LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 152 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Pagina 9 di 14

280 provvedimenti

Altri anni per Art. 152 Codice di Procedura Civile

Fondo di Garanzia INPS: onere esecuzione forzata
La Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore contro l'INPS per il pagamento del TFR dal Fondo di Garanzia INPS. La Corte ha stabilito che il semplice tentativo di pignoramento, fallito per assenza del debitore, non soddisfa il requisito della previa esecuzione forzata. È necessaria una diligenza attiva del lavoratore nel sollecitare l'ufficiale giudiziario a proseguire l'azione, anche con la forza pubblica.
Continua »
Pensione a superstiti: No se il lavoro non è terapeutico
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla pensione a superstiti a una figlia maggiorenne, totalmente inabile e a carico del genitore defunto, a causa di un'attività lavorativa svolta. Sebbene il lavoro avesse un reddito minimo e una valenza terapeutica attestata da un medico, non rispettava i rigidi requisiti previsti dall'art. 46 del d.l. n. 248/2007. La Corte ha stabilito che, per non perdere il diritto alla pensione, l'attività lavorativa deve essere svolta esclusivamente presso datori di lavoro specifici (come cooperative sociali) e con determinate forme contrattuali (es. apprendistato), condizioni non soddisfatte nel caso di specie. Il basso reddito non è stato ritenuto sufficiente a superare il mancato rispetto di tali presupposti normativi.
Continua »
Compensi professionali avvocato: minimi inderogabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che i compensi professionali dell'avvocato, liquidati secondo i parametri del D.M. 37/2018, non possono essere ridotti dal giudice al di sotto dei minimi tabellari, poiché questi hanno carattere inderogabile. La Corte ha inoltre chiarito che la fase istruttoria deve essere sempre compensata, in quanto unita a quella di trattazione, a prescindere dall'effettivo svolgimento di attività probatorie specifiche.
Continua »
Transazione novativa: contributi non pagati e accordo
La Corte di Cassazione ha stabilito che una transazione novativa tra lavoratore e datore di lavoro sostituisce integralmente le obbligazioni precedenti. Una lavoratrice, dopo aver firmato un accordo che prevedeva la sua riassunzione in cambio della restituzione di una somma, ha contestato tale restituzione sostenendo che l'importo corrispondesse a contributi mai versati dall'azienda. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la natura novativa dell'accordo rende irrilevante l'origine della somma, che diventa un importo predeterminato e non più scindibile in quote retributive o contributive.
Continua »
Termine deposito note scritte: ordinatorio, non perentorio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15331/2024, ha stabilito un principio cruciale riguardo al processo civile durante l'emergenza Covid-19. La Corte ha chiarito che il termine per il deposito delle note scritte, previsto per sostituire l'udienza in presenza, è da considerarsi ordinatorio e non perentorio. Di conseguenza, il deposito tardivo delle note non può essere equiparato alla loro totale omissione e non comporta l'estinzione del processo, la quale si verifica solo se nessuna delle parti deposita alcunché. La sentenza ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato estinto il giudizio per un tardivo deposito.
Continua »
Vivenza a carico: requisiti per la reversibilità
Un figlio disabile si è visto negare la pensione di reversibilità del padre perché non ha provato la 'vivenza a carico'. La Cassazione chiarisce che la non autosufficienza economica non basta: è necessario dimostrare che il genitore provvedeva al mantenimento in modo prevalente e continuativo.
Continua »
Decorrenza pensione di reversibilità: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14910/2024, ha stabilito che la decorrenza della pensione di reversibilità coincide con la data della domanda amministrativa se la richiesta giudiziale è stata esplicitamente limitata a tale periodo. Un ricorso che lamenta un'omessa pronuncia su una presunta domanda implicita di far partire la prestazione dalla data del decesso è stato dichiarato inammissibile, poiché spetta al ricorrente provare i termini della propria domanda e al giudice di merito interpretarli, senza poter eccedere quanto richiesto (vizio di ultrapetizione).
Continua »
Termine decadenziale contributi: la Cassazione decide
Una professionista si è opposta a una richiesta di pagamento di contributi previdenziali. La sua domanda per un versamento ridotto era stata respinta per superamento del termine decadenziale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione precedente, stabilendo che il termine decadenziale imposto dall'ente previdenziale era illegittimo perché rendeva eccessivamente difficile l'esercizio del diritto della contribuente, violando l'articolo 2965 del Codice Civile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Pensione reversibilità nipoti: prova vivenza a carico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14452/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un nipote per ottenere la pensione di reversibilità della nonna. La decisione sottolinea che, per la pensione reversibilità nipoti, non basta rientrare nelle categorie astrattamente previste dalla legge, ma è fondamentale fornire la prova concreta della 'vivenza a carico', ovvero della dipendenza economica dal defunto. Il ricorso è stato inoltre respinto per il principio della 'doppia conforme', avendo i primi due gradi di giudizio deciso allo stesso modo sulla base di una carenza probatoria.
Continua »
Iscrizione lavoratori agricoli: la prova spetta a te
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice per l'iscrizione lavoratori agricoli, stabilendo che, in caso di contestazione da parte dell'INPS, l'onere di provare l'effettiva esistenza del rapporto di lavoro subordinato spetta interamente al lavoratore. Le norme sulla motivazione degli atti amministrativi (L. 241/90) non si applicano, poiché gli atti previdenziali hanno natura meramente ricognitiva di un diritto che sorge dalla legge.
Continua »
Lavoro agricolo e onere della prova: la Cassazione
Una lavoratrice agricola si è vista negare il riconoscimento di 101 giornate lavorative. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo un principio chiave sul lavoro agricolo e onere della prova: se l'ente previdenziale cancella l'iscrizione dagli elenchi, spetta interamente al lavoratore dimostrare l'esistenza, la durata e l'onerosità del rapporto di lavoro. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sul procedimento amministrativo (L. 241/1990), inclusi l'obbligo di motivazione e i limiti temporali all'autotutela, non si applicano a questi atti, poiché i diritti previdenziali sorgono direttamente dalla legge in base a presupposti di fatto.
Continua »
Onere prova lavoratore agricolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13818/2024, ha rigettato il ricorso di una lavoratrice agricola contro la cancellazione dagli elenchi INPS. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: in caso di disconoscimento da parte dell'ente previdenziale, l'onere della prova lavoratore agricolo si sposta su quest'ultimo. Deve essere il lavoratore a dimostrare l'effettiva esistenza, durata e natura del rapporto di lavoro, non potendo fare affidamento su presunte irregolarità procedurali dell'atto di cancellazione dell'INPS, poiché le norme della L. 241/1990 non si applicano in questo contesto.
Continua »
Indennità una tantum: decisivo il sistema contributivo
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'indennità una tantum alla vedova di un assicurato. La Corte ha stabilito che, per ottenere il beneficio, è necessario che la pensione del defunto fosse calcolata con il sistema contributivo, come previsto dalla l. 335/95, interpretata sistematicamente.
Continua »
Disoccupazione agricola: decadenza e diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore agricolo perde definitivamente il diritto all'indennità di disoccupazione agricola se non impugna tempestivamente il provvedimento di cancellazione dagli elenchi anagrafici. L'iscrizione, sebbene non costitutiva del rapporto di lavoro, è un presupposto indispensabile per l'accesso alla prestazione, e la decadenza dal termine per l'impugnazione ha natura sostanziale, estinguendo il diritto.
Continua »
Decadenza pensione: l’azione legale tardiva è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che riconosceva il requisito sanitario per una pensione di inabilità. La Corte ha stabilito che l'azione legale, intentata dall'erede oltre dieci anni dopo la domanda amministrativa, era inammissibile per intervenuta decadenza del diritto. Anche se il requisito sanitario sussisteva, la tardività dell'azione ha comportato la carenza di interesse ad agire, estinguendo ogni possibile pretesa economica e rendendo inutile l'accertamento tecnico.
Continua »
Spese legali previdenza: il limite del valore prestazione
Un ente previdenziale contesta una liquidazione di spese legali di oltre 6.600 euro per una causa relativa a un'indennità di malattia del valore di circa 1.574 euro. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che nelle controversie di questo tipo, le spese legali previdenza non possono mai superare il valore della prestazione economica riconosciuta, annullando così la precedente quantificazione.
Continua »
Errore materiale: Cassazione chiarisce i limiti
Una cittadina ha richiesto la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza della Cassazione, sostenendo che un documento fosse stato erroneamente ignorato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errata valutazione delle prove costituisce un errore di giudizio e non un errore materiale suscettibile di correzione.
Continua »
Decadenza ricorso agricolo: termine perentorio
La Corte di Cassazione ha rigettato l'appello di una lavoratrice, confermando l'inammissibilità della sua domanda di accertamento di lavoro agricolo a causa della decadenza del ricorso agricolo. La Corte ha stabilito che il termine perentorio per l'azione giudiziaria decorre dalla data in cui il provvedimento amministrativo diventa definitivo, indipendentemente da eventuali errori nella scelta dell'organo a cui è stato presentato il ricorso amministrativo, sottolineando l'importanza della certezza del diritto.
Continua »
Decadenza ricorso agricolo: guida alla sentenza
Un lavoratore si è visto negare il riconoscimento di anni di lavoro agricolo a causa della presentazione del ricorso giudiziario oltre i termini di legge. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità, stabilendo che la decadenza del ricorso agricolo decorre dalla definitività del provvedimento amministrativo, anche se l'interessato ha errato nel presentare il precedente ricorso amministrativo a un organo non competente. La certezza del diritto prevale sull'errore procedurale della parte.
Continua »
Decadenza iscrizione agricoli: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una lavoratrice agricola, confermando che la mancata impugnazione del provvedimento di cancellazione dagli elenchi entro i termini di legge impedisce di ottenere le prestazioni previdenziali. La decisione sottolinea il principio di decadenza per l'iscrizione degli agricoli come presupposto fondamentale per il riconoscimento dei diritti connessi.
Continua »