente, dopo essersi visto rigettare un'istanza di autotutela tributaria su avvisi di accertamento ritenuti non notificati, ha fatto ricorso fino in Cassazione. L'appello si basava anche su una sentenza civile che dichiarava l'inesistenza della notifica. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'autotutela tributaria è un potere ampiamente discrezionale dell'Amministrazione e il suo diniego non può essere impugnato per contestare il merito della pretesa fiscale, ma solo per profili di illegittimità legati a un rilevante interesse pubblico.
Continua »