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Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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1296 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Rendita catastale: l’onere della prova è dell’Agenzia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27547/2024, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in una controversia sulla rendita catastale di una struttura alberghiera. La Corte ha stabilito che l'onere della prova per giustificare un aumento della rendita spetta all'Amministrazione Finanziaria, anche a seguito di variazioni immobiliari denunciate dal contribuente. In assenza di prove su elementi che incrementino il valore dell'immobile, la pretesa dell'Agenzia è infondata. La decisione si basa sulla logicità della valutazione del giudice di merito, che aveva considerato una precedente sentenza passata in giudicato come punto di partenza per determinare la nuova, e più bassa, rendita a seguito di una riduzione della consistenza immobiliare.
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Risarcimento danni demansionamento: la Cassazione conferma
Una pubblica agenzia ricorre in Cassazione contro una condanna per risarcimento danni demansionamento a favore di un proprio dipendente. Questi non era stato reintegrato nel suo ruolo di capo team, nonostante una precedente sentenza definitiva lo imponesse. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, confermando la condanna al risarcimento per i danni biologici, morali e patrimoniali derivanti dall'illegittimo demansionamento e dalla violazione del precedente giudicato.
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Revocatoria rimesse bancarie: il saldo di fine giornata
Una società in amministrazione straordinaria ha intentato un'azione di revocatoria rimesse bancarie contro un istituto di credito. Il fulcro della controversia era il metodo di calcolo degli importi da restituire (saldo di fine giornata contro saldo infra-giornaliero) e la prova della conoscenza dello stato di insolvenza da parte della banca. La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi, stabilendo che, in assenza di una prova certa sulla cronologia delle operazioni giornaliere, il criterio corretto da applicare è quello del saldo di fine giornata. La Corte ha inoltre confermato la valutazione dei giudici di merito sulla consapevolezza della banca dello stato di crisi dell'impresa.
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Responsabilità professionale geometra: il caso
Analisi di un'ordinanza della Cassazione sulla responsabilità professionale del geometra. Il caso riguarda la richiesta di risarcimento danni per la mancata approvazione di un piano di lottizzazione. La Suprema Corte ha escluso la responsabilità del tecnico, poiché l'insuccesso del progetto era dovuto a fattori esterni non imputabili alla sua condotta, come la necessità di acquisire terreni di terzi e le modifiche al piano regolatore comunale.
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Ricorso in Cassazione: il deposito della sentenza
La Corte di Cassazione dichiara improcedibile un ricorso a causa del mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata, completa di relata di notifica. L'ordinanza ribadisce che tale adempimento è essenziale per verificare la tempestività del ricorso in Cassazione, e la sua omissione non può essere sanata se non in casi eccezionali, non riscontrati nella fattispecie.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un Istituto Autonomo Case Popolari (IACP) ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo il proprio diritto all'esenzione. Dopo essere stato respinto nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito un principio fondamentale: l'esenzione IMU per gli alloggi sociali non può essere negata solo perché gli immobili sono concessi in locazione. Il fattore determinante è la loro natura di 'alloggio sociale' secondo i criteri ministeriali. La Corte ha quindi cassato la sentenza precedente e rinviato il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Demansionamento: quando è escluso il risarcimento?
Un dipendente di un ente pubblico ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro per demansionamento a seguito di un cambio di mansioni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La richiesta è stata rigettata poiché le nuove mansioni, sebbene diverse, rientravano nella medesima area funzionale di inquadramento del lavoratore. Inoltre, la Corte ha sottolineato che specifiche allegazioni sul livello inferiore dei compiti erano state presentate tardivamente, solo in appello. Di conseguenza, in assenza della prova del demansionamento, è stata esclusa anche ogni forma di risarcimento del danno.
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Autotutela Covid e licenziamento: quando è legittimo
Un lavoratore è stato licenziato per assenza, giustificandola come un atto di autotutela Covid per la presunta mancanza di misure di sicurezza aziendali. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, dichiarando il ricorso inammissibile. È stato accertato che il lavoratore non ha provato l'inadempimento dell'azienda, la quale, al contrario, aveva adottato le cautele necessarie. L'assenza non era stata preannunciata né motivata secondo buona fede.
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Notifica atto accertamento: quando è valida?
Due contribuenti hanno impugnato avvisi di accertamento fiscale sostenendo la nullità della notifica per vizi formali. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, chiarendo che la notifica di un atto di accertamento eseguita ai sensi dell'art. 140 c.p.c. è valida se raggiunge il suo scopo, ovvero portare l'atto a conoscenza del destinatario. Piccole irregolarità, come l'errata posizione della relata, non invalidano la notifica, che si perfeziona con la compiuta giacenza della raccomandata informativa.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
Una società cooperativa edilizia ha citato in giudizio i suoi ex amministratori per mala gestio, accusandoli di aver causato un ingente danno patrimoniale attraverso un'operazione immobiliare svantaggiosa. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, rigettando i ricorsi degli amministratori e ribadendo la loro responsabilità solidale. La sentenza sottolinea come la violazione del dovere di vigilanza sull'operato del consiglio di amministrazione configuri una piena responsabilità per tutti i suoi componenti, anche per quelli non direttamente autori dell'atto dannoso. Questo caso evidenzia l'importanza della diligenza nella gestione societaria e le conseguenze della mala gestio.
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Procedura disciplinare e tempus regit actum: il caso
La Cassazione conferma la sanzione in una procedura disciplinare, rigettando il ricorso di una lavoratrice. Decisiva l'applicazione del principio *tempus regit actum* riguardo a una modifica normativa sul tentativo di conciliazione, avvenuta durante il procedimento.
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Assunzioni obbligatorie: Cassazione su procedura
Una lavoratrice ha impugnato la procedura di assunzione di un'altra candidata disabile, sostenendo l'illegittimità della selezione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. L'ordinanza ha stabilito che la procedura era una mera verifica di idoneità e non una valutazione comparativa illegittima, validando l'operato dell'ente pubblico nell'ambito delle assunzioni obbligatorie e sottolineando i rigorosi limiti del giudizio di legittimità.
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Doppia conforme: quando il ricorso è inammissibile
Una società acquirente ha citato in giudizio i venditori e i costruttori per abusi edilizi su un immobile. Dopo aver perso la causa sia in primo grado che in appello, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile applicando il principio della 'doppia conforme', che impedisce un terzo esame dei fatti quando due tribunali precedenti hanno raggiunto la stessa conclusione.
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Responsabilità bancaria assegni: quando la banca paga?
Una correntista citava in giudizio il proprio istituto di credito dopo aver subito protesti per assegni con firma apocrifa, emessi da carnet che non aveva mai richiesto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della donna, escludendo la responsabilità bancaria per gli assegni emessi, poiché la falsificazione delle firme, sebbene accertata da una perizia, era talmente abile da non essere riconoscibile a prima vista da un impiegato di media diligenza. La decisione conferma che la responsabilità della banca sorge solo in caso di falsificazione palese e non a fronte di alterazioni sofisticate.
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Dichiarazione terzo pignorato: responsabilità civile
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità civile del terzo pignorato per i danni causati da una dichiarazione mendace o incompleta. In un caso di pignoramento presso terzi, una società aveva omesso di dichiarare l'intero ammontare del proprio debito. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, stabilendo che la falsa dichiarazione del terzo pignorato configura un illecito aquiliano, obbligando il terzo al risarcimento del danno subito dal creditore procedente. La Corte ha ribadito che l'obbligo di fornire indicazioni complete e veritiere perdura fino all'udienza di assegnazione.
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Prestazioni aggiuntive medici: la guida completa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27233/2024, ha chiarito il regime contributivo delle prestazioni aggiuntive medici. La Corte ha stabilito che i compensi per tali attività, svolte per ridurre le liste d'attesa, non sono assimilabili a retribuzione da lavoro dipendente e, pertanto, non sono soggetti a contribuzione INPS a carico del datore di lavoro, bensì a quella del fondo di previdenza di categoria (ENPAM). La decisione si fonda sulla natura libero-professionale di tali prestazioni, sebbene svolte per l'ente datore di lavoro.
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Inquadramento dirigente: la prova del lavoro subordinato
Un ex amministratore delegato ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con inquadramento dirigente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 27225/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove spetta al giudice di merito e che il ricorso per legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti. La decisione sottolinea l'onere della prova a carico di chi afferma la coesistenza dei due ruoli e la discrezionalità del giudice nell'ammettere le istanze istruttorie.
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Onere della prova: chi deve provare il vizio del bene?
Una società acquista materiale isolante che si rivela difforme dalle specifiche tecniche, causandole danni. Le corti di merito rigettano la richiesta di risarcimento per mancato assolvimento dell'onere della prova. La Corte di Cassazione conferma la decisione, ribadendo che l'onere della prova del vizio del bene spetta al compratore. Le dichiarazioni contenute nella comparsa di costituzione del difensore del venditore non costituiscono confessione e non invertono tale onere.
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Onere della prova furto: chi risponde dei danni?
I proprietari di un appartamento subiscono un furto agevolato da un'impalcatura. La Cassazione, confermando le decisioni di merito, rigetta la richiesta di risarcimento danni. Viene stabilito che l'onere della prova furto spetta al danneggiato, che deve dimostrare la condotta colposa dell'impresa, come la mancata installazione di sistemi di sicurezza. La testimonianza di un carabiniere non è stata ritenuta sufficiente a invertire tale onere.
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Responsabilità proprietario immobile: il caso del camino
Un'ordinanza della Cassazione analizza la responsabilità del proprietario di un immobile per i danni causati a terzi da un incendio originato da una canna fumaria difettosa. La Corte ha confermato la condanna, basandola sulla colpa del proprietario per aver utilizzato, o permesso l'utilizzo, di un camino palesemente fessurato, violando così un fondamentale dovere di prudenza secondo l'art. 2043 c.c. Viene rigettata la tesi difensiva che puntava a un difetto di prova della colpa e al possibile coinvolgimento di terzi.
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