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Art. 2948 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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689 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale che aveva applicato un contributo di solidarietà sulle pensioni e modificato i criteri di calcolo in senso peggiorativo. La Corte ha ribadito che l'imposizione di un prelievo forzoso come il contributo di solidarietà è una prerogativa esclusiva del legislatore e non rientra nell'autonomia delle Casse privatizzate. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per la richiesta di restituzione delle somme illegittimamente trattenute.
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Retribuzione adeguata: CCNL e art. 36 Cost.
Un socio lavoratore di una cooperativa logistica, operante in appalto presso un'azienda agroalimentare, ha richiesto l'applicazione del CCNL alimentare in luogo di quello logistico. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene il datore di lavoro possa applicare il CCNL del proprio settore, il giudice deve verificare la congruità della paga ai sensi dell'art. 36 Cost. usando come parametro il CCNL del settore in cui l'attività è effettivamente svolta (in questo caso, l'agroalimentare). La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla fine del rapporto di lavoro, a causa dell'indebolimento del regime di stabilità.
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Retribuzione adeguata: il CCNL corretto è un diritto
La Corte di Cassazione stabilisce che per un lavoratore in appalto, il parametro per determinare una retribuzione adeguata deve essere il contratto collettivo del settore in cui l'attività è effettivamente svolta (in questo caso, alimentare) e non un diverso CCNL (logistica) applicato dalla cooperativa datrice di lavoro. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente posto sul lavoratore l'onere di provare le differenze retributive, affermando il dovere del giudice di verificare d'ufficio la congruità della paga.
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Ricorso inammissibile per errore percettivo del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'agenzia di riscossione contro una decisione che confermava la prescrizione di crediti previdenziali. La Corte chiarisce che un eventuale errore percettivo del giudice di merito, ovvero una svista nella lettura degli atti, non può essere contestato con un ricorso in Cassazione, ma con il rimedio specifico della revocazione.
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Prescrizione assegno vitalizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la prescrizione per le somme dovute a titolo di rivalutazione dell'assegno vitalizio per le vittime del dovere è decennale e non quinquennale. Questa decisione si fonda sul principio che il termine breve di cinque anni si applica solo ai crediti liquidi e disponibili, condizione non soddisfatta nel caso in cui l'Amministrazione non abbia completato il procedimento di liquidazione. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato la prescrizione assegno vitalizio quinquennale.
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Riqualificazione rapporto di lavoro: la forma non conta
Analisi di un'ordinanza della Cassazione sulla riqualificazione del rapporto di lavoro. Un lavoratore con molteplici contratti (collaborazione, tempo determinato) con società collegate ottiene il riconoscimento di un unico rapporto subordinato a tempo indeterminato. La Corte chiarisce che la sostanza della prestazione lavorativa prevale sulla forma giuridica dei singoli contratti, confermando la decisione di merito ma correggendo un errore sul pagamento del TFR, non dovuto in caso di reintegrazione.
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Ius postulandi funzionario: difesa inammissibile
Un lavoratore detenuto ha richiesto l'adeguamento della sua retribuzione. In primo grado, la sua domanda è stata accolta. In appello, la decisione è stata parzialmente riformata accogliendo l'eccezione di prescrizione sollevata dal Ministero della Giustizia, costituitosi tramite un proprio funzionario. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del lavoratore, ha stabilito che un funzionario pubblico non ha lo ius postulandi nelle controversie relative al lavoro carcerario, poiché questo non rientra nel pubblico impiego. Di conseguenza, la costituzione del Ministero e l'eccezione di prescrizione sono state dichiarate inammissibili, ripristinando la condanna integrale del primo grado.
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Contributo di solidarietà: Cassazione dice no
Un ente previdenziale professionale ha impugnato la sentenza che riteneva illegittimo il contributo di solidarietà imposto a un pensionato. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'orientamento consolidato che nega tale potere alle casse privatizzate e ha sanzionato l'ente per abuso del processo. Il termine di prescrizione per la restituzione è decennale.
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Prescrizione crediti retributivi: decorrenza e nullità
Un Ente Pubblico Locale ricorre in Cassazione contro la condanna al pagamento di retribuzioni a un ex dipendente. La Corte ha rigettato l'eccezione di prescrizione crediti retributivi, chiarendo che in caso di licenziamento nullo, il termine quinquennale decorre dalla data delle dimissioni del lavoratore e non dal recesso illegittimo. La nullità, infatti, rende l'atto di recesso `tamquam non esset`, come se non fosse mai esistito.
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Prescrizione lavoro domestico: quando decorre?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26236/2024, ha rigettato il ricorso di un datore di lavoro, confermando che la prescrizione nel lavoro domestico per i crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto. La Corte ha ribadito che la mancanza di stabilità reale in questo tipo di contratto giustifica il posticipo del termine, a tutela del lavoratore che potrebbe temere ritorsioni.
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Indennità di sostituzione: no alla paga piena
Un dirigente medico ha richiesto la retribuzione piena per aver svolto mansioni superiori in sostituzione, ma la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che, anche in caso di proroga dell'incarico oltre i termini, al sostituto spetta unicamente l'indennità di sostituzione prevista dal contratto collettivo, e non il trattamento economico completo del titolare. È stato inoltre confermato che un semplice timbro di protocollo, senza firma o riscontro nei registri, non costituisce prova valida per interrompere la prescrizione dei crediti.
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Contributo solidarietà: illegittimo se senza legge
Un ente previdenziale per professionisti ha trattenuto un "contributo solidarietà" dalla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, dichiarando la trattenuta illegittima. Secondo la Corte, un simile contributo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno dell'ente. L'autonomia regolamentare della cassa non si estende fino a poter imporre nuove tasse su trattamenti pensionistici già consolidati. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La decisione ribadisce che le Casse non hanno il potere di introdurre prelievi di natura patrimoniale, in quanto tale facoltà è soggetta a riserva di legge e spetta unicamente al legislatore statale. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite al pensionato con gli interessi.
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Contributo solidarietà: prescrizione e onere prova
Un pensionato ha contestato la trattenuta di un contributo solidarietà sulla sua pensione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che il diritto alla ricalcolo della pensione si prescrive in dieci anni e non in cinque. L'ente previdenziale, che aveva fatto ricorso, ha visto la sua istanza dichiarata inammissibile anche per non aver fornito le prove necessarie a sostegno delle sue tesi, violando il principio di autosufficienza del ricorso.
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Sotto-inquadramento: illecito permanente e prescrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il sotto-inquadramento di un lavoratore, anche a seguito di una privatizzazione, costituisce un illecito permanente e non un atto istantaneo. Di conseguenza, il diritto a richiedere il corretto inquadramento non si prescrive. Inoltre, la prescrizione per le differenze retributive decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, a causa della mancanza di un regime di stabilità reale post-riforma del 2012. La Corte ha rigettato il ricorso di una grande azienda di telecomunicazioni, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano riconosciuto il diritto del dipendente a un livello superiore e al conseguente risarcimento economico.
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Condanna generica: la Cassazione chiarisce i limiti
Un dipendente pubblico, trasferito a un'altra amministrazione, ha agito in giudizio per ottenere il ricalcolo della retribuzione, tenendo conto dell'anzianità maturata in precedenza. La Corte d'Appello aveva emesso una condanna generica, riconoscendo il diritto del lavoratore ma senza quantificare le somme dovute. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che quando l'attore richiede una somma specifica, il giudice non può limitarsi a una condanna generica, ma deve decidere anche sul 'quantum', accogliendo o rigettando la domanda di liquidazione.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata su una pensione, in quanto viola la riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. Tale prelievo, non potendo essere introdotto da un regolamento interno dell'ente, è stato annullato. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, poiché la contestazione riguarda l'esistenza stessa del diritto al prelievo e non la mera liquidazione di ratei periodici.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che l'introduzione di tali prelievi patrimoniali è una prerogativa esclusiva dello Stato, coperta da riserva di legge, e non rientra nell'autonomia gestionale delle Casse professionali. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per le richieste di rimborso.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La Corte ha stabilito che tale prelievo, non previsto dalla legge, viola la riserva di legge in materia di prestazioni patrimoniali. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per la restituzione delle somme indebitamente trattenute, con interessi decorrenti da ogni singolo prelievo.
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Condanna generica: quando il giudice deve quantificare
Un dipendente pubblico, trasferito ad un nuovo ente, ha citato in giudizio l'amministrazione per ottenere il pagamento di differenze retributive legate all'anzianità. La Corte d'Appello, pur riconoscendo il suo diritto, ha emesso una condanna generica, senza specificare l'importo. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: se l'attore richiede una somma di denaro determinata, il giudice non può limitarsi a una condanna generica, ma deve decidere anche sul 'quantum', ovvero quantificare l'importo esatto, accogliendo o respingendo la domanda.
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