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Art. 2948 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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689 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Prescrizione contributi previdenziali: cosa decide la Cassazione?
Un'erede agiva in giudizio contro una società e l'ente previdenziale per ottenere il corretto versamento dei contributi dovuti al defunto lavoratore. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione dei contributi previdenziali. Anche se il diritto ai contributi non può essere oggetto di rinuncia da parte del lavoratore, esso è comunque soggetto ai normali termini di prescrizione. La Corte ha chiarito che l'eccezione di prescrizione, non decisa in un precedente giudizio di Cassazione, poteva essere legittimamente esaminata e accolta dal giudice del rinvio, portando al rigetto definitivo della domanda.
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Prescrizione contributi previdenziali: la Cassazione
Un ex lavoratore ha richiesto la riliquidazione della pensione sulla base di contributi non versati da una società subentrante. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, rigettando il ricorso e stabilendo che il diritto ai contributi era estinto per la prescrizione dei contributi previdenziali quinquennale. La Corte ha chiarito che il principio di automaticità delle prestazioni non opera se i contributi sono prescritti e che la denuncia del lavoratore non è sufficiente a interrompere o raddoppiare tale termine.
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Lavoratori LSU: risarcimento per contratto a termine
Un gruppo di lavoratori ex LSU ha citato in giudizio un Comune per ottenere la conversione dei loro contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato e il relativo risarcimento. La Corte di Cassazione, confermando la decisione della Corte d'Appello, ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune. La Suprema Corte ha stabilito che, a prescindere dalla qualificazione formale, se le mansioni svolte sono di natura subordinata, i lavoratori LSU hanno diritto alle tutele previste, inclusi il risarcimento del danno, la progressione economica e il TFR.
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Ricalcolo pensione: la Cassazione sulle regole
La Corte di Cassazione interviene sul tema del ricalcolo pensione per un professionista, chiarendo questioni cruciali. L'ordinanza conferma il diritto all'applicazione di un coefficiente di rivalutazione dei redditi più favorevole, ma stabilisce che la pensione deve essere calcolata solo sui contributi effettivamente versati. Viene inoltre ribadito che il diritto al ricalcolo dei ratei pensionistici si prescrive in dieci anni e che sugli arretrati non è possibile cumulare interessi e rivalutazione monetaria.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato una decisione che riconosceva a un ex dipendente un premio di collaborazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando un principio chiave: in assenza di un regime di stabilità reale del posto di lavoro, la prescrizione dei crediti di lavoro inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto. Questa sentenza consolida l'orientamento secondo cui le riforme del mercato del lavoro (L. 92/2012 e D.Lgs. 23/2015) hanno ridotto le tutele, giustificando il differimento della decorrenza della prescrizione per proteggere il lavoratore.
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Prescrizione Provvigioni Indirette: la Cassazione fa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un punto cruciale in materia di contratti di agenzia: la prescrizione provvigioni indirette. Quando la casa mandante conclude un affare isolato nella zona di esclusiva dell'agente, il diritto di quest'ultimo alla provvigione si prescrive in dieci anni, e non nel termine breve di cinque. Questa decisione distingue nettamente i pagamenti episodici da quelli periodici, modificando le tutele per gli agenti.
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Mansioni superiori personale ATA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti scolastici, chiarendo il metodo di calcolo dell'indennità per mansioni superiori personale ATA. La Corte ha confermato che, secondo la normativa vigente, l'indennità è pari alla differenza tra il trattamento economico iniziale della qualifica superiore (DGSA) e l'intero stipendio già percepito dal lavoratore, inclusi gli scatti di anzianità. Questo meccanismo può portare all'azzeramento del compenso aggiuntivo per i dipendenti con maggiore anzianità. È stato inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi nel pubblico impiego decorre durante il rapporto di lavoro.
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Prescrizione contributi: la denuncia non la interrompe
Un lavoratore perde la causa per la riliquidazione della pensione a causa della prescrizione dei contributi non versati. La Corte di Cassazione conferma che la denuncia del lavoratore non interrompe né raddoppia il termine di prescrizione quinquennale. L'ordinanza chiarisce anche che il giudice del rinvio può esaminare l'eccezione di prescrizione se non è stata oggetto della precedente decisione della Cassazione, ribadendo i limiti del principio di automaticità delle prestazioni previdenziali.
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Prescrizione contributi previdenziali: la Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione dei contributi previdenziali, confermando il termine quinquennale introdotto dalla L. 335/1995. La Corte ha stabilito che la denuncia del lavoratore non ha l'effetto di raddoppiare tale termine per i contributi maturati dopo l'entrata in vigore della legge, né di interrompere la prescrizione. Il ricorso del lavoratore, che lamentava il mancato versamento dei contributi da parte della società datrice di lavoro, è stato rigettato, confermando la decisione della Corte territoriale che aveva accolto l'eccezione di prescrizione sollevata dall'Ente Previdenziale.
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Prescrizione Lavoro Carcerario: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33317/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione del lavoro carcerario. La Corte ha chiarito che il rapporto di lavoro del detenuto deve considerarsi unitario per tutta la durata della detenzione, nonostante interruzioni, cambio di mansioni o trasferimenti. Di conseguenza, il termine di prescrizione per i crediti retributivi non decorre durante il rapporto. L'onere di dimostrare l'effettiva e definitiva cessazione del rapporto di lavoro grava sull'amministrazione penitenziaria e non sul lavoratore.
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Prescrizione incentivo all’esodo: da quando decorre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione del diritto a contestare il calcolo di un incentivo all'esodo, se pagato in più rate, decorre dalla data di versamento dell'ultima rata. In questo caso, alcuni ex dipendenti pubblici avevano contestato l'esclusione della tredicesima mensilità dal calcolo del loro incentivo. La Corte ha chiarito che solo al momento del pagamento finale il lavoratore ha la piena possibilità di verificare la correttezza dell'importo totale e, quindi, di agire in giudizio. La decisione sottolinea che il termine per la prescrizione incentivo all'esodo non parte necessariamente dalla cessazione del rapporto di lavoro, ma dal momento in cui il diritto può essere concretamente esercitato.
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Retribuzione feriale: incluse le indennità variabili
Una società di trasporti ferroviari ha negato a un macchinista l'inclusione di indennità variabili nella retribuzione durante le ferie. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, stabilendo che la retribuzione feriale deve comprendere tutte le voci retributive collegate alla mansione per non creare un deterrente economico al godimento delle ferie, in linea con il diritto dell'Unione Europea. Ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19992/2024, ha stabilito che le indennità accessorie, come quella di assenza dalla residenza e di utilizzazione professionale, devono essere incluse nella retribuzione feriale. La decisione si fonda sul principio del diritto europeo secondo cui la retribuzione durante le ferie non deve essere inferiore a quella ordinaria, per non scoraggiare il lavoratore dal godere del proprio diritto al riposo. Di conseguenza, il ricorso dell'azienda di trasporti è stato respinto, confermando le sentenze dei gradi precedenti a favore dei lavoratori.
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Indennità di anzianità: TFR aggiuntivo e recupero
La Corte di Cassazione conferma che una specifica indennità di anzianità, prevista da un regolamento interno, costituisce un TFR aggiuntivo contrario alla legge. Di conseguenza, il datore di lavoro ha diritto a richiederne la restituzione entro il termine di prescrizione ordinario di dieci anni. La Corte ha rigettato il ricorso dei lavoratori, chiarendo che l'azione del datore di lavoro per la ripetizione dell'indebito non è soggetta alla prescrizione breve di cinque anni prevista per i crediti di lavoro.
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Prescrizione decennale per ricalcolo pensione: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto di un pensionato a ottenere il ricalcolo della propria pensione, in opposizione a trattenute illegittime come un contributo di solidarietà, è soggetto alla prescrizione decennale ordinaria e non a quella quinquennale. La Corte ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che la prescrizione breve si applica solo alle singole rate di pensione già liquidate e non contestate, mentre per l'accertamento del corretto ammontare del trattamento vale il termine più lungo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale autonomo sulle pensioni, in quanto tale prelievo è una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione decennale per il recupero delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata ai propri pensionati è illegittimo. Secondo i giudici, le Casse non hanno il potere di introdurre prelievi di natura patrimoniale, poiché tale facoltà è riservata esclusivamente alla legge dello Stato. La Corte ha inoltre chiarito che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, confermando la tutela dei diritti dei pensionati.
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Contributo solidarietà: Cassazione su pensioni private
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contributo di solidarietà non può essere imposto da una cassa di previdenza privata tramite un proprio regolamento, poiché tale prelievo rientra nella riserva di legge. Un professionista in pensione si era opposto a questa trattenuta, ottenendo ragione. La Corte ha chiarito che solo il legislatore può introdurre prestazioni patrimoniali di questo tipo. Inoltre, è stato confermato che il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulle pensioni dei propri iscritti. La Suprema Corte ha stabilito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non tramite un regolamento interno della Cassa. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite, con un termine di prescrizione decennale per l'azione di recupero da parte del pensionato.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. Secondo la Corte, una tale prestazione patrimoniale può essere introdotta solo da una norma di legge e non da un regolamento interno dell'ente, a causa della riserva di legge prevista dalla Costituzione. La Corte ha inoltre stabilito che il diritto al rimborso delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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