Un proprietario terriero realizza lavori di scavo e livellamento su un terreno agricolo, creando un terrazzamento. L'area, però, è soggetta a vincolo idrogeologico e i lavori vengono eseguiti senza autorizzazione, portando al sequestro del fondo. L'interessato sostiene che si tratti di semplice attività agricola. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo un principio chiaro: qualsiasi intervento che modifica in modo permanente il suolo, come la creazione di un piazzale, richiede il permesso di costruire in area vincolata. La trasformazione del territorio prevale sulla destinazione agricola, rendendo l'autorizzazione obbligatoria e il sequestro legittimo.
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