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Art. 322-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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161 provvedimenti

Altri anni per Art. 322-bis Codice di Procedura Penale

Appello contro sequestro preventivo: l’unica via corretta
Un terzo creditore, con pignoramento anteriore su un immobile, si è visto respingere l'istanza di dissequestro dal Giudice per le indagini preliminari. Ha quindi proposto ricorso immediato in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, specificando che l'unico rimedio esperibile contro tale provvedimento è l'appello ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p. Di conseguenza, ha riqualificato l'impugnazione e trasmesso gli atti al Tribunale competente.
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Dissequestro temporaneo: il rimedio è l’opposizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di dissequestro temporaneo di un bene sottoposto a sequestro preventivo attiene alle modalità di esecuzione della misura e non alla sua legittimità. Di conseguenza, il rimedio giuridico corretto contro il provvedimento di rigetto non è l'appello cautelare, ma l'opposizione dinanzi allo stesso giudice che ha emesso la decisione, secondo la procedura dell'incidente di esecuzione. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza che aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'opposizione proposta dall'interessato.
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Confisca allargata: beni non restituiti dopo prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la restituzione di beni sequestrati. La Corte ha chiarito che, in caso di sequestro finalizzato alla confisca allargata per sproporzione (art. 240 bis c.p.), la prescrizione di alcuni dei reati presupposto non determina la restituzione dei beni, se persistono altre accuse e se il vincolo cautelare è giustificato dalla sproporzione tra il patrimonio dell'imputato e il suo reddito dichiarato.
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Ricorso inammissibile: conseguenze e sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un istituto di credito contro la revoca di un sequestro preventivo. La banca lamentava violazioni procedurali, ma la Corte, oltre a respingere il ricorso, ha condannato l'appellante al pagamento delle spese e di una somma alla cassa delle ammende per aver agito con colpa.
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Sequestro probatorio telefono: motivazione apparente
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava il sequestro probatorio di un telefono cellulare a seguito di un incidente stradale. La Corte ha stabilito che il decreto del Pubblico Ministero era nullo perché la motivazione era solo apparente, limitandosi a indicare la norma di legge e la necessità di un 'accertamento tecnico' senza specificare il collegamento tra il bene e il reato. È stato inoltre ribadito che il Tribunale del Riesame non può integrare una motivazione radicalmente mancante o apparente, potendo solo specificare ragioni già genericamente indicate dal PM. Di conseguenza, il sequestro è stato annullato e il telefono restituito.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
Un ricorso per cassazione avverso un'ordinanza di sequestro preventivo per reati edilizi e paesaggistici è stato dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ha stabilito che l'impugnazione è inefficace se non contesta specificamente tutte le autonome ragioni giuridiche (rationes decidendi) che sorreggono la decisione impugnata, come nel caso di specie in cui non era stato contestato il reato previsto dal codice della navigazione.
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Ricorso cassazione: limiti contro sequestro preventivo
Un imprenditore turistico presenta un ricorso per cassazione contro il sequestro preventivo di opere edilizie abusive. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che non può riesaminare i fatti (come la datazione delle opere o la valutazione del periculum in mora), ma solo verificare la violazione di legge o la motivazione assente/apparente del giudice precedente.
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Motivazione per relationem: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del riesame che confermava un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla carenza di motivazione autonoma, in quanto il Tribunale si era limitato a una motivazione per relationem, richiamando il provvedimento iniziale senza valutare le specifiche censure dell'indagato. Questo vizio, secondo la Corte, viola il diritto a un doppio grado di giurisdizione.
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Legittimazione ricorso sequestro: chi può impugnare?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della legittimazione al ricorso contro un sequestro preventivo. Un indagato, non legale rappresentante di una società, non può impugnare il sequestro sui beni di quest'ultima per difetto di interesse. Tuttavia, il sequestro sui suoi beni personali può essere annullato se il giudice non motiva adeguatamente il nesso tra le somme e il reato contestato, distinguendo tra profitto diretto e per equivalente.
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Sequestro polizza TFM: quando è legittimo?
Una società ha contestato il sequestro preventivo di una polizza assicurativa destinata al Trattamento di Fine Mandato (TFM) del suo ex amministratore, indagato per reati fiscali. La società sosteneva che la polizza non fosse nella 'disponibilità' dell'indagato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il sequestro polizza TFM. Secondo i giudici, il diritto al credito è maturato e diventato 'disponibile' nel momento esatto in cui l'amministratore è cessato dalla carica, rendendo l'importo parte del suo patrimonio e quindi aggredibile, a prescindere dal mancato esercizio del diritto di revoca da parte della società.
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Confisca bene terzo estraneo: quale rimedio?
La Corte di Cassazione, con la sentenza del 11/06/2025, affronta due distinti ricorsi. Dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la misura della pena patteggiata, ribadendo i rigidi limiti di impugnazione. Accoglie invece il tema della confisca bene terzo estraneo, riqualificando il ricorso del proprietario di un'auto come appello cautelare e indicando nel Tribunale del Riesame la sede corretta per far valere le proprie ragioni prima che la sentenza diventi definitiva.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un sequestro preventivo di oltre 92.000 euro disposto per frode fiscale. La sentenza chiarisce che la contestazione sulla provenienza del denaro sequestrato va sollevata in fase esecutiva tramite istanza di restituzione, non con il riesame dell'ordine di sequestro. Il rischio di dispersione dei beni è stato confermato sulla base dei precedenti dell'indagato e della debolezza finanziaria della società.
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Sequestro preventivo quote: l’interesse ad agire
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una socia amministratrice contro il sequestro preventivo delle sue quote in una società di rottami metallici, indagata per reati ambientali. La decisione si fonda sulla carenza di un interesse concreto e attuale alla restituzione delle quote, dato che l'intera azienda era già sotto amministrazione giudiziaria. Di conseguenza, la riacquisizione della disponibilità delle quote non avrebbe modificato la sua posizione né le avrebbe conferito poteri gestionali.
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Tutela del terzo creditore: quando l’appello è inammissibile
Un individuo, terzo estraneo a un procedimento penale, ha visto il suo investimento in metalli preziosi sequestrato. Dopo la vendita dei beni da parte dell'amministratore giudiziario, ha presentato ricorso per la restituzione o il controvalore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, statuendo che il diritto del ricorrente si era trasformato in un diritto di credito. La corretta via legale non è più l'impugnazione per il dissequestro, ma la partecipazione alla procedura di verifica dei crediti prevista dal Codice Antimafia, delineando i confini della tutela del terzo creditore in contesti di sequestro preventivo.
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Dissequestro terzo estraneo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un investitore, terzo estraneo al procedimento penale, che chiedeva il dissequestro di metalli preziosi. La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad agire, poiché i beni erano già stati venduti dall'amministratore giudiziario. La Corte ha chiarito che il diritto del terzo si trasforma in un credito da far valere nelle procedure previste dal Codice Antimafia, rendendo la richiesta di dissequestro del terzo estraneo non più percorribile.
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Dissequestro terzo creditore: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'investitrice, terza estranea a un procedimento penale, che chiedeva la restituzione di metalli preziosi sottoposti a sequestro. La Corte ha stabilito che, essendo i beni non più specificamente identificabili, il suo diritto si è trasformato in un credito da far valere nelle procedure del Codice Antimafia, rendendo la richiesta di dissequestro del terzo creditore la via processuale errata e priva di interesse attuale.
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Impugnazione sequestro: inammissibili i motivi nuovi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sull'impugnazione del sequestro: i motivi di ricorso non presentati in sede di riesame non possono essere sollevati per la prima volta davanti alla Corte di Cassazione. Il ricorso è stato respinto poiché una delle censure era nuova, mentre l'altra, relativa alla sussistenza del reato, è stata ritenuta infondata alla luce dei gravi indizi di colpevolezza.
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Confisca allargata: sequestro per sproporzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La decisione conferma che, per la validità del sequestro, è sufficiente accertare la sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato, unita alla mancata giustificazione della loro lecita provenienza. Una dichiarazione dei redditi, prodotta dopo il sequestro e attestante un improvviso aumento delle entrate, è stata ritenuta inidonea a fornire tale prova se non supportata da altri riscontri oggettivi.
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Sequestro preventivo: la motivazione del periculum
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla legittimità di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente in un caso di bancarotta fraudolenta. La sentenza chiarisce che la motivazione sul 'periculum in mora' è sufficiente quando il profitto del reato è già stato disperso, rendendo impossibile la confisca diretta, e quando le modalità del reato indicano una spiccata capacità degli indagati di occultare patrimoni.
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Rinuncia all’impugnazione: costi e sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia all'impugnazione da parte del ricorrente. Il caso riguardava il sequestro preventivo di autovelox non omologati. La Corte ha stabilito che la rinuncia, atto processuale che estingue il gravame, comporta la condanna del rinunciante al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come previsto dalla legge.
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