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Art. 2948 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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689 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Interposizione fittizia: quando l’appalto è nullo
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, riconoscendo una interposizione fittizia di manodopera in un appalto di servizi di trasporto. La Corte ha stabilito che, a causa del controllo diretto e pervasivo esercitato dalla società committente sul lavoratore della ditta appaltatrice, si era instaurato un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato. La sentenza chiarisce anche che il termine di prescrizione per i crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto, data l'assenza di un regime di stabilità reale.
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Indennità funzioni superiori: come si calcola?
Un gruppo di assistenti amministrativi scolastici ha richiesto il pagamento per mansioni superiori svolte. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il calcolo dell'indennità funzioni superiori deve includere l'intera retribuzione del dipendente, anzianità compresa, secondo la Legge 228/2012. Questo metodo può ridurre o azzerare l'indennità per il personale con maggiore esperienza, un principio ritenuto legittimo. La Corte ha anche ribadito che la prescrizione per tali crediti decorre in costanza di rapporto di lavoro.
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Indennità mansioni superiori: calcolo e prescrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti scolastici che svolgevano mansioni superiori. È stato confermato che l'indennità mansioni superiori va calcolata sottraendo l'intero trattamento retributivo goduto dal dipendente dallo stipendio iniziale della qualifica superiore. Inoltre, la prescrizione quinquennale per i crediti retributivi decorre in costanza di rapporto di lavoro, data la stabilità del pubblico impiego.
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Indennità funzioni superiori: la guida al calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28922/2025, interviene sul calcolo dell'indennità funzioni superiori per il personale amministrativo della scuola. Mentre conferma la legittimità del metodo di calcolo che considera l'intera retribuzione del dipendente, stabilisce un principio fondamentale: la 'posizione economica' maturata, pur riducendo l'importo dell'indennità differenziale, deve comunque essere corrisposta. La Corte ha accolto il ricorso su questo punto, impedendo che un elemento retributivo autonomo venga di fatto azzerato, e ha cassato con rinvio la sentenza d'appello.
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Retribuzione ferie: sì alle indennità variabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili corrisposte in modo continuativo, come quelle per attività di scorta e riserva. Confermando la decisione dei giudici di merito, la Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, affermando il principio derivato dal diritto europeo secondo cui la paga durante le ferie deve essere comparabile a quella ordinaria per non dissuadere il lavoratore dal godere del suo diritto al riposo.
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Retribuzione ferie: sì a indennità variabili
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza che la obbligava a includere diverse indennità variabili nella retribuzione feriale dei suoi macchinisti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il concetto di retribuzione ferie, secondo il diritto dell'Unione Europea, deve comprendere qualsiasi importo pecuniario intrinsecamente legato alla mansione, per evitare di dissuadere i dipendenti dal godere del loro diritto al riposo.
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Retribuzione ferie: quali voci includere in busta paga
Una società di trasporti ha contestato la decisione di includere alcune indennità variabili nella busta paga dei dipendenti durante le vacanze. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la retribuzione ferie deve comprendere tutte le componenti retributive continuative e legate alle mansioni, per evitare di scoraggiare i lavoratori dal prendere le ferie. La Corte ha anche precisato che il termine di prescrizione per queste richieste economiche decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8664/2024, ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili connesse alla mansione, come quelle per attività di scorta e riserva. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che una diminuzione sensibile dello stipendio durante le vacanze ha un effetto dissuasivo, contrario al diritto dell'Unione Europea. La decisione rafforza il principio secondo cui la retribuzione durante il riposo deve essere equiparabile a quella dei periodi lavorativi.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzandi iscritti prima del 2006 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una remunerazione adeguata, lamentando la tardiva attuazione delle direttive europee. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la normativa dell'epoca non prevedeva adeguamenti economici e che non sussiste una responsabilità risarcitoria dello Stato, data la discrezionalità lasciata dalle norme UE. La sentenza ribadisce il consolidato orientamento sulla remunerazione medici specializzandi.
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Prescrizione crediti lavoro: stop durante il rapporto
Con l'ordinanza n. 6903/2024, la Cassazione ha respinto il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che la prescrizione crediti lavoro è sospesa durante il rapporto. La decisione si fonda sulla mancanza di stabilità reale del posto di lavoro dopo le riforme del 2012 e 2015, che giustifica la decorrenza del termine solo dalla cessazione del rapporto. L'azienda è stata anche condannata per abuso del processo.
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Prescrizione crediti di lavoro: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6880/2024, ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando un principio consolidato in materia di prescrizione crediti di lavoro. La Corte ha stabilito che, a seguito delle riforme del mercato del lavoro (come la Legge n. 92/2012), il rapporto di lavoro a tempo indeterminato non gode più di un regime di stabilità reale. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale per i crediti retributivi del lavoratore non decorre in costanza di rapporto, ma solo dalla sua cessazione, per via del timore di ritorsioni da parte del datore di lavoro. La società ricorrente è stata anche condannata per abuso del processo.
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Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6773/2024, ha stabilito che la prescrizione crediti lavoro decorre dalla cessazione del rapporto per i diritti non ancora prescritti all'entrata in vigore della Legge 92/2012. Il caso riguardava un lavoratore che chiedeva differenze retributive. La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo validi i crediti maturati nei cinque anni precedenti a un atto interruttivo del 2011 e salvati dalla successiva modifica normativa, che ha sospeso la decorrenza del termine fino alla fine del rapporto lavorativo.
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Inammissibilità del ricorso: regole e termini per opporsi
Una società si oppone a un'intimazione di pagamento per contributi e premi non versati. Dopo la sconfitta in appello, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso, sottolineando come tutti i motivi presentati fossero viziati da difetti procedurali: alcuni sollevati fuori termine, altri privi di specificità, altri ancora proposti per la prima volta in sede di legittimità. La decisione ribadisce l'importanza cruciale del rispetto delle regole processuali nelle controversie di questo tipo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
Un ente previdenziale aveva imposto un "contributo di solidarietà" sulle pensioni dei suoi iscritti basandosi su un proprio regolamento interno. Un pensionato ha contestato questa trattenuta. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che il contributo di solidarietà costituisce una prestazione patrimoniale imposta che, secondo la Costituzione, può essere introdotta solo da una legge. L'autonomia regolamentare dell'ente non può estendersi fino a creare tali prelievi. Il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che solo la legge statale può introdurre prelievi patrimoniali, non le Casse autonome. È stato inoltre chiarito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Prescrizione debiti ereditari: difesa personale
Un lavoratore ha citato in giudizio gli eredi della sua defunta datrice di lavoro per ottenere il pagamento di differenze retributive. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5826/2024, ha affrontato il tema della prescrizione dei debiti ereditari. Ha stabilito che l'eccezione di prescrizione sollevata da alcuni coeredi non si estende a quello che non si è difeso, data la natura parziaria dell'obbligazione. Inoltre, ha chiarito che l'istanza di conciliazione interrompe la prescrizione solo quando viene comunicata al debitore, non con il semplice deposito. Di conseguenza, la Corte ha rigettato sia il ricorso principale dell'erede che quello incidentale del lavoratore.
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Retribuzione ferie: calcolo e indennità variabili
Con l'ordinanza n. 5198/2024, la Corte di Cassazione ha confermato che nel calcolo della retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità variabili, ma erogate in modo continuativo e collegate alla mansione. Escluderle, infatti, creerebbe un disincentivo economico per il lavoratore a godere delle ferie, violando così il diritto europeo. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti contro i suoi dipendenti, allineandosi alla consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
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Prescrizione incentivo esodo: 5 o 10 anni? Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5188/2024, ha stabilito che la prescrizione per l'incentivo all'esodo è di cinque anni. Un ex dipendente aveva richiesto un ricalcolo dell'incentivo, ma la sua domanda è stata respinta perché presentata oltre il termine. La Corte ha chiarito che tale incentivo ha natura retributiva, assimilabile alle indennità di fine rapporto, e non deriva da un accordo novativo che giustificherebbe una prescrizione decennale.
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Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione rinvia
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un caso riguardante la riqualificazione di contratti di collaborazione in lavoro subordinato. La questione centrale, relativa alla decorrenza della prescrizione dei crediti lavoro in caso di contratti a termine successivi, è stata ritenuta meritevole di un rinvio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite, data la sua importanza e la necessità di un orientamento giurisprudenziale uniforme.
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Prescrizione lavoro: Cassazione attende Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul ricorso di un'azienda ospedaliera contro una sua ex collaboratrice, una biologa a cui era stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato. Il rinvio si è reso necessario perché la questione centrale, relativa all'inizio della decorrenza della prescrizione lavoro per i crediti retributivi in contratti a termine illegittimi, è attualmente al vaglio delle Sezioni Unite. L'azienda contestava la decisione della Corte d'Appello su vari punti, inclusa la qualificazione del rapporto e, appunto, la prescrizione dei crediti.
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