La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di tre imputati accusati di reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Per i primi due ricorrenti, i giudici hanno dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando le condanne: le loro difese contestavano la ricostruzione dei fatti senza confrontarsi con le prove decisive raccolte dalle forze dell'ordine, come le videoriprese. Al contrario, per il terzo imputato la Suprema Corte ha riscontrato un evidente vizio di motivazione. I giudici di merito lo avevano condannato per tre episodi di spaccio senza tuttavia specificare quali singole cessioni fossero state provate rispetto ai nove episodi inizialmente contestati. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la sentenza nei confronti di questo terzo imputato, rinviando la decisione a un'altra sezione della Corte d'Appello.
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