LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1362 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 28 di 40

1577 provvedimenti

Altri anni per Art. 1362 Codice Civile

Indennità agente unico: spetta se le mansioni continuano
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore del settore trasporti a percepire un'indennità agente unico, anche dopo la sua formale soppressione normativa. La decisione si fonda sulla constatazione che il dipendente ha continuato a svolgere in modo continuativo le mansioni accessorie di vendita e controllo biglietti, considerate non rientranti nelle attività ordinarie da svolgersi solo occasionalmente. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro, data l'assenza di un regime di piena stabilità reale.
Continua »
Indennità agente unico: diritto anche se soppressa
La Cassazione conferma il diritto di un dipendente del settore trasporti a percepire l'indennità agente unico, anche dopo la sua formale soppressione, poiché le mansioni accessorie di vendita biglietti continuavano ad essere svolte. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, stabilendo che la continuità della prestazione giustifica la conservazione del trattamento economico equivalente, in applicazione del principio di irriducibilità della retribuzione.
Continua »
Contrattazione collettiva pubblico impiego: quale si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i dipendenti di un ente pubblico, come un consorzio autostradale, si applica esclusivamente la contrattazione collettiva pubblico impiego prevista dalla legge, anche se l'ente ha di fatto applicato per anni un contratto collettivo del settore privato. L'applicazione di un contratto errato non genera diritti acquisiti per i lavoratori, i quali non possono pretendere aumenti retributivi basati su tale contratto inapplicabile.
Continua »
Comunicazione preventiva CIGS: obbligo anche per piloti
Un pilota in Cassa Integrazione ha perso il sussidio per non aver comunicato l'inizio di un nuovo lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato che la comunicazione preventiva CIGS è obbligatoria, anche se il nuovo impiego prevede un periodo di addestramento. L'eccezione del "periodo neutro" si applica solo se l'attività è esclusivamente finalizzata al mantenimento delle licenze, circostanza non provata nel caso di specie.
Continua »
Presunzione di condominialità: la scala è bene comune
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della proprietà delle scale in un condominio. Al centro della disputa, una scala a chiocciola che collega un ballatoio a un lastrico solare, entrambi aree comuni. I giudici hanno stabilito che, in assenza di un atto formale che ne attribuisca la proprietà esclusiva a un singolo condomino (il cosiddetto 'titolo contrario'), la scala deve considerarsi un bene comune. La Corte ha rigettato il ricorso dei condomini che ne rivendicavano la proprietà, confermando il principio della presunzione di condominialità per le strutture funzionalmente essenziali all'uso comune dell'edificio.
Continua »
Contestazione stima CTU: è una difesa, non nuova domanda
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13103/2025, ha chiarito un importante principio in materia di divisione immobiliare. La Corte ha stabilito che la contestazione della stima del valore dei beni elaborata dal Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), anche se sollevata per la prima volta in appello, non costituisce una domanda nuova inammissibile, ma una mera difesa. La vicenda riguardava la divisione di aree comuni (portico e cortile) tra comproprietari. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato inammissibile il motivo di gravame sulla congruità della stima. La Cassazione ha accolto questo specifico motivo, cassando la sentenza e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Retribuzione per ferie: quali voci includere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13044/2025, ha stabilito che le indennità perequativa e compensativa, essendo intrinsecamente legate alle mansioni svolte, devono essere incluse nel calcolo della retribuzione per ferie. La decisione si fonda sul principio eurounitario secondo cui la retribuzione durante le ferie deve essere tale da non dissuadere il lavoratore dal godere del proprio diritto al riposo. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando le sentenze di merito che davano ragione ai dipendenti.
Continua »
Retribuzione per ferie: quali voci includere?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione per ferie deve includere tutte le indennità intrinsecamente connesse alle mansioni svolte dal lavoratore. Nel caso specifico, alcuni dipendenti di una società di trasporti hanno ottenuto il ricalcolo della loro paga feriale per includere varie indennità, come quella per l'assenza dalla residenza. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, affermando che escludere tali voci creerebbe un disincentivo a godere delle ferie, principio contrario alla normativa europea. La valutazione dell'effetto dissuasivo va fatta sulla retribuzione mensile, non annuale.
Continua »
Superminimo assorbibile: quando non può essere toccato
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'azienda di logistica non poteva assorbire il 'superminimo assorbibile' concesso ai dipendenti al momento del loro passaggio di livello automatico. La clausola contrattuale prevedeva l'assorbimento solo in caso di aumenti dei minimi tabellari previsti dal CCNL, e non per progressioni di carriera. La Corte ha quindi confermato il diritto dei lavoratori a mantenere il superminimo, sottolineando la necessità di un'interpretazione letterale e restrittiva delle clausole di assorbimento.
Continua »
Superminimo assorbibile: quando non è legittimo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'azienda non può assorbire l'aumento di stipendio derivante da un passaggio di livello automatico, previsto dal CCNL per anzianità di servizio, nel superminimo assorbibile. La clausola contrattuale che prevedeva l'assorbimento era applicabile solo a futuri aumenti dei minimi tabellari introdotti da nuove leggi o contratti, e non a progressioni di carriera già previste. La Corte ha quindi rigettato il ricorso dell'azienda, confermando la decisione dei giudici di merito a favore della lavoratrice.
Continua »
Accordo transattivo: chi paga i contributi del datore?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un accordo transattivo, la dicitura 'somma lorda' si riferisce all'importo al lordo delle sole trattenute fiscali e previdenziali a carico del lavoratore. I contributi a carico del datore di lavoro rimangono un suo onere, a meno che non sia esplicitamente pattuito il contrario. Il caso riguardava un'opposizione a precetto in cui un'università aveva detratto anche la quota contributiva datoriale dalla somma pattuita con una dipendente in sede di conciliazione, pratica ritenuta illegittima dalla Corte.
Continua »
Inquadramento lavorativo: Cassazione su CCNL e mansioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13040/2025, ha confermato il diritto a un inquadramento lavorativo superiore per i lavoratori di magazzino che utilizzano strumenti tecnologici. La Corte ha stabilito che l'uso di scanner e palmari richiede 'normali conoscenze e adeguate capacità tecnico-pratiche', proprie del 5° livello del CCNL Commercio, e non semplici 'conoscenze pratiche' del 6° livello. La decisione si fonda anche sul principio di non contestazione, poiché l'azienda non aveva specificamente negato le mansioni descritte dai lavoratori.
Continua »
Valore in dogana: quando includere le royalties
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate da una società importatrice al titolare di un marchio devono essere incluse nel valore in dogana delle merci. Ciò avviene quando il licenziante, anche se non è il venditore diretto, esercita un controllo di fatto sull'attività dell'importatore che va oltre la mera verifica di qualità. La Corte ha chiarito che tale controllo, che può riguardare la produzione, la logistica o la distribuzione, rende il pagamento delle royalties una "condizione della vendita", giustificandone l'inclusione nella base imponibile per i dazi.
Continua »
Estinzione del giudizio: la guida alla rinuncia in Cassazione
Una società ha proposto ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello. Le controparti, due istituti bancari, hanno risposto con controricorsi e ricorsi incidentali. Successivamente, tutte le parti hanno reciprocamente rinunciato ai propri atti e hanno accettato le rinunce altrui, chiedendo l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che la rinuncia in Cassazione è efficace di per sé, ma l'accettazione è cruciale per la gestione delle spese processuali.
Continua »
Prescrizione crediti lavoro: il caso del lettore
L'erede di una docente universitaria si è rivolta alla Cassazione dopo che la Corte d'Appello ha drasticamente ridotto le somme dovute per differenze retributive, applicando la prescrizione. Il nodo centrale era la prescrizione crediti di lavoro. La Corte d'Appello ha considerato prescritti i crediti anteriori al 2004, poiché il primo atto interruttivo valido risaliva al 2009. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per i dipendenti pubblici il termine di prescrizione quinquennale decorre durante il rapporto di lavoro, data la sua stabilità. Ha inoltre dichiarato inammissibili le censure procedurali su prove e calcoli, ritenendole tentativi di riesaminare il merito della causa.
Continua »
Improcedibilità ricorso: deposito tardivo in Cassazione
Un'azienda di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza favorevole a un suo dipendente in materia di inquadramento professionale. Tuttavia, la Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per tardivo deposito, poiché l'atto è stato depositato oltre il termine perentorio di 20 giorni dalla notifica. La decisione sottolinea la rigidità dei termini processuali e l'impossibilità per il giudice di esaminare il merito della questione in caso di tale violazione procedurale.
Continua »
Inquadramento superiore: onere della prova in Cassazione
Un tecnico del settore telecomunicazioni ha richiesto il riconoscimento dell'inquadramento superiore, sostenendo di svolgere mansioni complesse e autonome. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile, non per il merito della questione, ma per un vizio formale: il ricorrente non ha depositato il testo integrale del contratto collettivo di riferimento, violando l'onere di specificità. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto delle regole processuali nei ricorsi, specialmente quando si discute l'interpretazione di contratti collettivi per l'inquadramento superiore.
Continua »
Abbandono nave: rotta generica e diritto all’indennizzo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15028/2025, ha stabilito che l'indennizzo assicurativo per la perdita di una nave è dovuto anche se l'imbarcazione ha seguito una rotta diversa da quella preventivata, qualora la polizza descriva il viaggio in termini generici. In questo caso, l'assicuratore non può negare il pagamento, a meno che non provi che la deviazione abbia direttamente influito sul sinistro. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della richiesta di indennizzo tramite l'istituto dell'abbandono nave da parte della società utilizzatrice, subentrata nei diritti della proprietaria originaria.
Continua »
Mandato fiduciario: limiti dell’obbligo di ritrasferimento
Una controversia familiare sull'interpretazione di un mandato fiduciario per l'acquisto di un terreno finisce in Cassazione. La Corte Suprema chiarisce i limiti del proprio sindacato sull'interpretazione del contratto, dichiarando inammissibile il ricorso. La ricorrente sosteneva che l'accordo prevedesse il ritrasferimento di una quota del bene, ma i giudici di merito e di legittimità hanno concluso che l'obbligo fiduciario era limitato ai soli proventi economici derivanti dallo sfruttamento del terreno, non alla sua proprietà.
Continua »
Contratto monofirma: la Cassazione conferma la validità
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di una società e del suo garante contro una banca. La Corte ha confermato la validità del contratto monofirma, ritenendo sufficiente la sola sottoscrizione del cliente se il contratto è redatto per iscritto e una copia è consegnata. Ha inoltre chiarito che il disconoscimento di una copia deve essere specifico, indicando le differenze con l'originale. Infine, ha qualificato la garanzia prestata come un contratto autonomo, limitando le eccezioni opponibili dal garante.
Continua »