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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Quinta Civile

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Ragioni d’urgenza: quando l’accertamento è valido
La Cassazione ha respinto il ricorso di una società di servizi funebri contro un accertamento fiscale. L'atto era stato emesso prima del termine dilatorio di 60 giorni per valide ragioni d'urgenza, identificate nel rischio che terzi (parenti dei defunti) potessero alterare le prove. La Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento induttivo basato su elementi gravi, precisi e concordanti.
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Rinuncia al ricorso Cassazione: estinzione del giudizio
L'Amministrazione Finanziaria aveva impugnato una sentenza che annullava un accertamento IRPEF su somme percepite da un contribuente come risarcimento per perdita di chance. Successivamente, l'ente ha presentato una rinuncia al ricorso Cassazione. La Suprema Corte, accogliendo la rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in sede di legittimità la rinuncia non necessita di accettazione per essere efficace e non ha disposto sulle spese per mancata attività difensiva della controparte.
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Doppia presunzione: quando è lecita secondo la Corte?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due amministratori di una società cooperativa, riqualificata dal Fisco come società di fatto. La Corte ha confermato che non esiste un divieto assoluto di 'doppia presunzione' e che le dichiarazioni di terzi, se corroborate da altre prove, sono sufficienti a fondare un accertamento fiscale. La riqualificazione è stata ritenuta legittima sulla base di elementi che dimostravano l'assenza di un reale scopo mutualistico e la presenza di una gestione societaria tipica di una società di persone.
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Società di fatto: prova e presunzioni fiscali
Due amministratori di una società cooperativa sono stati oggetto di un accertamento fiscale che ha riqualificato la loro entità come una società di fatto. La Corte di Cassazione ha respinto il loro ricorso, confermando la decisione. La Corte ha stabilito che le dichiarazioni di terzi, se supportate da altri elementi probatori, sono sufficienti per dimostrare la natura fittizia di una cooperativa. Inoltre, ha definitivamente rigettato il principio del "divieto di doppia presunzione", affermando che un fatto accertato tramite presunzione può validamente costituire la base per un'ulteriore deduzione logica, legittimando così la riqualificazione in società di fatto.
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Notifica ricorso inammissibile: guida pratica
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile a causa della mancata rinnovazione della notifica entro i termini stabiliti. Il caso evidenzia come un vizio di notifica, seppur sanabile, possa portare alla chiusura definitiva del processo se non si adempie all'ordine del giudice. L'ordinanza sottolinea l'importanza cruciale della correttezza procedurale e le gravi conseguenze di un errore, rendendo la notifica ricorso inammissibile.
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Notifica cartella di pagamento: guida alle regole
Una società ha impugnato diverse cartelle di pagamento sostenendo vizi di notifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando principi chiave sulla notifica cartella di pagamento. Ha stabilito la validità della consegna a mezzo posta al portiere senza successiva raccomandata informativa e ha chiarito che le irregolarità formali nella notifica via PEC, come l'uso del formato .pdf o l'indirizzo del mittente non presente in pubblici registri, non causano nullità se l'atto ha raggiunto il suo scopo e non è stato provato un pregiudizio al diritto di difesa.
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Esenzione accise energia: quando è legittima?
Un consorzio energetico ha richiesto l'esenzione sulle accise per l'elettricità fornita ai suoi membri, sostenendo di essere un autoproduttore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la cessione di energia ai consorziati non costituisce autoconsumo e quindi non beneficia dell'esenzione accise energia. La Corte ha inoltre precisato i limiti del principio di legittimo affidamento e ha dichiarato inammissibili le doglianze sugli interessi per difetto di autosufficienza del ricorso.
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Sospensione termini impugnazione: cumulo e calcolo
Una società tecnologica ha impugnato un avviso di accertamento per costi di sponsorizzazione ritenuti fittizi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. La decisione si fonda sulla corretta interpretazione delle norme sulla sospensione termini impugnazione, chiarendo che la sospensione speciale di sei mesi prevista da una legge del 2017 si aggiunge cumulativamente al termine ordinario, senza che la sospensione feriale possa ulteriormente prolungarlo.
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Accertamento induttivo: onere della prova del Fisco
Una società impugnava un avviso di accertamento induttivo per IVA, emesso a seguito dell'omessa presentazione della dichiarazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che in tali casi l'onere della prova si inverte, spettando al contribuente dimostrare l'infondatezza della pretesa fiscale con prove concrete, e non con mere asserzioni generiche.
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Errore di fatto: quando la Cassazione nega la revoca
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per una società estinta, agendo come "consegnatario". L'appello è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto proposto in nome della società. Il contribuente ha chiesto la revocazione per errore di fatto, ma la Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la qualificazione giuridica della parte è un'attività valutativa del giudice. Un eventuale sbaglio costituisce un errore di diritto, non un errore di fatto, e quindi non è motivo di revocazione.
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Accertamento con adesione: quando sospende i termini?
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso tributario perché tardivo. Il contribuente aveva presentato un'istanza di annullamento in autotutela, credendo erroneamente che sospendesse i termini per l'impugnazione, effetto che la legge riserva solo all'istanza di accertamento con adesione. Questa ordinanza sottolinea la cruciale differenza tra i due istituti e le conseguenze procedurali.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda del settore elettronico contro un avviso di accertamento per operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha ribadito che spetta all'amministrazione finanziaria provare, anche tramite indizi, la fittizietà del fornitore e la consapevolezza del cessionario. Quest'ultimo deve poi dimostrare di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto nella frode, non essendo sufficiente la mera regolarità contabile. La sentenza affronta anche la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento in presenza di reati tributari.
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Onere della prova frode IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso di una società del settore elettronico contro un avviso di accertamento per operazioni soggettivamente inesistenti. La decisione ribadisce i principi sull'onere della prova frode IVA: spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare gli elementi oggettivi della frode e la consapevolezza del contribuente, mentre quest'ultimo deve provare di aver agito con la massima diligenza, non essendo sufficiente la mera regolarità formale dei documenti.
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Esenzione IMU scuole paritarie: quando l’attività è non commerciale
Un istituto religioso ha richiesto l'esenzione IMU per la sua scuola, sostenendo che l'attività fosse non commerciale dato che la retta era inferiore al costo medio nazionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per l'esenzione IMU scuole paritarie, non basta una retta bassa, ma serve un corrispettivo "simbolico", ovvero talmente irrisorio da non essere un vero pagamento per il servizio. La Corte ha sottolineato che la valutazione deve essere complessiva, analizzando tutte le attività economiche dell'ente e che l'onere della prova spetta al contribuente.
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Accertamento bancario professionisti: la Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dell'accertamento bancario professionisti, confermando la piena validità della presunzione legale secondo cui i versamenti su conto corrente costituiscono reddito non dichiarato, a meno che il contribuente non fornisca prova contraria. Il caso trae origine da un avviso di accertamento notificato a un avvocato a seguito di indagini bancarie. La Corte ha respinto sia il motivo procedurale relativo alle modalità di notifica dell'appello, sia quello di merito, chiarendo che la sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014 ha escluso la presunzione solo per i prelevamenti e non per i versamenti.
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Canoni di locazione non riscossi: quando si pagano?
Una società immobiliare è stata tassata su affitti non pagati. La Corte di Cassazione ha confermato che, per i redditi d'impresa, i canoni di locazione non riscossi devono essere dichiarati secondo il principio di competenza fino alla risoluzione del contratto. Un accordo transattivo successivo è stato ritenuto irrilevante per le imposte già maturate.
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Estinzione del giudizio: la pace fiscale ferma il processo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30943/2024, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario a seguito dell'adesione di una società contribuente alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Poiché l'Amministrazione Finanziaria non si è opposta nei termini, la Corte ha confermato che la procedura si conclude, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza l'obbligo per il ricorrente di versare il doppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un contenzioso tributario. La società ricorrente, durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando la prima rata. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha presentato opposizione, la Corte ha applicato la normativa che prevede, in tali circostanze, la chiusura del procedimento. Le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Motivazione apparente: quando una sentenza è nulla?
Una società si è vista negare il riporto di perdite fiscali perché ritenuta 'non operativa'. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la decisione basandosi su un'altra sentenza non definitiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, chiarendo i criteri per definire una motivazione apparente, distinguendo tra sospensione obbligatoria e facoltativa del processo e affrontando il vizio di omessa pronuncia. La Corte ha stabilito che il richiamo a una sentenza precedente, anche non definitiva, non rende la motivazione apparente se permette di comprendere l'iter logico-giuridico seguito dal giudice.
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Accertamento sintetico: quando la motivazione è valida?
Un contribuente ha impugnato un accertamento sintetico per IRPEF, lamentando la mancanza di un effettivo contraddittorio con l'Amministrazione Finanziaria e una motivazione apparente da parte dei giudici di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la motivazione della sentenza d'appello, pur richiamando quella di primo grado, era sufficiente e non apparente. La Corte ha confermato che il contraddittorio si era svolto correttamente e ha dichiarato inammissibile la censura sull'omesso esame delle prove, poiché formulata in modo errato per aggirare limiti processuali.
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