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Art. 2697 Codice Civile — Anno 2024

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5108 provvedimenti

Altri anni per Art. 2697 Codice Civile

Contraddittorio preventivo: la Cassazione decide
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IVA. La Cassazione ha accolto il ricorso, sottolineando l'importanza della prova della delega di firma e l'obbligatorietà del contraddittorio preventivo per i tributi armonizzati come l'IVA, a prescindere dall'accesso ai locali. La causa è stata rinviata per un nuovo esame su questi vizi procedurali.
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Merger Leveraged Buy Out: IVA detraibile per la SPV
Con la sentenza n. 22649/2024, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo un importante principio in materia di Merger Leveraged Buy Out. La Corte ha confermato che l'IVA assolta da una società veicolo (SPV) sui costi sostenuti per acquisire una società target è detraibile. Tali costi, infatti, sono considerati attività preparatorie all'esercizio dell'attività economica della futura società risultante dalla fusione, qualificando la SPV come soggetto passivo IVA fin dalla sua costituzione.
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Immobile collabente: quando spetta la categoria F/2
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per la classificazione di un immobile collabente nella categoria F/2. Nel caso analizzato, un contribuente si opponeva alla classificazione A/3 attribuita dall'Agenzia delle Entrate a un edificio fatiscente. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la presenza di un grave degrado strutturale, tale da compromettere la stabilità e annullare la capacità di produrre reddito, giustifica l'attribuzione della categoria F/2, a prescindere da meri errori materiali contenuti nella sentenza impugnata.
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Retribuzione di posizione: quando spetta l’extra?
Un dipendente di un ente pubblico ha richiesto una retribuzione di posizione per incarichi professionali extra. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22636/2024, ha chiarito un punto cruciale: l'indennità professionale non viene assorbita per intero dalla retribuzione di posizione, ma solo fino alla concorrenza della pregressa indennità di impiego. La Corte ha rinviato il caso per un nuovo calcolo, ribadendo che l'onere della prova del corretto pagamento spetta al datore di lavoro.
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Motivazione sentenza tributaria: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della commissione tributaria regionale per grave difetto di motivazione. Il caso riguardava accertamenti fiscali basati su indagini bancarie a una società e ai suoi soci. La Corte ha stabilito che una motivazione sentenza tributaria generica e apodittica, che non analizza specificamente le prove e le posizioni delle parti, rende la decisione nulla. Il giudizio è stato rinviato per un nuovo esame.
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Licenziamento da organo senza poteri: quando è valido?
Un lavoratore impugna il suo licenziamento sostenendo che fosse nullo perché disposto dal Presidente di un Consorzio la cui nomina era stata successivamente dichiarata illegittima. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22618/2024, ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il licenziamento da organo senza poteri non è nullo, ma solo temporaneamente inefficace. L'atto può essere sanato con la ratifica da parte del datore di lavoro, che può avvenire anche implicitamente attraverso la costituzione in giudizio per difendere la validità del recesso.
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Licenziamento disciplinare: la tempestività è relativa
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento disciplinare intimato a un dipendente di banca, nonostante il tempo trascorso tra la scoperta dei fatti e la contestazione. La Corte ha stabilito che il principio di tempestività non è assoluto, ma va valutato in relazione alla complessità delle indagini necessarie per accertare la condotta, specialmente quando emergono più illeciti concatenati. Poiché l'azienda ha dimostrato di aver condotto verifiche articolate e che il ritardo non ha leso il diritto di difesa del lavoratore, il licenziamento è stato ritenuto valido.
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Benefici amianto: onere della prova e allegazioni
La richiesta di un lavoratore per i benefici amianto è stata respinta. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che allegazioni generiche sull'esposizione sono insufficienti. Spetta al lavoratore l'onere della prova, dovendo descrivere in modo dettagliato le modalità lavorative e le occasioni di contatto con l'agente nocivo, un onere non superabile dal principio di non contestazione.
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Reverse charge oro: purezza e non attività del cessionario
La Cassazione ha stabilito che per l'applicazione del reverse charge oro, non è necessario che l'acquirente svolga direttamente l'attività di fusione. Sono sufficienti la purezza del metallo (superiore a 325 millesimi) e la sua non immediata destinazione al consumo, essendo deputato a una nuova trasformazione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva la necessità di verificare l'attività del cessionario.
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Raddoppio dei termini: non si applica all’IRAP
Un imprenditore contesta un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture false. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22589/2024, ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sul raddoppio dei termini per l'accertamento. Sebbene l'estensione dei termini sia legittima in presenza di reati fiscali per imposte sui redditi e IVA, la Corte ha chiarito che tale raddoppio dei termini non si applica all'IRAP, poiché per questa imposta non sono previste sanzioni penali. La causa è stata rinviata per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Reverse charge oro: quando si applica? La Cassazione
Un contribuente ha venduto oggetti d'oro usati applicando il regime del reverse charge. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, sostenendo che si dovesse applicare il regime del margine. La Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente, stabilendo che per l'applicazione del reverse charge oro sono determinanti la purezza del metallo e la sua comprovata destinazione alla fusione e trasformazione, indipendentemente dalla forma iniziale del bene (es. gioiello usato).
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Prescrizione benefici amianto: quando decorre?
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un lavoratore, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione benefici amianto. Il termine decennale non decorre automaticamente dalla data di pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza dell'esposizione nociva. La sentenza d'appello, che aveva respinto la domanda ritenendola tardiva, è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo criterio.
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Tassazione consorzi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22577/2024, ha stabilito importanti principi sulla tassazione consorzi con attività esterna. Il caso riguardava un consorzio che aveva ricevuto versamenti dai soci per la realizzazione di opere di urbanizzazione. La Corte ha confermato la decisione dell'Agenzia delle Entrate, qualificando tali versamenti come corrispettivi per servizi, quindi ricavi imponibili sia ai fini delle imposte dirette che dell'IVA. È stato inoltre chiarito che l'incremento delle rimanenze costituisce reddito e che l'onere di provare la deducibilità dei costi spetta al contribuente. La sentenza ribadisce l'autonoma soggettività tributaria di tali enti.
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Tassazione consorzi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22578/2024, ha rigettato il ricorso di un consorzio contro un avviso di accertamento. La Corte ha confermato la piena soggettività passiva del consorzio con attività esterna ai fini IRES, IRAP e IVA. È stato chiarito che i contributi versati dai consorziati per servizi resi dal consorzio, come la realizzazione di opere di urbanizzazione, costituiscono corrispettivi imponibili. La sentenza ribadisce l'obbligo di ribaltamento dei costi ai consorziati e sottolinea i limiti alla presentazione di nuove eccezioni in appello, confermando la legittimità della tassazione dei consorzi come entità autonome.
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Costi non deducibili: la Cassazione e la sovrafatturazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22572/2024, ha rigettato il ricorso di una società di trasporti contro un avviso di accertamento che contestava la deducibilità di costi derivanti da una consociata slovacca. La Corte ha ritenuto che la decisione dei giudici di merito fosse correttamente fondata su indizi di sovrafatturazione, rendendo irrilevanti le questioni sollevate dalla società circa l'esterovestizione e il transfer pricing. Di conseguenza, i costi sono stati confermati come non deducibili. Il giudizio per i soci è stato invece dichiarato estinto a seguito di definizione agevolata della lite.
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Operazioni inesistenti: prova della buona fede
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22575/2024, ha stabilito che per vincere un accertamento su operazioni soggettivamente inesistenti, il contribuente non può limitarsi a dimostrare la regolarità formale delle transazioni (prezzi di mercato, pagamenti tracciabili). È necessaria una prova più stringente della propria buona fede e dell'aver adottato la massima diligenza per non essere coinvolto in frodi IVA. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva accolto l'appello del contribuente basandosi su elementi ritenuti inidonei a dimostrare l'inconsapevolezza della frode.
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Tassazione consorzi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza 22571/2024, ha chiarito importanti aspetti sulla tassazione consorzi con attività esterna. Ha stabilito che i contributi dei soci per servizi resi costituiscono ricavi imponibili e che l'incremento delle rimanenze finali è reddito. La Corte ha confermato la piena soggettività fiscale di tali enti, respingendo il ricorso di un consorzio edile contro un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate.
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Curatore fallimentare: la sua assenza annulla il processo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di secondo grado in materia tributaria perché, a seguito del fallimento della società contribuente avvenuto in corso di causa, il curatore fallimentare non era stato coinvolto nel giudizio d'appello. La Corte ha stabilito che la mancata integrazione del contraddittorio nei confronti del curatore, unico soggetto legittimato a rappresentare la società fallita, costituisce un vizio insanabile che impone la cassazione della decisione e il rinvio al giudice precedente per la corretta instaurazione del processo.
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Fatture soggettivamente inesistenti: l’onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22543/2024, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di fatture soggettivamente inesistenti. È stato ribadito che l'Amministrazione Finanziaria ha l'onere di provare non solo la natura fittizia del fornitore, ma anche la consapevolezza del cessionario di partecipare a una frode fiscale, elemento che non è stato dimostrato nel caso di specie.
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Lavori extra-contratto: quando spetta il compenso?
Un'impresa individuale ha richiesto a un Comune il pagamento per opere aggiuntive realizzate nell'ambito di un appalto pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'impresa inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello che negava il compenso per i lavori extra-contratto non formalmente autorizzati. La Suprema Corte ha ribadito che il pagamento per tali opere è subordinato a condizioni eccezionali e rigorose, come il riconoscimento formale della loro indispensabilità da parte dell'ente, condizioni non soddisfatte nel caso di specie.
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