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Art. 322-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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161 provvedimenti

Altri anni per Art. 322-bis Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo: la Cassazione sul doppio vincolo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale della Libertà che aveva confermato un sequestro preventivo per sottrazione fraudolenta di beni senza considerare un precedente sequestro già in essere per il reato tributario presupposto. La Corte ha stabilito che il giudice del rinvio dovrà valutare la possibile duplicazione del vincolo, affrontando la questione della cumulabilità o meno del profitto confiscabile derivante dai due distinti reati.
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Sequestro preventivo terzo: limiti e poteri del riesame
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sequestro preventivo di rami d'azienda nell'ambito di un'indagine per autoriciclaggio. Una società terza, acquirente dei beni, ha impugnato il sequestro sostenendo la propria buona fede ed estraneità ai fatti. La Corte ha chiarito i poteri del Tribunale del riesame in sede di appello cautelare e i limiti entro cui il terzo può contestare i presupposti della misura. Pur rigettando gran parte dei motivi, ha annullato l'ordinanza per un vizio di motivazione sul 'periculum in mora', ovvero sulla reale necessità attuale del sequestro, rinviando la questione a un nuovo esame.
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Competenza territoriale riciclaggio: il caso di Livorno
Un uomo viene fermato con un'ingente somma di denaro, sospettata di provenire da reati fiscali della moglie. La Cassazione interviene sulla competenza territoriale riciclaggio, stabilendo che il foro competente è quello dove è iniziata l'attività di occultamento (Cagliari) e non dove è avvenuto il sequestro (Livorno), pur confermando la legittimità del sequestro stesso.
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Sequestro preventivo d’urgenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo d'urgenza per oltre 2 milioni di euro, legata a presunte indebite percezioni di fondi pubblici tramite il 'bonus facciate'. La sentenza ribadisce che il ricorso in Cassazione è limitato alle sole violazioni di legge e non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione dei fatti già esaminati dal Tribunale del riesame.
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Sequestro preventivo: quando il ripristino non basta
L'appello di una proprietaria immobiliare contro un sequestro preventivo per abuso edilizio viene dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha confermato che un ripristino superficiale, come la muratura di un accesso, non è sufficiente a revocare la misura cautelare se la struttura abusiva persiste fisicamente, mantenendo concreto il rischio di un futuro utilizzo illecito.
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Sequestro preventivo: quando è inammissibile il ricorso
Un individuo ha impugnato il rigetto della sua richiesta di revoca di un sequestro preventivo, sostenendo che il reato fosse prescritto poiché un'aggravante chiave non era stata correttamente contestata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che alcuni motivi erano stati sollevati tardivamente, mentre altri non erano pertinenti in un procedimento cautelare dopo l'emissione del rinvio a giudizio. La Corte ha confermato che, a quel punto, il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza di reato) si considera accertato, legittimando il mantenimento del sequestro preventivo.
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Concorso reati tributari: l’aggravante si estende
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che nel concorso in reati tributari, l'aggravante per l'uso di schemi di evasione ideati da un professionista si estende a tutti i partecipanti, non solo al professionista stesso. La Corte ha inoltre ribadito che non è possibile introdurre nuovi motivi di ricorso in sede di legittimità se non sono stati presentati nel precedente grado di giudizio.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza di sequestro preventivo per frode IVA. La sentenza chiarisce che il periculum in mora non può basarsi solo sulla natura fungibile del denaro, ma deve essere provato da circostanze concrete, come le specifiche modalità di occultamento della somma, che ne dimostrino il rischio di dispersione prima della confisca definitiva. La Corte ha ritenuto che nascondere una cospicua somma di denaro in contanti in un'autovettura costituisse un valido indicatore del rischio.
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Confisca per equivalente: sequestro di beni leciti
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro finalizzato alla confisca per equivalente su una somma di denaro di provenienza lecita, ricevuta dall'indagato a titolo di eredità. La Corte ha stabilito che, quando il profitto del reato (denaro) non è più rintracciabile, lo Stato può sequestrare altri beni di valore equivalente di cui l'indagato abbia la disponibilità, a prescindere dalla loro origine. Questa decisione riafferma la natura e l'ambito di applicazione della confisca per equivalente nel contrasto ai reati patrimoniali.
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Sequestro beni e terzi: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una risparmiatrice che chiedeva la restituzione di oro, oggetto di un contratto di investimento, coinvolto in un sequestro preventivo a carico di una società. La decisione si fonda sulla trasformazione del suo diritto di proprietà in un diritto di credito, poiché l'oro non era più specificamente identificabile e il suo controvalore era già confluito nel Fondo Unico di Giustizia. La Corte chiarisce che la tutela del terzo in buona fede deve avvenire tramite l'apposita procedura di accertamento del passivo prevista dal Codice Antimafia, e non con un'istanza di dissequestro. Questo caso evidenzia le corrette procedure per il sequestro beni e terzi.
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Diritto di credito del terzo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità dell'appello di un'investitrice il cui oro era stato incluso in un sequestro preventivo a carico di una società. La sentenza chiarisce che, una volta venduto il bene dall'amministratore giudiziario, il diritto di proprietà del terzo si trasforma in un diritto di credito. Tale diritto di credito del terzo deve essere fatto valere tramite la procedura di accertamento del passivo prevista dal Codice Antimafia, non con un'istanza di dissequestro.
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Dissequestro terzo interessato: oro in credito
Un investitore richiede il dissequestro di oro detenuto da una società sottoposta a sequestro preventivo. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che, data l'indistinguibilità del bene e la sua successiva vendita autorizzata, il diritto di proprietà del terzo interessato si è trasformato in un diritto di credito. Tale diritto deve essere fatto valere attraverso la specifica procedura di verifica dei crediti prevista dalla normativa antimafia, non tramite istanza di dissequestro.
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Sequestro preventivo: pagamento del debito non basta
Un imprenditore, soggetto a un ingente sequestro preventivo per reati fiscali, ha richiesto la riduzione del vincolo sui suoi beni dopo aver pagato una parte consistente del debito tributario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che il ricorso era generico e non forniva una prova chiara e immediata dell'esatto ammontare del debito residuo, elemento fondamentale per poter ricalcolare l'importo del sequestro.
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Dissequestro oro: quando il diritto diventa credito
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per il dissequestro oro di un investitore. A causa della confusione dei beni e della successiva vendita autorizzata, il diritto di proprietà dell'investitore si è trasformato in un mero diritto di credito, da far valere nelle procedure concorsuali previste dal codice antimafia.
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Conflitto di interessi 231: ricorso nullo per l’ente
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi contro un sequestro preventivo per reati tributari. Il ricorso della società è nullo a causa del conflitto di interessi 231 del suo legale rappresentante, indagato per il medesimo reato. Il ricorso dell'imprenditore è respinto perché basato su critiche alla motivazione, non ammesse in questa sede, anziché su violazioni di legge.
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Sequestro preventivo edificio: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero per il sequestro preventivo di una scuola. La Corte ha stabilito che la valutazione del Tribunale sulla mancanza di un pericolo di crollo, seppur basata su perizie tecniche contestate, non costituisce una violazione di legge, ma un'analisi di merito non sindacabile in sede di legittimità.
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Impugnazione sequestro probatorio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28210/2025, ha affrontato un caso di impugnazione sequestro probatorio. Un indagato aveva proposto ricorso in Cassazione contro il diniego di restituzione di una somma di denaro. La Corte ha ritenuto errato il rimedio utilizzato, riqualificando il ricorso come appello ai sensi dell'art. 322-bis cod.proc.pen. e disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale competente. La decisione sottolinea l'importanza di adire il corretto strumento processuale, pur applicando il principio di conservazione degli atti.
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Sequestro preventivo: limiti per il terzo proprietario
Una società ha impugnato un'ordinanza di sequestro preventivo su beni che riteneva di sua proprietà. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che un terzo estraneo al reato non può contestare i presupposti della misura cautelare, come la proporzionalità, ma deve limitarsi a dimostrare la propria esclusiva titolarità sui beni e l'assenza di collegamento con l'indagato. Nel caso di specie, i forti legami tra la società ricorrente e quella indagata hanno reso infondata la richiesta di dissequestro.
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Sequestro preventivo terzo: diritto di credito e appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'investitrice che chiedeva la restituzione del proprio oro, oggetto di un contratto di investimento, coinvolto nel sequestro preventivo di una società. La sentenza chiarisce che, a seguito della vendita autorizzata del bene e del versamento del ricavato al Fondo Unico Giustizia, il diritto di proprietà del terzo si trasforma in un diritto di credito. Pertanto, l'unica via per il recupero è la partecipazione alla procedura di verifica dei crediti prevista dal Codice Antimafia, rendendo l'appello per il dissequestro privo di interesse concreto e attuale.
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Diritto del terzo interessato: Cassazione su sequestro
Un soggetto terzo, dopo aver investito in oro tramite una società poi sottoposta a sequestro preventivo, ha richiesto la restituzione del bene. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale sul diritto del terzo interessato: una volta che il bene sequestrato viene legittimamente venduto dall'amministratore giudiziario, il diritto di proprietà del terzo si trasforma in un diritto di credito. Tale pretesa non può più essere fatta valere con un'istanza di dissequestro, ma deve essere inserita nella procedura di accertamento del passivo prevista dal Codice Antimafia.
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