LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 325 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

Pagina 28 di 40

802 provvedimenti

Altri anni per Art. 325 Codice di Procedura Penale

Interesse ad impugnare: quando non basta l’uso del bene
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona che, pur essendo l'utilizzatrice di un bene sequestrato, non ne era la proprietaria. La decisione si fonda sulla mancanza di un concreto e attuale interesse ad impugnare, poiché l'eventuale annullamento del sequestro non avrebbe comportato la restituzione del bene in suo favore. La sentenza distingue nettamente tra la legittimazione a ricorrere, riconosciuta all'indagato, e l'interesse ad agire, che richiede un vantaggio pratico e giuridicamente rilevante.
Continua »
Ultimazione opere abusive: quando scatta la prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un privato che chiedeva la revoca del sequestro preventivo di un immobile, sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato edilizio. Il punto centrale della decisione riguarda la prova della data di ultimazione opere abusive. La Corte ha stabilito che elementi come visure catastali, aerofotogrammetrie o recensioni online di ospiti non sono sufficienti a dimostrare il completamento definitivo dei lavori, necessario affinché inizi a decorrere il termine di prescrizione.
Continua »
Sequestro preventivo e società: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società immobiliare contro un'ordinanza di sequestro preventivo. I beni della società erano stati sequestrati perché ritenuti nella disponibilità di un amministratore accusato di reati tributari. La Corte ha confermato la validità del sequestro, ritenendo la società un mero schermo fittizio e ravvisando un concreto pericolo di dispersione dei beni, provato da recenti atti di disposizione patrimoniale compiuti dall'indagato.
Continua »
Sequestro probatorio: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza che confermava un sequestro probatorio per reati fiscali. L'imputato lamentava l'inutilizzabilità di dichiarazioni e un vizio di motivazione. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che le censure procedurali devono essere specifiche e non generiche, e che il ricorso in materia cautelare reale è limitato alla sola violazione di legge, escludendo la contestazione nel merito della valutazione delle prove.
Continua »
Sequestro preventivo: quando è legittimo un nuovo stop
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari contro un secondo sequestro preventivo per abusi edilizi. La Corte ha chiarito che il principio del 'ne bis in idem' non si applica se il nuovo provvedimento si basa su fatti e violazioni diversi o emersi successivamente, anche se riguardano gli stessi beni. Il caso in esame ha confermato la legittimità del sequestro preventivo, sottolineando i limiti del ricorso in Cassazione, che non può riesaminare nel merito le valutazioni su 'fumus' e 'periculum'.
Continua »
Omessa vigilanza rifiuti: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'azienda i cui dipendenti creavano una discarica abusiva. Gli amministratori sono stati ritenuti responsabili per omessa vigilanza rifiuti, poiché la condotta sistematica del dipendente era espressione di una prassi aziendale volta a smaltire illecitamente i rifiuti commerciali.
Continua »
Permesso di costruire per campi da padel: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'area con campi da padel, stabilendo che tali opere richiedono un permesso di costruire e non una semplice SCIA. La Corte ha chiarito che le agevolazioni per gli Enti del Terzo Settore riguardano la localizzazione delle loro sedi, ma non li esonerano dal rispetto della normativa edilizia. La decisione sottolinea che la realizzazione di impianti sportivi che comportano una trasformazione permanente del suolo è considerata nuova costruzione, giustificando la misura cautelare per l'aggravio del carico urbanistico.
Continua »
Permesso di costruire per campi da padel: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'area con campi da padel, realizzati senza il necessario titolo edilizio. La sentenza chiarisce che, anche per gli Enti del Terzo Settore, la costruzione di tali impianti richiede un permesso di costruire, in quanto costituisce una trasformazione permanente del territorio. Le agevolazioni previste dal Codice del Terzo Settore non derogano alla normativa edilizia generale, ma riguardano solo la compatibilità delle attività con le destinazioni d'uso urbanistiche.
Continua »
Lottizzazione abusiva in zone urbanizzate: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per il reato di lottizzazione abusiva. La sentenza chiarisce che la costruzione di nuovi edifici in un'area già parzialmente urbanizzata può comunque costituire reato se l'intervento, per la sua consistenza, trasforma notevolmente il territorio e viene realizzato in assenza di un idoneo piano attuativo, rendendo così il permesso di costruire illegittimo.
Continua »
Impugnazione sequestro: Sì all’indagato non titolare
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indagato ha sempre un interesse concreto a contestare il sequestro di beni formalmente intestati a terzi (nel caso, la moglie), quando il sequestro è finalizzato alla confisca per sproporzione. Se l'accusa sostiene che l'indagato sia il 'dominus' effettivo dei beni, non può poi negargli il diritto di difendersi tramite l'impugnazione del sequestro preventivo. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il ricorso dell'indagato.
Continua »
Sequestro preventivo e ne bis in idem: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che un provvedimento cautelare, precedentemente annullato per un vizio di motivazione (vizio formale), può essere legittimamente riemesso una volta colmata la lacuna. Non si configura una violazione del principio del 'ne bis in idem cautelare', poiché questo si forma solo in seguito a una valutazione nel merito, e non per questioni procedurali.
Continua »
Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali. La Corte ha ritenuto le motivazioni del Tribunale del Riesame sufficienti e non meramente apparenti, confermando la validità del sequestro sulle quote societarie, nonostante le doglianze sulla valutazione dei beni e sull'uso di atti non noti alla difesa.
Continua »
Ricorso per cassazione: limiti e inammissibilità
Una società ha presentato un ricorso per cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo, sostenendo la propria legittima titolarità dei beni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché le censure sollevate non integravano una violazione di legge, unico motivo valido in questa sede. La decisione si fonda sulla constatazione che la motivazione del giudice di merito, che dubitava dell'autenticità dei documenti presentati dalla società, non era né assente né manifestamente illogica, precludendo così un riesame dei fatti.
Continua »
Carico urbanistico: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro il dissequestro di un immobile abusivo. La sentenza chiarisce che per giustificare un sequestro preventivo non basta affermare un generico aumento del carico urbanistico, ma è necessaria una motivazione specifica e concreta che dimostri l'impatto negativo dell'opera sul territorio.
Continua »
Sequestro preventivo rifiuti: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro un sequestro preventivo rifiuti su un'area adibita a discarica abusiva. L'imputato lamentava una motivazione carente riguardo al 'periculum in mora'. La Corte ha chiarito che il ricorso è ammesso solo per violazione di legge, come la motivazione 'apparente', e non per una motivazione semplicemente 'insufficiente'. In questo caso, la presenza di un ingente accumulo di rifiuti pericolosi e non, era sufficiente a giustificare il pericolo di aggravamento del reato e del danno ambientale.
Continua »
Sequestro probatorio: legittimo su opere finite?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro probatorio relativo a un abuso edilizio. La Corte ha stabilito che, a differenza del sequestro preventivo, il sequestro probatorio è legittimo anche su opere già ultimate se sussistono esigenze di accertamento tecnico, come rilievi planimetrici, per definire la natura dell'abuso e il momento della sua commissione. L'esigenza di raccogliere prove prevale sullo stato di completamento del manufatto.
Continua »
Sequestro preventivo social: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo social che ha coinvolto interi profili Instagram e Facebook, incluso quello personale di un'imprenditrice, utilizzati per la vendita di prodotti privi della marcatura CE. La Corte ha ritenuto la misura proporzionata a causa della "serialità" della condotta illecita, proseguita anche dopo un primo sequestro, che dimostrava l'uso sistematico di tutti i profili per l'attività di e-commerce illegale.
Continua »
Sequestro preventivo: il ricorso del proprietario
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria contro il sequestro preventivo di un terreno per abusi edilizi commessi dal conduttore. La Corte ha stabilito che, in sede cautelare reale, l'attenzione si concentra sul nesso tra il bene e il reato, non sulla colpevolezza del proprietario. Inoltre, la ricorrente non ha dimostrato un interesse concreto e attuale alla restituzione del bene, rendendo il suo ricorso infondato.
Continua »
Sequestro preventivo: inammissibile ricorso generico
Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione che negava il sequestro preventivo di cinque macachi, nell'ambito di un'indagine per maltrattamento e uccisione di animali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità, poiché il P.M. non ha contestato in modo specifico le motivazioni del tribunale riguardo all'assenza di dolo, alla mancanza degli elementi del reato di maltrattamento e all'insussistenza di un pericolo attuale, dato che gli animali erano già stati trasferiti all'estero sotto supervisione. La sentenza ribadisce i rigorosi requisiti di specificità per l'impugnazione di misure cautelari reali.
Continua »
Incompetenza territoriale nel sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva dichiarato inammissibile un'eccezione di incompetenza territoriale sollevata in un caso di sequestro preventivo per reati fiscali. La Suprema Corte ha chiarito che, quando il provvedimento di sequestro è emesso da un giudice (G.i.p.) e non dal Pubblico Ministero, il Tribunale del Riesame ha l'obbligo di pronunciarsi sulla questione della competenza. Gli altri motivi di ricorso, relativi al merito delle accuse, sono stati invece rigettati.
Continua »