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Art. 325 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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802 provvedimenti

Altri anni per Art. 325 Codice di Procedura Penale

Abuso edilizio: no al condono per nuove opere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria contro il sequestro preventivo del suo immobile per abuso edilizio. La Corte ha stabilito che la prosecuzione dei lavori su un manufatto già abusivo costituisce una nuova e autonoma condotta illecita. Di conseguenza, le vecchie istanze di condono non possono coprire i nuovi ampliamenti, soprattutto in presenza di vincoli paesaggistici che rendono l'opera insanabile, giustificando pienamente il mantenimento del sequestro per impedire il completamento dei lavori.
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Vincolo Cimiteriale: la Cassazione ferma i lavori
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un cantiere edile per lottizzazione abusiva, sorto in violazione del vincolo cimiteriale. La sentenza chiarisce che la fascia di rispetto di 200 metri è un vincolo assoluto, non derogabile da normative regionali sulla rigenerazione urbana o da vecchi decreti. La Corte ha ritenuto l'intervento una nuova costruzione e non una ristrutturazione, data la trasformazione urbanistica dell'area, dichiarando inammissibile il ricorso della società costruttrice.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo sui terzi?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati tributari, esteso anche a beni fittiziamente intestati a un terzo. Secondo la Corte, una serie di operazioni coordinate, come la creazione di nuove società e vendite simulate a familiari, costituisce un disegno unitario volto a sottrarre beni alla garanzia patrimoniale, giustificando pienamente la misura cautelare.
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Sequestro preventivo: quando la motivazione è valida?
Un imprenditore, indagato per evasione fiscale, ha impugnato un'ordinanza di sequestro preventivo sostenendo che la motivazione fosse carente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che per le misure cautelari reali, come il sequestro preventivo, il ricorso è ammesso solo per violazione di legge (motivazione assente o apparente) e non per un semplice vizio logico. La Corte ha inoltre ritenuto che, nel merito, la motivazione del provvedimento fosse adeguata sia sulla sussistenza degli indizi di reato che sul pericolo di dispersione dei beni.
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Ricorso per cassazione: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che il ricorso per cassazione non può essere usato per criticare la logica o la sufficienza della motivazione del giudice, ma solo per denunciare una violazione di legge, come la mancanza totale o l'apparenza della motivazione stessa. Il caso riguardava un'occupazione abusiva di un'area demaniale.
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Sequestro preventivo stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di sequestro preventivo stupefacenti. La sentenza conferma che il Tribunale del riesame può integrare la motivazione del G.i.p. e ribadisce i criteri per la valutazione del 'periculum in mora' e la quantificazione del profitto illecito, anche quello derivante da un'associazione criminale. La Corte ha ritenuto le censure del ricorrente come tentativi di riesaminare il merito, inammissibili in sede di legittimità.
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Ricorso per cassazione sequestro preventivo: limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione sequestro preventivo, ribadendo che tale impugnazione è consentita solo per violazione di legge. La sentenza chiarisce la distinzione fondamentale tra una motivazione insufficiente, non censurabile in questa sede, e una motivazione meramente apparente o inesistente, che costituisce invece violazione di legge.
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Ricorso Cassazione Sequestro Preventivo: i Limiti
Un soggetto ricorre in Cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo, lamentando un vizio di motivazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che in materia di misure cautelari reali, il ricorso cassazione sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge, che include la motivazione inesistente o meramente apparente, ma non la sua insufficienza o erroneità. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito una motivazione, seppur contestata dal ricorrente, rendendo l'impugnazione inammissibile.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro preventivo di un'area adibita a parcheggio abusivo. La decisione si fonda sul fatto che il ricorrente, non avendo ottemperato a un precedente ordine di demolizione, aveva perso la disponibilità giuridica del bene, automaticamente acquisito al patrimonio del Comune. Questo principio rende l'impugnazione priva di legittimazione.
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Abuso edilizio e sequestro: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per un abuso edilizio. La decisione si fonda sul fatto che l'indagato, non avendo rispettato l'ordine di demolizione del Comune, ha perso la disponibilità giuridica del bene, che è stato automaticamente acquisito al patrimonio comunale. Di conseguenza, l'indagato non aveva più la legittimazione per chiederne il dissequestro.
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Sequestro preventivo: la motivazione del periculum
La Cassazione rigetta un ricorso contro un sequestro preventivo di oltre 4 milioni di euro per traffico di stupefacenti. La Corte chiarisce i requisiti della motivazione sul profitto del reato e sul 'periculum in mora', sottolineando i limiti del sindacato di legittimità, che non può entrare nel merito di calcoli se non in caso di vizi radicali.
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Ricorso per Saltum Sequestro PM: Inammissibile
Un professionista, indagato per reati fiscali, ha impugnato un decreto di sequestro probatorio emesso dal Pubblico Ministero direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per saltum sequestro inammissibile, specificando che l'unico rimedio previsto dalla legge in questi casi è il riesame. La Corte ha inoltre rifiutato di convertire l'impugnazione, poiché la scelta del rimedio errato è stata deliberata e consapevole da parte del ricorrente.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per reati fiscali. La Suprema Corte ha chiarito che i motivi basati sul principio del 'ne bis in idem', sulla mancata valutazione di prove documentali e su generiche censure alla motivazione non costituiscono 'violazione di legge', unico vizio deducibile in sede di legittimità contro provvedimenti cautelari reali. La decisione sottolinea come il ricorso inammissibile non possa trasformare il giudizio di legittimità in un terzo grado di merito.
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Credito d’imposta sismabonus: quando è fittizio?
La Cassazione conferma il sequestro preventivo su un ingente credito d'imposta sismabonus ritenuto fittizio. Decisivo il fatto che la demolizione fosse avvenuta anni prima dell'entrata in vigore della norma e che i lavori di ricostruzione non fossero mai iniziati. Secondo la Corte, il beneficio fiscale richiede un intervento unitario e l'effettiva esecuzione dei lavori, non solo la loro progettazione.
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Ricorso per cassazione: i limiti del riesame
Il Pubblico Ministero ha impugnato la revoca di un sequestro preventivo per reati ambientali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile, chiarendo che i motivi di appello sono strettamente limitati alla violazione di legge e non possono includere nuove valutazioni dei fatti o la manifesta illogicità della motivazione.
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Sequestro probatorio: limiti e motivazione concisa
Un individuo, indagato per traffico illecito di rifiuti, ha impugnato un'ordinanza di sequestro probatorio riguardante un drive USB e un cellulare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la validità del sequestro probatorio è sufficiente una motivazione concisa che indichi la finalità dell'atto per l'accertamento dei fatti. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione che specificava il reato e la tipologia di documenti ricercati, confermando che l'estrazione dei dati era stata correttamente limitata alle sole informazioni pertinenti.
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Sequestro probatorio: limiti e proporzionalità
La Corte di Cassazione interviene su un caso di sequestro probatorio in un'indagine per reati fiscali. La sentenza conferma la decisione del Tribunale del riesame che aveva parzialmente annullato un sequestro di documenti e dati informatici, ritenendolo eccessivamente ampio e di natura esplorativa. La Corte ribadisce che ogni sequestro probatorio deve essere strettamente necessario, proporzionato e motivato in relazione al reato specifico per cui si procede, non potendo trasformarsi in una ricerca indiscriminata di nuove notizie di reato. Viene inoltre respinto il ricorso di un professionista indagato che invocava il segreto professionale, chiarendo che tale garanzia non può essere opposta dal professionista stesso quando è sottoposto a indagini.
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Indebita compensazione: soglia e competenza
La Corte di Cassazione interviene sul reato di indebita compensazione, annullando un'ordinanza di sequestro preventivo per una carente motivazione sul superamento della soglia di punibilità annua. La sentenza ribadisce anche i principi su ne bis in idem e competenza territoriale, dichiarando inammissibili i ricorsi degli altri indagati. Un caso emblematico che chiarisce come l'importo dell'indebita compensazione debba essere valutato su base annuale per determinare la rilevanza penale del fatto.
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Indebita compensazione: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di presunta frode fiscale tramite indebita compensazione di crediti. La Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza di sequestro preventivo nei confronti di un imputato, a causa di una motivazione insufficiente sulla condotta e sul superamento della soglia di punibilità del reato. Ha invece dichiarato inammissibili i ricorsi degli altri coimputati e della loro società, confermando per loro la validità del sequestro.
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Ricorso cassazione sequestro: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un provvedimento di sequestro preventivo. Il ricorso per cassazione sequestro è stato respinto perché sollevava questioni di merito, come la titolarità del bene, anziché concentrarsi su violazioni di legge, unico motivo valido per l'appello in sede di legittimità.
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