Un'importante banca ha ceduto un presunto ramo d'azienda a un'altra società, trasferendo anche un gruppo di dipendenti. I Lavoratori hanno impugnato il trasferimento, sostenendo che le attività cedute non costituissero un vero e proprio ramo autonomo. La Corte d'Appello ha dichiarato nulla la cessione per mancanza di autonomia funzionale delle attività trasferite, ordinando la reintegrazione dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della banca. I giudici hanno chiarito che la cessione di ramo d'azienda richiede che la porzione ceduta sia capace, già al momento dello scorporo, di raggiungere uno scopo produttivo autonomo con i propri mezzi, senza integrazioni esterne. Di conseguenza, i dipendenti hanno diritto a tornare al loro posto di lavoro originario presso la banca.
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