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Art. 2948 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Retribuzione feriale: calcolo indennità e ferie
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni macchinisti ferroviari a includere nella retribuzione feriale le indennità di condotta e di riserva. La decisione ribadisce che il compenso durante le ferie deve essere equivalente a quello ordinario per non dissuadere il dipendente dal fruire del riposo. Inoltre, è stato stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro, data la mancanza di stabilità garantita dalle riforme legislative recenti.
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Irriducibilità della retribuzione e contratti
La Corte di Cassazione ha confermato il principio dell'irriducibilità della retribuzione in favore di una lavoratrice che reclamava un premio di collaborazione. Nonostante un accordo sindacale aziendale successivo avesse reso tale premio condizionato al raggiungimento di obiettivi di bilancio, la Corte ha stabilito che la clausola del contratto individuale, essendo più favorevole e incondizionata, prevale sull'accordo collettivo peggiorativo. Inoltre, è stato chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, data la mancanza di un regime di stabilità reale dopo le riforme del 2012 e 2015.
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Retribuzione feriale: quali indennità spettano?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni macchinisti ferroviari a percepire una retribuzione feriale comprensiva delle indennità di condotta, riserva e assenza dalla residenza. La decisione ribadisce che il compenso durante le ferie deve essere equiparabile a quello ordinario per non dissuadere il lavoratore dal fruire del riposo. Inoltre, è stato chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla fine del rapporto di lavoro qualora non vi sia una tutela reale contro il licenziamento, garantendo così una maggiore protezione ai lavoratori.
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Irriducibilità della retribuzione e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dipendente a percepire un premio di collaborazione previsto dal contratto individuale, ribadendo il principio dell'irriducibilità della retribuzione. Nonostante un accordo sindacale successivo avesse introdotto condizioni peggiorative, la Corte ha stabilito che le clausole individuali più favorevoli non possono essere modificate unilateralmente. Inoltre, è stato chiarito che la prescrizione dei crediti lavorativi, per i rapporti privi di stabilità reale dopo la Legge Fornero, inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità macchinisti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale dei macchinisti ferroviari deve includere le indennità di condotta e di riserva. La decisione si fonda sulla necessità di non scoraggiare il lavoratore dal godere delle ferie attraverso una riduzione dello stipendio. Inoltre, è stato confermato che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro per i contratti privi di stabilità reale.
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Prescrizione crediti retributivi e limiti giudicato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che invocava l'estensione di un precedente giudicato per bloccare la prescrizione crediti retributivi relativi a un periodo successivo. Nonostante il riconoscimento definitivo di un inquadramento superiore per gli anni 1988-1998, la Corte ha stabilito che tale decisione non interrompe la prescrizione per le differenze salariali maturate tra il 1999 e il 2011. L'effetto sospensivo della prescrizione previsto dall'art. 2945 c.c. opera esclusivamente per i diritti specificamente azionati nel processo e non si estende a crediti diversi, seppur derivanti dallo stesso rapporto di lavoro.
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Pensione complementare: ricalcolo e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni ex dipendenti bancari alla riliquidazione della pensione complementare. Il contenzioso riguardava l'aliquota applicabile: l'85% previsto per i Quadri o l'82% per i Funzionari. La Corte ha stabilito che deve prevalere la qualifica rivestita al momento della cessazione dal servizio. Inoltre, è stata respinta l'eccezione di prescrizione decennale sollevata dal Fondo, ribadendo che il diritto all'esatta misura della pensione è imprescrittibile, mentre si prescrivono solo i singoli ratei arretrati.
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Retribuzione ferie: indennità variabili obbligatorie
La Corte di Cassazione ha stabilito che la **Retribuzione ferie** deve comprendere non solo la paga base, ma anche tutte le indennità variabili percepite abitualmente dal lavoratore. Il caso riguardava alcuni macchinisti di una società di trasporti che rivendicavano l'inclusione di incentivi per attività di condotta e riserva nel calcolo del compenso feriale. La Suprema Corte, confermando la decisione d'appello, ha chiarito che una riduzione della paga durante le ferie agirebbe come deterrente, dissuadendo il dipendente dal fruire del riposo garantito. Inoltre, è stato ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Retribuzione ferie: calcolo indennità variabili
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei macchinisti ferroviari a percepire una retribuzione ferie che includa le indennità variabili legate alle mansioni ordinarie. La decisione si basa sul principio europeo secondo cui il compenso durante il riposo deve essere paragonabile a quello ordinario per evitare un effetto dissuasivo. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, a seguito delle riforme legislative del 2012 e 2015.
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Retribuzione feriale: calcolo e indennità incluse
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei lavoratori ferroviari a includere nella retribuzione feriale gli incentivi per attività di condotta e di riserva. La decisione si fonda sulla nozione europea di retribuzione, che impone che il compenso durante le ferie sia paragonabile a quello ordinario per non dissuadere il dipendente dal fruire del riposo. La Corte ha rigettato il ricorso della società datrice di lavoro, ribadendo che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro in assenza di stabilità reale.
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Retribuzione feriale: calcolo e indennità incluse
La Corte di Cassazione ha confermato che la retribuzione feriale deve comprendere tutte le indennità percepite abitualmente dal lavoratore durante il servizio ordinario. Il caso riguardava alcuni dipendenti con qualifica di capotreno che rivendicavano l'inclusione di indennità specifiche (scorta, riserva e assenza dalla residenza) nel calcolo del compenso per le ferie. La Suprema Corte ha stabilito che escludere tali voci comporterebbe una riduzione economica significativa, agendo come deterrente al godimento del riposo annuale. Tale principio deriva dall'interpretazione europea della retribuzione, volta a garantire che il lavoratore non sia penalizzato economicamente per aver usufruito delle ferie. Infine, è stato ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Retribuzione feriale: calcolo e indennità variabili
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni dipendenti di una società di trasporti ferroviari al computo delle indennità variabili nella retribuzione feriale. Il caso riguardava macchinisti e capotreni che richiedevano l'inclusione di incentivi per attività di condotta, scorta e riserva nel calcolo dei compensi durante le ferie. La Suprema Corte, allineandosi alla giurisprudenza europea, ha stabilito che la retribuzione feriale deve essere paragonabile a quella ordinaria per evitare un effetto dissuasivo sul godimento del riposo. Inoltre, è stato ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Prescrizione decennale: risarcimento danno TFR
Un lavoratore ha agito contro un ente pubblico per ottenere il risarcimento del danno derivante dal tardivo investimento in buoni fruttiferi delle quote accantonate per il trattamento di fine rapporto. La Corte d'Appello aveva inizialmente dichiarato il credito prescritto, applicando il termine quinquennale previsto per gli interessi. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, stabilendo che, trattandosi di un'azione di risarcimento per inadempimento contrattuale, deve applicarsi la prescrizione decennale. Poiché il termine ordinario di dieci anni non era ancora decorso al momento dell'interruzione, il diritto del lavoratore è stato pienamente riconosciuto.
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Prescrizione crediti lavoro pubblico: mansioni superiori senza paga
L'erede di un dipendente pubblico ha citato in giudizio un'Azienda Ospedaliera per ottenere le differenze retributive maturate dal suo defunto parente, che per anni aveva svolto mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione crediti da lavoro pubblico. Il termine di prescrizione di cinque anni per richiedere le somme non pagate inizia a decorrere immediatamente, durante il rapporto di lavoro, e non da un successivo riconoscimento giudiziale del diritto. Di conseguenza, i crediti più vecchi di cinque anni sono stati considerati estinti. L'Azienda Ospedaliera ha vinto la causa.
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Indennità di vacanza contrattuale: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un dipendente sanitario che richiedeva differenze retributive per l'indennità di vacanza contrattuale e il tempo di vestizione. La Corte ha chiarito che l'indennità di vacanza contrattuale è un rimedio provvisorio contro l'inflazione e non può essere cumulata con i successivi aumenti salariali che coprono lo stesso periodo. Inoltre, il tempo per indossare la divisa è considerato orario di lavoro solo se è provata l'eterodirezione del datore di lavoro, circostanza non dimostrata nel caso di specie.
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Riliquidazione Pensione: Cassa Condannata, Vince il Professionista
Un professionista, in pensione dal 2006, ha chiesto la riliquidazione della pensione perché la sua Cassa di Previdenza aveva applicato un nuovo metodo di calcolo più sfavorevole in modo retroattivo. La Cassa aveva considerato gli ultimi 20 anni di reddito anziché i 15 previsti dalla normativa vigente al momento della maturazione del diritto. La Corte di Cassazione ha dato ragione al professionista, confermando il suo diritto alla riliquidazione della pensione. I giudici hanno stabilito che le modifiche peggiorative non possono essere retroattive e devono rispettare il principio del 'pro rata', salvaguardando i diritti già acquisiti dai lavoratori. La Cassa di Previdenza ha perso la causa e dovrà ricalcolare l'assegno e pagare gli arretrati.
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Notifica avviso di addebito: validità e ricorso
Una contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa a contributi IVS, eccependo la prescrizione dei crediti a causa di presunti vizi nella notifica avviso di addebito. La ricorrente sosteneva che la notifica fosse avvenuta tramite posta privata o consegnata a terzi senza l'invio della raccomandata informativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarando inammissibili i motivi poiché introducevano questioni nuove mai sollevate nei gradi di merito e non censuravano correttamente l'accertamento di fatto secondo cui gli atti erano stati firmati personalmente dalla destinataria.
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Principio del pro rata e ricalcolo pensione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un professionista alla riliquidazione della pensione di vecchiaia, ribadendo l'inderogabilità del principio del pro rata. La Cassa di previdenza aveva tentato di applicare criteri di calcolo peggiorativi introdotti nel 2004 a trattamenti maturati precedentemente. La Suprema Corte ha chiarito che il principio del pro rata impedisce modifiche in peius non solo sul sistema di calcolo (retributivo vs contributivo), ma anche sui parametri reddituali utilizzati. È stata inoltre respinta l'eccezione di prescrizione quinquennale, confermando il termine decennale per il diritto al ricalcolo, e stabilita la decorrenza degli interessi dai singoli ratei.
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Pro rata: calcolo pensione e prescrizione decennale
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un professionista alla riliquidazione della pensione di vecchiaia applicando il principio del pro rata. Una Cassa di previdenza aveva tentato di applicare criteri di calcolo peggiorativi, introdotti nel 2004, a un trattamento decorrente dal 2005. Gli Ermellini hanno ribadito che per le pensioni maturate prima del 2007 prevale il regime originario più favorevole. Inoltre, è stata respinta l'eccezione di prescrizione quinquennale: in caso di contestazione sull'ammontare del trattamento, si applica la prescrizione ordinaria decennale poiché il credito non è considerato liquido ed esigibile.
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Pubblico Impiego: prescrizione crediti retributivi
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una lavoratrice che, pur avendo operato formalmente con contratti autonomi presso un ente universitario, ha ottenuto il riconoscimento della natura subordinata del rapporto. Il cuore della controversia riguarda la decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi nel Pubblico Impiego. La Suprema Corte ha confermato che, a differenza del settore privato, nel settore pubblico la prescrizione decorre durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, poiché non si ravvisa quello stato di timore (metus) del licenziamento che giustificherebbe la sospensione dei termini. Entrambi i ricorsi, quello della lavoratrice per la prescrizione e quello dell'ente per la negazione della subordinazione, sono stati rigettati.
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