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Art. 2697 Codice Civile — Anno 2024

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5108 provvedimenti

Altri anni per Art. 2697 Codice Civile

Contratto di commissione IVA: obblighi vendite online
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23084/2024, ha stabilito che la vendita di beni tramite un intermediario online che opera su una piattaforma di e-commerce configura un contratto di commissione IVA. Di conseguenza, il passaggio della merce dal commerciante (committente) all'intermediario (commissionario) costituisce un'operazione imponibile ai fini IVA che richiede l'emissione di una fattura, rendendo insufficiente il semplice scontrino fiscale. La Corte ha cassato la decisione precedente, sottolineando che l'autonomia operativa dell'intermediario online non esclude la natura del rapporto di commissione, dovendosi guardare alla sostanza economica dell'operazione.
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Inammissibilità appello: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che dichiarava l'inammissibilità di un appello presentato da alcuni medici. La Corte d'Appello aveva ritenuto il gravame inammissibile a causa della presunta genericità dell'atto introduttivo del primo grado. La Cassazione ha chiarito che se un giudice di primo grado non rileva la nullità di un atto e decide nel merito, tale nullità si converte in un motivo di impugnazione e non può essere usata per dichiarare l'inammissibilità dell'appello, che deve invece essere esaminato nel merito.
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Rendita catastale centrale geotermica: cosa include?
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel calcolo della rendita catastale di una centrale geotermica devono essere inclusi tutti i componenti essenziali al suo funzionamento, come pozzi, vapordotti, alternatori e trasformatori. La controversia vedeva contrapposte l'Agenzia delle Entrate e una società energetica riguardo l'aumento della rendita di un impianto. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, affermando il principio dell'unità funzionale ed economica del complesso industriale e cassando la precedente decisione che escludeva i pozzi dalla stima.
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Nullità ricorso introduttivo: errore della Corte d’Appello
Un gruppo di medici si è visto rigettare in primo grado una domanda per il ricalcolo di compensi. La Corte d'Appello ha dichiarato l'appello inammissibile per carenze nell'atto iniziale. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la potenziale nullità del ricorso introduttivo, se non eccepita e decisa nel merito in primo grado, non può essere usata per bloccare l'appello. Il vizio si converte in motivo di impugnazione e la corte di secondo grado deve decidere nel merito.
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Nullità ricorso introduttivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sulla nullità del ricorso introduttivo. Se il giudice di primo grado decide la causa nel merito, senza rilevare vizi, la Corte d'Appello non può successivamente dichiarare l'atto inammissibile per genericità, a meno che non sia uno specifico motivo di impugnazione. La questione era sorta in una controversia tra medici e un'azienda sanitaria per il ricalcolo di compensi. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando per una decisione sul merito.
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Inammissibilità dell’appello: errore della Corte
Un gruppo di medici fa causa per un ricalcolo di compensi. Il Tribunale rigetta la domanda nel merito. La Corte d'Appello dichiara l'inammissibilità dell'appello per genericità della domanda originaria. La Cassazione annulla la decisione, stabilendo che la Corte d'Appello non poteva dichiarare l'inammissibilità dell'appello su una presunta nullità del ricorso di primo grado, ma doveva decidere nel merito.
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Contratto di locazione verbale: quando è nullo?
La Corte di Cassazione chiarisce la sorte del contratto di locazione verbale registrato. Un'inquilina, sfrattata per morosità, sosteneva di essere stata costretta dal proprietario a un accordo verbale, chiedendo la nullità di protezione e la riconduzione del contratto a condizioni legali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: un contratto di locazione verbale, anche se successivamente registrato, è affetto da nullità assoluta per difetto di forma scritta. La tutela speciale per l'inquilino, che permette la riconduzione del contratto, si applica solo ai contratti non registrati, non a quelli registrati ma stipulati oralmente.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla avviso IMU
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IMU per il 2014, la cui base imponibile era fondata su una valutazione immobiliare del 2007. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado che confermava l'atto, ravvisando una motivazione apparente. I giudici d'appello, infatti, avevano ignorato le argomentazioni del contribuente sul cambiamento del valore di mercato in sette anni, utilizzando frasi generiche e apodittiche. La Suprema Corte ha ribadito che una decisione è nulla se le sue ragioni non sono comprensibili, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Fatture inesistenti: la Cassazione e la debenza IVA
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società coinvolta in una frode basata su fatture inesistenti. Il caso riguardava acquisti fittizi da un intermediario monegasco per evadere l'IVA. La Corte ha confermato che, in base al principio di cartolarità, l'IVA indicata su una fattura è sempre dovuta da chi la emette, anche se l'operazione è inesistente, per neutralizzare il rischio di indebita detrazione da parte del destinatario e prevenire danni all'erario.
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Raddoppio termini IRAP: Cassazione chiarisce i limiti
Una società ha contestato un avviso di accertamento per IRAP relativo al disconoscimento di quote di ammortamento derivanti da operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo che il principio del raddoppio termini di accertamento, legato a illeciti penali, non è applicabile all'IRAP. Il caso è stato rinviato alla commissione tributaria regionale per una nuova valutazione.
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Indennità di turnazione: onere della prova e ricorso
Un dipendente pubblico si è visto negare l'indennità di turnazione perché non ha fornito prove sufficienti a dimostrare l'esistenza delle condizioni richieste dal contratto collettivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, sottolineando che l'onere della prova è fondamentale e che l'appello non aveva colto la vera ragione della decisione precedente, basata appunto sulla carenza probatoria e non su un'errata interpretazione della norma.
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Transazione fiscale: estingue il processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo a una contestazione IVA. La decisione si fonda sulla sopravvenuta omologazione di una transazione fiscale nell'ambito di un concordato preventivo presentato dalla società contribuente. Secondo la Corte, tale accordo determina la cessazione della materia del contendere, rendendo inefficace la sentenza impugnata e l'originario avviso di accertamento.
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Diritto di sciopero: limiti e requisiti collettivi
Alcuni dipendenti di una società concessionaria autostradale sono stati sanzionati per assenza ingiustificata dopo aver interrotto il lavoro senza una proclamazione formale. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, stabilendo che per esercitare il diritto di sciopero è indispensabile una deliberazione collettiva, anche se non sindacale. Un'astensione decisa individualmente non costituisce sciopero legittimo.
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Valutazione prova e CTU: la Cassazione decide
In un caso riguardante una servitù di passaggio, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando il principio del potere discrezionale del giudice nella valutazione prova. La Corte ha stabilito che il giudice di merito può legittimamente fondare la propria decisione su una consulenza tecnica (CTU) a discapito di altre, e considerare prove atipiche, purché la sua scelta sia motivata. Il ricorso è stato giudicato inammissibile per carenza di specificità nelle censure.
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Sanzioni apparecchi da divertimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la sanzione a carico di una società fornitrice di apparecchi da divertimento risultati non conformi alla normativa. L'ordinanza chiarisce che le sanzioni per apparecchi da divertimento irregolari si applicano autonomamente a tutti i soggetti coinvolti (distributore, installatore, gestore) e che la pena pecuniaria va calcolata per ogni singolo apparecchio illecito, escludendo sia la responsabilità solidale sia l'applicazione del concorso formale di illeciti.
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Prescrizione crediti tributari: 5 anni per sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26806/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione dei crediti tributari. Sebbene il diritto a riscuotere le imposte (come IRPEF, IVA, IRAP) si prescriva in dieci anni, per le relative sanzioni e interessi il termine è più breve: cinque anni. La Corte ha accolto il ricorso di un contribuente su questo specifico punto, cassando la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato il termine decennale a tutte le voci del debito. È stata invece confermata la validità delle notifiche effettuate dall'Agente della Riscossione tramite posta ordinaria.
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Diritto di cronaca: errore sul reato è diffamazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui limiti del diritto di cronaca, stabilendo che la pubblicazione di una notizia che attribuisce a un soggetto un reato diverso e più grave di quello effettivamente contestato costituisce diffamazione. Nel caso esaminato, una professionista era stata accusata di un reato, ma diverse testate giornalistiche avevano erroneamente riportato un'imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa, ben più grave. La Corte ha confermato la condanna al risarcimento del danno, rigettando le difese dei media. L'ordinanza sottolinea che la verità dei fatti è un requisito essenziale per l'esercizio legittimo del diritto di cronaca e un errore così sostanziale non può essere considerato una svista minore.
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Contratto autonomo di garanzia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26788/2024, si è pronunciata sulla distinzione tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia. Il caso riguardava una polizza assicurativa a garanzia di un contratto d'appalto. La Corte ha confermato che la presenza di clausole come 'a semplice richiesta' qualifica il negozio come contratto autonomo, esonerando il beneficiario dal provare l'inadempimento del debitore principale per ottenere il pagamento. La decisione chiarisce anche i criteri per la liquidazione degli interessi legali.
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Costi operazioni inesistenti: quando sono deducibili?
Una società coinvolta in una "frode carosello" ha cercato di dedurre costi e IVA da operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per la deducibilità dei costi ai fini IRES, il contribuente deve dimostrare la loro effettiva inerenza all'attività d'impresa, anche se consapevole della frode. Per la detrazione IVA, invece, è decisiva la prova della sua inconsapevolezza. La Corte ha annullato la decisione del giudice di merito per non aver effettuato queste specifiche verifiche sui costi operazioni inesistenti.
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Annullamento atto presupposto: effetti a cascata
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'annullamento definitivo di un atto fiscale presupposto, come un avviso di accertamento, provoca l'invalidità di tutti gli atti successivi e dipendenti, come la cartella di pagamento e l'intimazione. Nel caso di specie, essendo stati annullati con sentenze passate in giudicato gli atti impositivi originari per falsità della sottoscrizione, la Corte ha rigettato il ricorso dell'Agente della Riscossione, confermando che l'intera pretesa tributaria aveva perso la sua giustificazione causale.
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