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Art. 2948 Codice Civile — Anno 2025

465 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Ricalcolo pensione: la Cassazione sulle regole
La Corte di Cassazione interviene sul tema del ricalcolo pensione per un professionista, chiarendo questioni cruciali. L'ordinanza conferma il diritto all'applicazione di un coefficiente di rivalutazione dei redditi più favorevole, ma stabilisce che la pensione deve essere calcolata solo sui contributi effettivamente versati. Viene inoltre ribadito che il diritto al ricalcolo dei ratei pensionistici si prescrive in dieci anni e che sugli arretrati non è possibile cumulare interessi e rivalutazione monetaria.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato una decisione che riconosceva a un ex dipendente un premio di collaborazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando un principio chiave: in assenza di un regime di stabilità reale del posto di lavoro, la prescrizione dei crediti di lavoro inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto. Questa sentenza consolida l'orientamento secondo cui le riforme del mercato del lavoro (L. 92/2012 e D.Lgs. 23/2015) hanno ridotto le tutele, giustificando il differimento della decorrenza della prescrizione per proteggere il lavoratore.
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Motivi aggiunti processo tributario: guida pratica
La Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito l'importanza di presentare i motivi aggiunti nel processo tributario. Nel caso esaminato, un contribuente aveva impugnato un'ingiunzione di pagamento eccependo inizialmente la mancata notifica dell'atto presupposto. Solo in appello, ha tentato di contestarne la nullità. La Corte ha dichiarato inammissibile questa nuova eccezione, sottolineando che ogni vizio deve essere sollevato in primo grado, eventualmente con motivi aggiunti, e non può essere introdotto per la prima volta in appello.
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Vizio di ultrapetizione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di una Commissione Tributaria Regionale per vizio di ultrapetizione. Il giudice di secondo grado aveva annullato delle ingiunzioni fiscali basandosi su difetti di notifica degli atti presupposti che la contribuente non aveva mai contestato. La Suprema Corte ha ribadito che il potere del giudice è strettamente limitato alle domande e alle eccezioni sollevate dalle parti, cassando la decisione e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Ricorso inammissibile: l’importanza della specificità
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro un'intimazione di pagamento. Il motivo è la mancanza di specificità e autosufficienza dell'atto, che non ha permesso alla Corte di valutare le censure sulla notifica degli atti e sulla legittimazione passiva del contribuente, ex liquidatore di una società estinta. Il caso sottolinea l'importanza di redigere i ricorsi con precisione.
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Prescrizione debiti fiscali: l’impatto del Covid-19
La Corte di Cassazione interviene sulla prescrizione dei debiti fiscali, specificamente per interessi e sanzioni, chiarendo l'impatto della legislazione emergenziale Covid-19. Con questa ordinanza, ha stabilito che i termini di prescrizione sono stati non solo sospesi ma anche prorogati, a seconda della loro scadenza. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente dichiarato la prescrizione senza considerare tali norme speciali, rinviando il caso per un nuovo esame che applichi correttamente il complesso quadro normativo relativo alla sospensione.
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Notifica diretta: quando è valida senza informativa?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento, sostenendo la prescrizione del credito per vizi di notifica degli atti precedenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per la notifica diretta effettuata dall'Agente della Riscossione tramite raccomandata, la consegna a un familiare convivente perfeziona l'atto senza necessità di un'ulteriore raccomandata informativa. Inoltre, la mancata impugnazione di un'intimazione di pagamento ricevuta preclude la possibilità di contestare vizi relativi ad atti anteriori.
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Prescrizione tributaria: la proroga Covid analizzata
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo della prescrizione tributaria in relazione alle sospensioni per l'emergenza Covid. Il caso riguardava una cartella di pagamento del 2010 per IVA, notificata con intimazione nel 2023. La Corte ha chiarito che, se la prescrizione decennale, già sospesa da normative precedenti, scadeva durante il periodo emergenziale, si applicava una proroga speciale fino al 31 dicembre 2023. Di conseguenza, la pretesa fiscale è stata ritenuta non prescritta, ribaltando le decisioni dei giudici di merito.
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Prescrizione sanzioni tributarie: 5 anni, non 10
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per imposte, sanzioni e interessi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione per sanzioni tributarie e interessi è quinquennale e non decennale. La Corte ha chiarito che, una volta sorte, queste obbligazioni accessorie acquistano autonomia rispetto al tributo principale e seguono le proprie regole di prescrizione, cassando la sentenza di merito che aveva erroneamente applicato un unico termine decennale.
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Prescrizione Provvigioni Indirette: la Cassazione fa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un punto cruciale in materia di contratti di agenzia: la prescrizione provvigioni indirette. Quando la casa mandante conclude un affare isolato nella zona di esclusiva dell'agente, il diritto di quest'ultimo alla provvigione si prescrive in dieci anni, e non nel termine breve di cinque. Questa decisione distingue nettamente i pagamenti episodici da quelli periodici, modificando le tutele per gli agenti.
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Appello inammissibile: errore di rappresentanza
Un'agenzia di riscossione impugna una sentenza che annullava una pretesa tributaria verso un condominio. La Corte di Cassazione dichiara l'appello inammissibile perché l'ente era rappresentato da un avvocato del libero foro anziché dall'Avvocatura dello Stato, come richiesto dalla legge. Questo errore procedurale rende definitiva la decisione favorevole al condominio, annullando il debito.
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Prescrizione e decadenza: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento TARI, sostenendo che il credito fosse estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo la distinzione fondamentale tra prescrizione e decadenza. Per l'emissione di un atto impositivo, si applica il termine di decadenza, non quello di prescrizione, che riguarda invece la successiva fase di riscossione di un credito già definitivo. L'avviso, notificato entro cinque anni dall'anno in cui la dichiarazione era dovuta, è stato quindi ritenuto tempestivo.
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Notifica al legale rappresentante: valida per la riscossione
Una società contribuente si opponeva a una pretesa tributaria sostenendo la prescrizione del credito, a causa di una notifica intermediaria ritenuta irregolare perché effettuata presso la residenza del legale rappresentante anziché presso la sede della società. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione di merito, stabilendo che la notifica al legale rappresentante tramite servizio postale diretto, prevista dalla normativa speciale sulla riscossione, è pienamente valida ed efficace a interrompere i termini di prescrizione.
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Specificità motivi appello: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU. L'appello in secondo grado è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto una mera riproposizione dei motivi iniziali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato la sentenza, affermando che nel processo tributario la specificità dei motivi di appello è soddisfatta anche se vengono riproposti i motivi originari, a patto che dall'atto emerga chiaramente la volontà di contestare la decisione di primo grado. Il caso è stato rinviato alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado per una nuova valutazione.
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Iscrizione ipotecaria: la Cassazione sui requisiti
Una società ha impugnato una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria emessa dall'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale comunicazione è un atto cautelare e non esecutivo. Pertanto, non necessita della previa notifica di un'intimazione di pagamento, né deve contenere dettagli specifici sul valore dell'immobile. La Corte ha inoltre ribadito che l'Agente della Riscossione è l'unico legittimato passivo in queste controversie.
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Pagamento in nero: Cassazione sulla restituzione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un locatore alla restituzione di ingenti somme ricevute come pagamento in nero da un conduttore. La Corte ha stabilito che una precedente convalida di licenza di finita locazione non preclude l'azione di ripetizione dell'indebito, ha ritenuto ammissibili le prove audio-video dei pagamenti e ha applicato la prescrizione decennale. Il ricorso del locatore, basato su otto motivi tra cui la violazione del giudicato e l'inammissibilità delle prove, è stato integralmente rigettato.
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Decadenza accertamento ICI: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI per l'anno 2007, notificato a fine 2013, eccependo la prescrizione. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che la decadenza accertamento ICI si compie il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il versamento era dovuto. Nel caso specifico, il termine era il 31/12/2012, rendendo illegittima la notifica del 2013 e annullando l'atto impositivo.
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Remunerazione medici specializzandi: no a importi alti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano una remunerazione più alta, in linea con le normative introdotte successivamente al loro periodo di formazione. La Corte ha stabilito che la legislazione precedente era già un'adeguata attuazione delle direttive UE e che le nuove, più favorevoli, disposizioni non hanno effetto retroattivo. È stato inoltre confermato il blocco dell'adeguamento triennale delle borse di studio, ritenuto una legittima scelta di politica economica.
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Proroga termini IMU: la Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso relativo alla proroga termini IMU per gli enti locali durante l'emergenza Covid-19. La sentenza chiarisce che la sospensione generale di 85 giorni si applica anche ai Comuni, rendendo legittimo un avviso di accertamento notificato oltre la scadenza ordinaria. Inoltre, ha confermato che la riduzione del 50% per inagibilità spetta solo per degrado strutturale non superabile con manutenzione straordinaria, respingendo il ricorso di una fondazione proprietaria dell'immobile.
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Mansioni superiori personale ATA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti scolastici, chiarendo il metodo di calcolo dell'indennità per mansioni superiori personale ATA. La Corte ha confermato che, secondo la normativa vigente, l'indennità è pari alla differenza tra il trattamento economico iniziale della qualifica superiore (DGSA) e l'intero stipendio già percepito dal lavoratore, inclusi gli scatti di anzianità. Questo meccanismo può portare all'azzeramento del compenso aggiuntivo per i dipendenti con maggiore anzianità. È stato inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi nel pubblico impiego decorre durante il rapporto di lavoro.
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