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Art. 1362 Codice Civile — Anno 2025

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1577 provvedimenti

Altri anni per Art. 1362 Codice Civile

Posizione organizzativa: non è un diritto al rinnovo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente pubblico non ha un diritto soggettivo al rinnovo di un incarico di posizione organizzativa alla sua naturale scadenza. La decisione di rinnovare o meno tale incarico rientra nel potere discrezionale dell'amministrazione. Nel caso esaminato, un dipendente comunale si era visto negare il rinnovo dell'incarico dopo l'insediamento di un nuovo sindaco. La Corte ha confermato le sentenze dei gradi precedenti, rigettando il ricorso del dipendente e chiarendo che l'ente non è tenuto a fornire una motivazione per la mancata proroga, a differenza di quanto richiesto per una revoca anticipata.
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Appello sentenza giudice di pace: quando è inammissibile
Un cliente riceve in omaggio uno smartphone difettoso da una banca. La sua richiesta di sostituzione viene respinta. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, non entrando nel merito della questione, ma chiarendo i rigidi limiti procedurali per l'appello sentenza giudice di pace quando la decisione è basata su equità per il basso valore della causa.
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Opposizione atti esecutivi: dies a quo e COVID-19
Una debitrice ha proposto opposizione agli atti esecutivi contro un'ordinanza di assegnazione, sostenendo di non aver ricevuto comunicazione dell'anticipazione dell'udienza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della creditrice, stabilendo che durante il periodo di sospensione per l'emergenza COVID-19, il termine di 20 giorni per l'opposizione decorre non da una data presunta ma dal momento dell'effettiva conoscenza dell'atto, ad esempio tramite accesso al fascicolo telematico. La Corte ha precisato che il dovere di diligenza del debitore è attenuato in circostanze così eccezionali.
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Prova ricezione raccomandata: l’onere è del mittente
Una società garante si opponeva a un'ingiunzione di pagamento, sostenendo che il diritto del creditore fosse estinto per decorrenza dei termini. Il creditore affermava di aver inviato una raccomandata, ma senza produrre l'avviso di ricevimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di contestazione, la prova della ricezione della raccomandata spetta al mittente. La sola dimostrazione della spedizione non è sufficiente per attivare la presunzione di conoscenza. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Compensazione impropria: quando la banca può trattenere?
Una società in procedura di concordato preventivo ha citato in giudizio un istituto di credito per la presunta indebita ritenzione di somme incassate per suo conto. La banca aveva utilizzato tali somme per estinguere debiti pregressi della società, invocando la cosiddetta 'compensazione impropria'. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla banca, rigettando il ricorso della società. La Corte ha stabilito che, in presenza di un collegamento funzionale tra il finanziamento concesso e il mandato a incassare i crediti (come nei finanziamenti 'autoliquidanti'), le operazioni costituiscono un rapporto unitario. Pertanto, la banca è autorizzata a trattenere le somme incassate a saldo del proprio credito, configurando un'operazione di mero dare-avere contabile non soggetta alle limitazioni previste dalla legge fallimentare per la compensazione ordinaria.
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Interpretazione convenzione di lottizzazione e confini
Una società immobiliare ha presentato ricorso in Cassazione dopo essere stata condannata dalla Corte d'Appello a rimuovere una rampa di accesso che invadeva la proprietà dei vicini. La società sosteneva che la rampa fosse legittimata da una precedente convenzione di lottizzazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione d'appello. La motivazione centrale si basa sulla corretta interpretazione della convenzione di lottizzazione, la quale non includeva la rampa privata tra le opere previste, distinguendola nettamente dalla strada consortile. La Corte ha ribadito che l'interpretazione dei contratti da parte dei giudici di merito non è sindacabile in sede di legittimità se non per violazione di legge o illogicità manifesta.
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Compensi sportivi: quando sono dovuti i contributi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11196/2025, ha stabilito che i compensi sportivi dilettantistici sono soggetti a contribuzione previdenziale quando l'attività viene svolta con carattere di professionalità. Nel caso specifico, è stato rigettato il ricorso di una società sportiva, confermando che la natura continuativa e l'importo ingente dei compensi erogati agli istruttori configuravano un'attività professionale, escludendola dal regime di esenzione fiscale e contributivo previsto dall'art. 67 del TUIR.
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Contributi consortili: no alla solidarietà tra co-owner
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11178/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di contributi consortili. Un comproprietario non può essere obbligato a pagare l'intero importo del contributo, ma solo la sua quota di competenza. La Corte ha accolto il ricorso di un contribuente, affermando che la natura di onere reale dell'obbligazione non implica la solidarietà tra i debitori. La sentenza chiarisce che il pagamento deve essere ripartito in proporzione alle rispettive quote di proprietà, nel rispetto del principio di capacità contributiva.
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Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha affrontato il tema della prescrizione dei crediti di lavoro. Il caso riguardava la richiesta di differenze retributive da parte di due ex dipendenti nei confronti di un consorzio. La Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso del datore di lavoro che quello dei lavoratori, ribadendo due principi fondamentali: 1) la valutazione dell'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non sindacabile in Cassazione; 2) a seguito della Legge Fornero, il rapporto di lavoro non gode più di una stabilità tale da far decorrere il termine di prescrizione in costanza di rapporto, che quindi inizia solo alla sua cessazione.
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Prescrizione crediti lavoro: l’impatto della Fornero
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un ente e dei suoi ex dipendenti in una controversia su differenze retributive. La Corte ha ribadito che, a seguito della Legge Fornero del 2012, la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla cessazione del rapporto, data la diminuita stabilità del posto. Ha inoltre confermato che la valutazione sull'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità.
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Inadempimento contratto preliminare: quando è grave?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di inadempimento di un contratto preliminare per la vendita di quote di una società immobiliare. La promissaria acquirente si era rifiutata di stipulare il definitivo, lamentando vari inadempimenti della controparte, tra cui la mancata cancellazione di un'ipoteca. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato stabilito che l'inadempimento più grave, tale da giustificare il recesso della parte venditrice e la ritenzione della caparra, era quello della parte acquirente, che si era rifiutata di pagare la quasi totalità del prezzo a fronte di presunte mancanze della controparte ritenute di scarsa rilevanza.
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Fideiussione omnibus: la Cassazione sui motivi ricorso
Due garanti hanno impugnato una sentenza che li condannava al pagamento di un debito societario. Hanno sollevato questioni sulla nullità della Commissione di Massimo Scoperto (CMS), sulla prescrizione e sulla nullità della fideiussione omnibus per violazione di norme antitrust. La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i motivi, confermando la decisione precedente e sottolineando la necessità del rispetto del principio di autosufficienza del ricorso, che impone di esporre in modo completo tutti gli elementi a fondamento dell'impugnazione.
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Registrazioni infedeli LUL: la colpa si presume
Una società è stata sanzionata per aver effettuato registrazioni infedeli nel Libro Unico del Lavoro (LUL) riguardo a trasferte e rimborsi spesa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, stabilendo principi chiave: le dichiarazioni dei lavoratori agli ispettori hanno un forte valore probatorio, gli accordi di conciliazione successivi non annullano l'illecito amministrativo e, in caso di registrazioni infedeli LUL, la colpa del datore di lavoro è presunta, invertendo l'onere della prova.
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Apertura di credito: come provarla senza contratto?
Una società ha citato in giudizio la propria banca per recuperare somme che riteneva indebitamente pagate su un conto corrente, contestando l'applicazione di interessi non pattuiti e anatocismo. La sua richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio perché non è riuscita a fornire prove sufficienti dell'esistenza di una formale apertura di credito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la valutazione degli indizi (come il saldo costantemente negativo o l'applicazione di commissioni) spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, a meno che la motivazione non sia palesemente illogica o inesistente.
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Delimitazione della domanda: i confini del risarcimento
Un noto artista musicale citava in giudizio un collega per diffamazione a causa del testo di una canzone. Successivamente, il collega eseguiva la stessa canzone durante un concerto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, data la formulazione dell'atto di citazione iniziale, il risarcimento del danno era circoscritto unicamente alla pubblicazione del brano e non poteva estendersi all'episodio successivo del concerto. La sentenza sottolinea l'importanza cruciale della corretta delimitazione della domanda giudiziale, la cui interpretazione è riservata al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se non per vizi logici o violazione di canoni ermeneutici.
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Responsabilità solidale appalti: le sanzioni civili
La Corte di Cassazione ha confermato che la responsabilità solidale negli appalti, per obbligazioni sorte prima della riforma del 2012, si estende anche alle sanzioni civili per omessi versamenti contributivi. Un'importante azienda committente è stata condannata a pagare non solo i contributi evasi dalla ditta appaltatrice, ma anche le relative sanzioni, poiché la legge che esclude tale estensione non ha efficacia retroattiva.
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IMU casa coniugale: chi paga per l’area edificabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'assegnazione giudiziale della casa coniugale a un ex coniuge non esonera automaticamente l'altro dal pagamento dell'IMU su un'area edificabile adiacente, se non viene fornita una prova specifica che anche tale area fosse inclusa nell'assegnazione. In questo caso, relativo a una richiesta di pagamento IMU, il ricorso del contribuente è stato respinto perché la sentenza di separazione menzionava l'assegnazione della villa "nella sua interezza" in modo generico, senza riferimenti catastali idonei a includere con certezza l'area tassata. La Corte ha ribadito che l'onere di fornire tale prova spetta al contribuente.
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Licenziamento dirigente: quando è inammissibile il ricorso
Un dirigente impugnava il proprio licenziamento, motivato da una riorganizzazione aziendale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ribadisce i rigidi limiti del giudizio di legittimità, sottolineando che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti o contestare l'apprezzamento delle prove del giudice di merito, se non in casi specifici. Il licenziamento dirigente è stato ritenuto legittimo poiché basato su una reale e documentata riorganizzazione aziendale.
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Licenziamento disciplinare: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un licenziamento disciplinare a carico di un direttore sanitario per comportamento gravemente scorretto verso un'infermiera durante un'emergenza. La Corte ha stabilito che la valutazione della 'particolare gravità' della condotta, che giustifica il licenziamento, spetta al giudice di merito e, se ben motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Onere della prova: contratto con l’editore giuridico
Un professionista si oppone a un decreto ingiuntivo di una casa editrice per la fornitura di materiale, lamentando la mancata consegna di un omaggio e l'applicazione di prezzi errati. Le corti di merito respingono in gran parte le sue difese, sottolineando come l'onere della prova delle proprie affermazioni gravasse su di lui. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito dei quattordici motivi di ricorso, emette un'ordinanza interlocutoria per risolvere una questione procedurale legata alla notifica dell'atto, disponendo l'acquisizione del fascicolo d'ufficio.
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