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Art. 2948 Codice Civile — Anno 2025

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465 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Restituzione indebito oggettivo: la Cassazione decide
Una banca è stata condannata a restituire gli utili ricevuti da un ente pubblico, poiché lo statuto che li autorizzava è stato annullato retroattivamente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della banca. Il principio chiave è che l'obbligo di restituzione indebito oggettivo sorge direttamente dall'annullamento dell'atto amministrativo che costituiva la base giuridica del pagamento, rendendolo privo di causa sin dall'origine.
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Prescrizione credito tributario: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria per un debito IRPEF, eccependo la prescrizione del credito tributario e l'invalidità della notifica della cartella esattoriale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice tributario è competente a decidere sulla prescrizione maturata dopo la notifica della cartella. Ha inoltre ritenuto insufficiente la motivazione della corte d'appello sulla validità della notifica, annullando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Indennità funzioni superiori: come si calcola?
Un gruppo di assistenti amministrativi scolastici ha richiesto il pagamento per mansioni superiori svolte. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il calcolo dell'indennità funzioni superiori deve includere l'intera retribuzione del dipendente, anzianità compresa, secondo la Legge 228/2012. Questo metodo può ridurre o azzerare l'indennità per il personale con maggiore esperienza, un principio ritenuto legittimo. La Corte ha anche ribadito che la prescrizione per tali crediti decorre in costanza di rapporto di lavoro.
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Indennità mansioni superiori: calcolo e prescrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti scolastici che svolgevano mansioni superiori. È stato confermato che l'indennità mansioni superiori va calcolata sottraendo l'intero trattamento retributivo goduto dal dipendente dallo stipendio iniziale della qualifica superiore. Inoltre, la prescrizione quinquennale per i crediti retributivi decorre in costanza di rapporto di lavoro, data la stabilità del pubblico impiego.
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Indennità funzioni superiori: la guida al calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28922/2025, interviene sul calcolo dell'indennità funzioni superiori per il personale amministrativo della scuola. Mentre conferma la legittimità del metodo di calcolo che considera l'intera retribuzione del dipendente, stabilisce un principio fondamentale: la 'posizione economica' maturata, pur riducendo l'importo dell'indennità differenziale, deve comunque essere corrisposta. La Corte ha accolto il ricorso su questo punto, impedendo che un elemento retributivo autonomo venga di fatto azzerato, e ha cassato con rinvio la sentenza d'appello.
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Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'intimazione di pagamento non può essere contestata per motivi di prescrizione che dovevano essere sollevati contro la precedente cartella esattoriale non impugnata. La Corte ha inoltre ribadito che la regola generale per la prescrizione crediti tributari erariali è il termine ordinario di dieci anni, non quello quinquennale. L'ordinanza chiarisce i limiti dell'opposizione agli atti della riscossione e la durata dei termini prescrizionali.
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Prescrizione debiti socio: la notifica alla società vale
Un socio di una società di persone contestava una cartella di pagamento, sostenendo la prescrizione del debito tributario. La Corte di Cassazione ha chiarito che la prescrizione per IRPEF e IRAP è decennale. Inoltre, ha stabilito che la notifica dell'atto impositivo alla società interrompe la prescrizione debiti socio, in virtù della responsabilità solidale. La sentenza del giudice di merito è stata annullata.
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Prescrizione debiti fiscali: soci e società solidali
Un socio di una società di persone ha contestato una cartella di pagamento, sostenendo la prescrizione del debito fiscale. I giudici di merito gli hanno dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Con una recente ordinanza, ha chiarito che la prescrizione dei debiti fiscali come l'Irpef è decennale e che la notifica dell'atto impositivo alla società interrompe la prescrizione anche per i singoli soci, a causa della loro responsabilità solidale e illimitata.
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Prescrizione crediti tributari: 5 anni per sanzioni
Un contribuente impugna un'intimazione di pagamento per IRPEF, sanzioni e interessi, eccependo la prescrizione dei crediti tributari. La Cassazione conferma la prescrizione decennale per l'imposta, ma stabilisce che per sanzioni e interessi si applica la prescrizione quinquennale, accogliendo parzialmente il ricorso.
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Prescrizione contributi consortili: 5 o 10 anni?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29393/2025, ha stabilito che la prescrizione per i contributi consortili di bonifica è quinquennale e non decennale. Questi contributi, essendo considerati prestazioni periodiche, ricadono nell'ambito dell'art. 2948, n. 4, c.c. La Corte ha inoltre chiarito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di approvazione del piano di riparto delle spese, e non dalla data stessa di approvazione. La sentenza ha rigettato il ricorso di un consorzio di bonifica, confermando la decisione della corte d'appello che aveva dichiarato prescritti i crediti per le annualità più risalenti.
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Prescrizione contributi consortili: 5 anni, non 10
La Corte di Cassazione chiarisce la prescrizione dei contributi consortili di bonifica. Con la sentenza n. 29391/2025, i giudici hanno stabilito che tali tributi, avendo natura periodica, si prescrivono in cinque anni e non nel termine ordinario di dieci. Il termine di decorrenza è fissato al 1° gennaio dell'anno successivo a quello di competenza del contributo. Nel caso specifico, la richiesta di pagamento per l'anno 1999, notificata a fine 2005, è stata annullata perché il diritto era già estinto.
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Prescrizione contributi consortili: 5 anni, non 10
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29392/2025, ha stabilito che la prescrizione per i contributi consortili di bonifica è quinquennale e non decennale. Il caso riguardava la richiesta di pagamento di contributi per gli anni 2006, 2007 e 2008. La Corte ha qualificato tali contributi come prestazioni periodiche, soggette quindi al termine breve previsto dall'art. 2948, n. 4, c.c. È stato inoltre chiarito che una legge regionale che sospende la riscossione non sospende anche il decorso della prescrizione.
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Prescrizione contributi consortili: 5 anni, non 10
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29396/2025, ha stabilito che la prescrizione per i contributi consortili di bonifica è quinquennale e non decennale. La Corte ha qualificato tali contributi come tributi locali a carattere periodico, rientranti nella previsione dell'art. 2948, n. 4 c.c. È stato inoltre chiarito che il termine di prescrizione decorre dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di approvazione del piano di riparto, e non dalla data di approvazione stessa. Respinta la tesi del consorzio che invocava la sospensione della prescrizione a causa di una legge regionale che aveva sospeso la riscossione.
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Prescrizione sanzioni tributarie: Cassazione conferma 5 anni
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento, sostenendo che sanzioni e interessi fossero caduti in prescrizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la prescrizione sanzioni tributarie e degli interessi è quinquennale, a differenza di quella decennale prevista per il tributo principale. La Corte ha specificato che il termine si allunga a dieci anni solo in presenza di una sentenza passata in giudicato.
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Impugnazione intimazione di pagamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un'impugnazione di intimazione di pagamento basata su diciassette motivi. Il ricorso, presentato da un contribuente contro l'Agente della Riscossione per un debito di quasi 4 milioni di euro, è stato respinto. La sentenza chiarisce principi fondamentali su notifica, prova, prescrizione e motivazione degli atti, confermando che motivi di ricorso generici o puramente formali non sono sufficienti per annullare la pretesa fiscale.
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Notifica cartella di pagamento: quando è valida?
Una società ha impugnato diverse cartelle di pagamento sostenendo la nullità della notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo i criteri per una valida notifica cartella di pagamento, in particolare nei casi di irreperibilità del destinatario. La Corte ha stabilito che una notifica eseguita regolarmente rende inammissibile un ricorso presentato oltre il termine di 60 giorni, assorbendo ogni altra eccezione di merito come la prescrizione del credito.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che solo la legge statale può introdurre prelievi patrimoniali, non le Casse autonome. È stato inoltre chiarito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Prescrizione pubblico impiego: la Cassazione chiarisce
Una lavoratrice, impiegata per anni presso una Pubblica Amministrazione con contratti precari, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro unico e il pagamento delle differenze retributive. L'amministrazione ha eccepito la prescrizione dei crediti più vecchi di cinque anni. La Corte di Cassazione, con una decisione importante sulla prescrizione pubblico impiego, ha stabilito che per i lavoratori precari del settore pubblico il termine di prescrizione quinquennale decorre in costanza di rapporto e non dalla sua cessazione. Questo perché, a differenza del settore privato, manca un'aspettativa giuridicamente tutelata alla stabilizzazione del rapporto, eliminando il cosiddetto "metus" (timore) del lavoratore nel far valere i propri diritti. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
Una società ha impugnato diverse intimazioni di pagamento relative a crediti per ICI, contributi camerali e debiti verso l'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito importanti principi sulla prescrizione dei crediti tributari. Ha stabilito che i crediti derivanti da obbligazioni periodiche, come l'ICI e i contributi annuali alla Camera di Commercio, si prescrivono in cinque anni. La Corte ha inoltre affermato che anche gli interessi sui debiti tributari sono soggetti alla prescrizione quinquennale, indipendentemente dalla natura del debito principale. La decisione sottolinea che la notifica di una cartella esattoriale non converte automaticamente il termine di prescrizione breve in quello decennale, a meno che non vi sia una sentenza passata in giudicato.
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Retribuzione feriale: indennità incluse, lo dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le indennità variabili, se collegate alle mansioni, devono essere incluse nella retribuzione feriale. Un dipendente di una società di trasporti ha ottenuto il ricalcolo del suo stipendio per le ferie, includendo varie indennità. La Corte ha ribadito che la paga durante le ferie non deve essere inferiore a quella ordinaria per non dissuadere dal godimento del riposo. Inoltre, ha confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto, data la precarizzazione introdotta dalle recenti riforme.
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