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Art. 240-bis Codice Penale — Anno 2024

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342 provvedimenti

Altri anni per Art. 240-bis Codice Penale

Sequestro preventivo: la motivazione del periculum
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un sequestro preventivo di 185.000 euro, contestato per difetto di motivazione sul periculum in mora. La Corte ha stabilito che, sebbene la motivazione sia sempre necessaria, le specifiche modalità di occultamento del denaro (suddiviso in involucri e nascosto in una cassetta elettrica) costituiscono una prova implicita e sufficiente del pericolo di dispersione, giustificando così la misura cautelare.
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Confisca di prevenzione: i limiti per i terzi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro una confisca di prevenzione di beni intestati alla moglie, alla figlia e a un'altra terza persona, ma ritenuti nella disponibilità indiretta di un soggetto socialmente pericoloso. La Corte ha ribadito che sui familiari grava una presunzione di intestazione fittizia, superabile solo con una prova rigorosa della lecita provenienza dei fondi e dell'estraneità del proposto all'acquisto e gestione dei beni.
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Estorsione con metodo mafioso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per estorsione con metodo mafioso ai danni di un imprenditore edile. La Corte ha ritenuto che i ricorsi mirassero a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Ha invece accolto il ricorso delle parti civili, annullando la sentenza limitatamente alla liquidazione delle spese legali, giudicata immotivata dalla Corte d'Appello, e rinviando la questione al giudice civile competente.
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Confisca per sproporzione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva la revoca della confisca di una somma di denaro. La Corte ha stabilito che la confisca per sproporzione, basata sulla discrepanza tra patrimonio e redditi leciti di un condannato per gravi reati, una volta divenuta definitiva con sentenza irrevocabile (giudicato), non può essere rimessa in discussione tramite incidente di esecuzione, neanche a seguito di una successiva assoluzione per reati specifici. L'opposizione andava proposta nelle sedi e nei tempi previsti dalla legge.
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Credito ipotecario e confisca: quando il terzo è salvo?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società finanziaria che aveva acquistato un portafoglio di crediti, tra cui un credito ipotecario su un immobile successivamente confiscato per usura. La Corte ha respinto il ricorso della società, stabilendo che l'acquisto del credito dopo la trascrizione del sequestro sul bene non consente di invocare la buona fede. La modalità di acquisto "in blocco" non esonera il cessionario dall'onere di verificare la condizione dei beni, accettando altrimenti il rischio della confisca. Il creditore deve provare l'originaria buona fede e l'incolpevole affidamento, onere non soddisfatto in questo caso.
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Confisca allargata: annullata per motivazione carente
Un soggetto, condannato per reati di droga, si vede applicare in fase esecutiva una confisca allargata su una somma di denaro. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento perché la motivazione della Corte d'Appello sulla sproporzione tra il denaro e i redditi leciti era troppo generica e non fondata su un'analisi oggettiva dei dati finanziari. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che valuti in modo rigoroso la situazione patrimoniale del condannato.
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Confisca per sproporzione: motivazione obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento limitatamente alla confisca di una somma di denaro. La decisione si fonda sulla mancata motivazione del giudice riguardo alla confisca per sproporzione, stabilendo che non è sufficiente affermare che il denaro sia 'provento di spaccio' quando il reato contestato è la sola detenzione di stupefacenti.
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Confisca per sproporzione: il caso della Cassazione
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha impugnato la confisca di oltre 14.000 euro trovati in suo possesso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità della confisca per sproporzione. La Corte ha ritenuto la somma palesemente sproporzionata rispetto al basso reddito dichiarato dall'individuo e ha considerato la giustificazione fornita (denaro di un familiare) generica e non provata, ribadendo l'obbligatorietà di tale misura in assenza di prove sulla lecita provenienza dei fondi.
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Confisca per sproporzione: la Cassazione decide
La Cassazione ha confermato la confisca per sproporzione di una somma di denaro trovata in possesso di un imputato per spaccio di lieve entità. La Corte ha ritenuto legittima l'applicazione della nuova disciplina dell'art. 240-bis c.p., anche retroattivamente, e ha sottolineato che, a fronte di una sproporzione tra il denaro e i redditi leciti, spetta all'imputato fornire una giustificazione credibile e specifica, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Confisca sproporzione: annullata per vizio di forma
Un soggetto, condannato per associazione mafiosa, subisce la confisca di un immobile per sproporzione tra il valore del bene e il reddito dichiarato. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento perché il giudice di merito non ha valutato un aspetto cruciale sollevato dalla difesa: la mancanza di una correlazione temporale tra l'acquisto dell'immobile, avvenuto nel 2003, e i fatti delittuosi contestati, risalenti al 2008. La sentenza ribadisce che per la confisca sproporzione è necessaria una ragionevole vicinanza temporale tra l'arricchimento e la manifestazione della pericolosità sociale.
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Confisca di prevenzione: udienza pubblica è un diritto
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di confisca di prevenzione relativo a numerosi beni. L'annullamento si fonda su due motivi principali: la violazione del diritto a un'udienza pubblica, richiesta dalla difesa ma negata dalla corte d'appello, e la motivazione insufficiente riguardo alla presunta intestazione fittizia di beni a terzi (familiari del soggetto proposto), i quali avevano fornito prove della loro autonomia economica. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Ricettazione denaro: la Cassazione conferma sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18420/2024, ha rigettato il ricorso di due soggetti contro il sequestro di ingenti somme di denaro. La Corte ha stabilito che per configurare la ricettazione denaro non è necessario l'accertamento giudiziale del reato presupposto, potendo la provenienza illecita essere desunta da prove logiche come l'incapacità di fornire giustificazioni plausibili, la cospicua quantità di contante e la presenza di una macchinetta contasoldi. Anche un'eventuale perquisizione illegittima non invalida il sequestro di beni che costituiscono corpo del reato.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo di quote societarie. Il sequestro era stato disposto per il reato di intestazione fittizia di beni, finalizzata a eludere misure di prevenzione patrimoniali. La Corte ha ritenuto i motivi di ricorso infondati, in particolare sulla presunta modifica dell'accusa e sulla mancata valutazione di prove difensive, confermando la solidità del provvedimento basato sulla sproporzione reddituale.
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Confisca per sproporzione: quando si applica?
Un soggetto, indagato per autoriciclaggio, impugnava un decreto di sequestro preventivo per un valore di circa 156.000 euro, sostenendo che l'importo fosse sproporzionato rispetto al profitto del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la confisca per sproporzione è legittima quando vi è una palese disparità tra il patrimonio dell'indagato e i suoi redditi leciti, senza che sia necessario un nesso di pertinenza diretta tra i beni sequestrati e il reato contestato.
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Confisca per sproporzione: no alla retroattività
La Corte di Cassazione ha annullato la confisca di una somma di denaro disposta nei confronti di un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti di lieve entità. La decisione si fonda sul principio di irretroattività della legge penale più sfavorevole. Al momento della sentenza di primo grado, la legge non consentiva la confisca per sproporzione per quel tipo di reato. Una modifica legislativa successiva, che ha esteso l'applicabilità della misura, non può essere applicata a fatti giudicati in precedenza, garantendo così la certezza del diritto.
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Confisca per sproporzione: il denaro è illecito?
Un soggetto condannato per spaccio di stupefacenti impugnava la confisca di oltre 7.000 euro, sostenendo la mancanza di un legame diretto con il reato. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che in casi come questo si applica la confisca per sproporzione. Tale istituto non richiede la prova del nesso diretto tra il denaro e il crimine, ma si basa sulla sproporzione tra la somma e il reddito lecito dell'imputato, il quale ha l'onere di dimostrarne la provenienza legale.
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Confisca sproporzione stupefacenti: la Cassazione
In un caso di detenzione di stupefacenti, la Corte di Cassazione ha annullato una confisca di denaro. La sentenza chiarisce che la confisca ordinaria non è applicabile se il reato contestato è la sola detenzione. Tuttavia, la Corte apre alla possibilità di una confisca per sproporzione, introdotta da una nuova legge, spiegando che tale misura può essere applicata retroattivamente. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione basata sui corretti presupposti normativi.
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Associazione a delinquere transnazionale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di carburanti. La Corte ha stabilito che la specifica aggravante di 'associazione a delinquere transnazionale' non era applicabile, in quanto richiede l'esistenza di due entità criminali distinte (una nazionale e una transnazionale che la supporta), e non una singola associazione che opera oltre confine. Di conseguenza, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione. La Corte ha però rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sulla confisca dei profitti illeciti.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e i motivi nuovi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. Il motivo della decisione risiede nel fatto che il ricorrente si è limitato a riproporre le stesse argomentazioni del precedente atto di impugnazione, senza confrontarsi criticamente con le motivazioni della sentenza impugnata. La Corte ha ribadito che un'impugnazione deve contenere una critica argomentata e specifica, pena l'inammissibilità.
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Ricorso inammissibile: perché la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano una mera ripetizione di quelli già presentati e rigettati in appello, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. Questa decisione sottolinea il principio fondamentale secondo cui l'impugnazione deve contenere una critica argomentata e specifica del provvedimento contestato.
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