Un soggetto, condannato per associazione mafiosa, subisce la confisca di un immobile per sproporzione tra il valore del bene e il reddito dichiarato. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento perché il giudice di merito non ha valutato un aspetto cruciale sollevato dalla difesa: la mancanza di una correlazione temporale tra l'acquisto dell'immobile, avvenuto nel 2003, e i fatti delittuosi contestati, risalenti al 2008. La sentenza ribadisce che per la confisca sproporzione è necessaria una ragionevole vicinanza temporale tra l'arricchimento e la manifestazione della pericolosità sociale.
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