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Art. 322-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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161 provvedimenti

Altri anni per Art. 322-bis Codice di Procedura Penale

Interesse dell’indagato: riesame sequestro preventivo
Un indagato, legale rappresentante di una società, proponeva riesame contro il sequestro preventivo di un furgone aziendale. Il Tribunale dichiarava la richiesta inammissibile per carenza di interesse, non essendo l'indagato proprietario del bene. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla nozione di interesse dell'indagato a impugnare un sequestro quando non ha diritto alla restituzione, ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva.
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Legittimazione persona offesa: appello sequestro negato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso della vittima di un reato contro il diniego di un sequestro preventivo. Si è stabilito che la legittimazione della persona offesa a impugnare sussiste solo se il sequestro è stato effettivamente eseguito, non se la richiesta del Pubblico Ministero è stata rigettata, poiché il potere di insistere per la misura cautelare spetta in via esclusiva all'accusa pubblica.
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Errore materiale Cassazione: quando non è ammesso
La Corte di Cassazione stabilisce che un errore di percezione (errore di fatto) non può essere corretto tramite la procedura di correzione di errore materiale (art. 130 c.p.p.). Un'azienda, terza interessata in un sequestro penale, si era vista respingere il ricorso per un presunto difetto di procura. Tentando di correggere questo vizio, ha invocato l'errore materiale. La Corte ha chiarito che l'unico rimedio per gli errori di fatto è il ricorso straordinario (art. 625-bis c.p.p.), non esperibile dal terzo non condannato. Pertanto, l'istanza di correzione per errore materiale in Cassazione è stata dichiarata inammissibile, in quanto modificherebbe la sostanza della decisione.
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Sequestro conto cointestato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna che chiedeva il dissequestro del 50% delle somme presenti su un conto corrente cointestato con il marito, indagato per reati fiscali e associativi. La Corte ha stabilito che, ai fini del sequestro preventivo per equivalente, non valgono le presunzioni del codice civile sulla proprietà al 50%. Ciò che rileva è la piena disponibilità delle somme da parte dell'indagato. Di conseguenza, se l'indagato può disporre dell'intero importo, l'intero importo può essere oggetto di sequestro conto cointestato, a prescindere dalla formale cointestazione.
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Ricorso per cassazione sequestro: limiti e motivi
Un terzo interessato ha presentato ricorso avverso il sequestro di un suo assegno, rinvenuto in un immobile nella disponibilità di un indagato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: il ricorso per cassazione sequestro è consentito solo per violazione di legge e non per una nuova valutazione dei fatti. La sentenza sottolinea che una motivazione può essere censurata solo se talmente viziata da risultare incomprensibile o illogica.
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Minaccia di rovina: il sequestro preventivo di edifici
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di un liceo per minaccia di rovina. La decisione si basa sulla mancata conformità alle norme sismiche, ritenuta sufficiente a integrare un pericolo concreto per la pubblica incolumità, data la destinazione d'uso dell'edificio e la sua ubicazione in zona sismica. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso dell'ente proprietario, inclusi quelli procedurali e sulla proporzionalità della misura.
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Avvocato non cassazionista: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza di sequestro. I motivi sono plurimi: l'uso di un mezzo di impugnazione errato (appello anziché ricorso), la proposizione di motivi di merito e non di diritto, e, in via dirimente, la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato non cassazionista. La Corte ribadisce che tale vizio procedurale non è sanabile, neanche attraverso la conversione dell'atto.
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Legittimazione ad impugnare sequestro: chi può agire?
La Corte di Cassazione chiarisce la legittimazione ad impugnare del legale rappresentante di una società soggetta a sequestro preventivo. Anche in presenza di un amministratore giudiziario, il legale rappresentante, se anche imputato, conserva il diritto di contestare il provvedimento. La Corte ha annullato la decisione di inammissibilità di un tribunale, basata erroneamente sulla presunta assenza di procura speciale e sulla carenza di legittimazione, rinviando per un nuovo esame.
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Vano accessorio: quando una SPA non è accessoria
La Corte di Cassazione ha stabilito che una vasta area wellness di oltre 3000 mc, realizzata in un hotel di lusso, non può essere classificata come "vano accessorio" esente dal computo della superficie utile. A causa delle sue dimensioni e funzionalità, tale struttura aumenta il carico urbanistico e necessita di un idoneo permesso di costruire. La Corte ha annullato la decisione precedente, che aveva negato il sequestro preventivo, sottolineando la macroscopica natura della violazione edilizia e rimandando al Tribunale del riesame per la valutazione del periculum in mora.
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Pegno irregolare: quando la polizza non si sequestra
La Corte di Cassazione ha stabilito che una polizza vita data in pegno irregolare a una banca non può essere soggetta a sequestro preventivo a carico del debitore. Con il pegno irregolare, la proprietà del bene passa al creditore, uscendo dal patrimonio del debitore e rendendo inefficace la misura cautelare reale.
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Ricorso per cassazione: i limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione contro un provvedimento di sequestro preventivo per reati di autoriciclaggio. La decisione si fonda su motivi procedurali, come la proposizione di censure nuove in sede di legittimità e la natura di merito delle doglianze, che esulano dal controllo della Suprema Corte. La sentenza ribadisce che la motivazione del sequestro può basarsi sulla strumentalità della società agli illeciti.
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Giudice dell’esecuzione: competenza sui beni sequestrati
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso relativo alla revoca della restituzione di una somma sequestrata. Con la sentenza di assoluzione divenuta irrevocabile, la competenza a decidere sui beni in sequestro cessa per il giudice cautelare e passa in via esclusiva al giudice dell'esecuzione, rendendo inammissibile qualsiasi impugnazione in sede cautelare.
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Commissariamento giudiziale: quando si può annullare?
Una società del settore energetico, sottoposta a commissariamento giudiziale per presunte truffe su contributi pubblici, ottiene l'annullamento della misura. Il Tribunale del riesame, con decisione confermata dalla Cassazione, ha ritenuto non più attuali le esigenze cautelari. Fattori decisivi sono stati il cambio totale del management, l'adozione di nuovi modelli organizzativi e la cessazione del rapporto contrattuale con l'ente erogatore, rendendo impossibile la reiterazione del reato.
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Sequestro preventivo quote: no alla cauzione in denaro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore che chiedeva di sostituire il sequestro preventivo delle quote della sua società con una cauzione pari al loro valore nominale. La Suprema Corte ha chiarito che, se il sequestro è finalizzato alla confisca di beni societari di valore ben superiore, la sostituzione non è ammissibile perché la cauzione offerta non rappresenta un valore equivalente a quello del bene vincolato.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gestore di un campeggio contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il provvedimento riguardava l'occupazione abusiva di un'area demaniale marittima. La Corte ha chiarito che il ricorso in cassazione per un sequestro preventivo è limitato alla sola violazione di legge e non può essere utilizzato per richiedere una nuova valutazione dei fatti, ribadendo la correttezza della decisione del Tribunale che aveva ravvisato sia il 'fumus commissi delicti' sia il 'periculum in mora'.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il ricorrente non è riuscito a dimostrare la violazione di legge, poiché il giudice di merito aveva già adeguatamente valutato i nuovi elementi probatori presentati, ritenendoli insufficienti a superare i presupposti della misura cautelare. La sentenza ribadisce i limiti del giudizio di legittimità, che non può riesaminare i fatti.
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Ricorso per cassazione: i motivi vanno contestuali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. La ragione risiede nella mancata presentazione contestuale dei motivi di impugnazione, che l'indagato si era riservato di depositare in un secondo momento. La Corte ha ribadito la perentorietà dell'art. 311, comma 4, cod. proc. pen., che impone l'enunciazione dei motivi assieme al ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Autoriciclaggio: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore accusato di autoriciclaggio. L'imputato avrebbe 'ripulito' proventi del narcotraffico tramite le sue attività di autolavaggio in Germania. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, relativi all'inutilizzabilità delle intercettazioni e a presunti vizi di motivazione, non rientravano nei limiti del giudizio di legittimità, che per i sequestri preventivi è circoscritto alla sola violazione di legge.
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Bancarotta impropria: quando si configura il reato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro preventivo per bancarotta e riciclaggio, annullando l'ordinanza del tribunale. Il caso riguardava un manager accusato di aver deviato commesse da una società in amministrazione giudiziaria verso altre imprese legate a organizzazioni criminali. La Corte ha chiarito che non si tratta di bancarotta per distrazione, poiché le commesse erano mere aspettative future e non beni già presenti nel patrimonio. Ha invece riqualificato il fatto come bancarotta impropria da operazioni dolose, cioè una serie di atti fraudolenti che hanno causato il dissesto della società. L'ordinanza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
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Sequestro preventivo: termini per le memorie
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo, confermando la perentorietà del termine di cinque giorni per il deposito di memorie difensive nel procedimento di appello cautelare. La Corte ha inoltre ribadito che la revoca di una misura cautelare personale non implica automaticamente la cessazione del pericolo che giustifica il sequestro dei beni, consolidando il principio del 'giudicato cautelare' in assenza di fatti nuovi.
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