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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2025

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1342 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Ricorso inammissibile: il diritto condizionato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato dall'erede di un imprenditore contro lo Stato per un risarcimento danni legato a una concessione per un casinò. La decisione si fonda su motivi procedurali, in particolare sulla mancata contestazione di tutte le 'rationes decidendi' della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che il diritto vantato non era immediatamente esigibile, ma condizionato a specifici accordi mai stipulati, rendendo l'appello formalmente errato e, di conseguenza, inammissibile.
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Valutazione delle prove: quando il ricorso è inammissibile
Un automobilista ha subito danni a causa di una buca stradale non segnalata. Dopo aver vinto la causa per risarcimento danni contro il Comune sia in primo grado che in appello, l'ente pubblico ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando una errata valutazione delle prove da parte dei giudici. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non può riesaminare i fatti o l'apprezzamento delle prove, compiti che spettano esclusivamente ai giudici di merito.
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Credito d’imposta gasolio: No per veicoli con FAP
La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito d'imposta gasolio per autotrasporto non spetta ai veicoli originariamente omologati come Euro 2, anche se successivamente dotati di filtri antiparticolato (FAP) che ne migliorano le prestazioni ambientali. La Corte ha chiarito che, ai fini dell'agevolazione fiscale, rileva unicamente la categoria Euro assegnata al momento della prima immatricolazione e non la classe ambientale effettiva raggiunta in seguito a modifiche tecniche.
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Tutela dell’utilizzatore: i diritti nel leasing
La Corte di Cassazione chiarisce i confini della tutela dell'utilizzatore in un contratto di leasing quando il bene fornito si rivela difettoso. Se il rapporto contrattuale diretto tra utilizzatore e fornitore viene meno, sostituito da un'operazione di leasing, l'utilizzatore non può chiedere la risoluzione del contratto di vendita. La sua unica azione possibile verso il fornitore è quella di risarcimento del danno extracontrattuale. Il caso riguardava un'imprenditrice che aveva ricevuto un distributore automatico non funzionante.
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Prova dell’usura: quando il ricorso è inammissibile
Un debitore si è opposto a un decreto ingiuntivo, sostenendo che i prestiti ricevuti fossero usurari. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la tesi per mancanza di prove sufficienti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità. Il punto cruciale è stata l'insufficiente prova dell'usura fornita dal ricorrente, che ha portato alla conferma delle decisioni precedenti.
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Decadenza potere impositivo: i termini per l’avviso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune, confermando la decadenza del potere impositivo per un avviso di accertamento TARI relativo al 2013 ma notificato solo nel 2019. La Corte ha chiarito che il termine quinquennale per la notifica decorre dall'anno in cui la dichiarazione doveva essere presentata, che per un'occupazione preesistente coincide con l'anno d'imposta stesso. Di conseguenza, il termine scadeva il 31 dicembre 2018, rendendo l'atto successivo tardivo e nullo.
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Collaborazioni eterorganizzate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori che chiedevano il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato, basandosi sulla disciplina delle collaborazioni eterorganizzate (art. 2 D.Lgs. 81/2015). La Corte ha stabilito che i lavoratori non avevano fornito prova sufficiente che le modalità di esecuzione della prestazione, come tempi e luoghi, fossero organizzate unilateralmente dal committente. La sentenza chiarisce che l'onere della prova spetta al lavoratore.
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Valutazione CTU: Inammissibile il ricorso in Cassazione
Un lavoratore, licenziato a seguito di lettere anonime, ha citato in giudizio un collega ritenendolo l'autore. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di risarcimento per 'assenza di certezza', discostandosi dalla perizia tecnica (CTU). La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore, stabilendo che la critica alla valutazione CTU fatta dal giudice di merito non costituisce un valido motivo di ricorso se non vi è un'omissione nell'esame di un fatto storico decisivo. La decisione rafforza la discrezionalità del giudice di merito nell'analisi delle prove.
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Ricalcolo TFS: servizio non di ruolo vale? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando il diritto di un lavoratore al ricalcolo TFS (Trattamento di Fine Servizio) includendo un periodo di servizio non di ruolo svolto in convenzione. La decisione si fonda sul principio di automatismo delle prestazioni previdenziali e sulla continuità del rapporto di lavoro, superando una precedente interpretazione restrittiva di una legge regionale.
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Attendibilità bilanci: la prova contro il fallimento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due ex soci contro il fallimento della loro S.r.l. La Corte ha stabilito che i bilanci prodotti per dimostrare la solvibilità non erano sufficienti, data la loro dubbia attendibilità. I documenti erano stati redatti e depositati solo dopo la sentenza di fallimento e non erano supportati da prove adeguate a giustificare una drastica riduzione del debito. La sentenza ribadisce che il giudice ha il potere di valutare l'attendibilità dei bilanci, che non costituiscono prova legale assoluta.
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Rimborso IVA: no all’azione diretta contro il Fisco
Una società operante nel settore dei giochi chiedeva il rimborso IVA versata sugli oneri generali di sistema nelle bollette energetiche. La Corte di Cassazione ha negato la possibilità di un'azione diretta contro l'amministrazione finanziaria, stabilendo che il soggetto che ha pagato l'IVA in via di rivalsa deve agire civilmente contro il proprio fornitore per la restituzione delle somme non dovute. L'azione diretta verso il Fisco è ammessa solo in casi eccezionali di provata impossibilità di recupero dal fornitore.
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Contributi INPS socio: esclusi gli utili da Srl
La Corte di Cassazione ha stabilito che i contributi INPS di un socio lavoratore non devono essere calcolati sugli utili percepiti da una società di capitali (S.r.l.) nella quale egli detiene una partecipazione senza svolgere attività lavorativa. La sentenza chiarisce che la base imponibile per i contributi INPS del socio deve includere solo i redditi d'impresa, escludendo i redditi di capitale come i dividendi da partecipazioni passive, in linea con la distinzione operata dalla normativa fiscale.
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Contributi previdenziali socio: esclusi utili da Srl
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7267/2025, ha stabilito che i redditi derivanti dalla mera partecipazione a una società di capitali (S.r.l.), senza prestazione di attività lavorativa, non rientrano nella base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali socio per la gestione commercianti. Il caso riguardava un agente di commercio a cui l'INPS richiedeva contributi sugli utili percepiti come socio di una S.r.l. La Corte ha chiarito che tali utili sono 'redditi di capitale' e non 'redditi d'impresa', e quindi sono esclusi dal calcolo contributivo, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Contributi INPS: no su utili da S.r.l. senza lavoro
La Corte di Cassazione ha stabilito che i Contributi INPS per la gestione commercianti non sono dovuti sugli utili derivanti dalla mera partecipazione in una S.r.l., se il socio non vi svolge attività lavorativa. L'ordinanza chiarisce che tali proventi sono classificati come 'redditi di capitale' e non 'redditi d'impresa', e pertanto sono esclusi dalla base imponibile contributiva. La decisione conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato, respingendo il ricorso dell'Istituto Previdenziale.
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Risarcimento in forma specifica: limiti e obblighi
Un lavoratore, licenziato da un'azienda subentrante, ha citato in giudizio l'impresa originaria chiedendo la reintegrazione sulla base di un vecchio accordo di garanzia occupazionale. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che quando un'azienda si impegna a garantire che un terzo mantenga l'occupazione, la violazione di tale patto non consente un risarcimento in forma specifica (come la reintegrazione), ma solo un risarcimento monetario. La sentenza distingue nettamente tra l'obbligo di garantire l'azione di un terzo e l'obbligo di agire direttamente.
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Nullità fideiussione ABI: onere della prova in appello
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di nullità di fideiussione basata sullo schema ABI anti-concorrenziale. L'ordinanza chiarisce che, sebbene l'eccezione di nullità possa essere sollevata per la prima volta in appello, spetta alla parte che la solleva l'onere di fornire una prova specifica e tempestiva dei fatti costitutivi. La Corte ha rigettato il ricorso di due garanti, confermando la decisione d'appello che aveva respinto l'eccezione per genericità e assenza di prove, sottolineando che il provvedimento della Banca d'Italia è un atto amministrativo e non una legge che il giudice deve conoscere d'ufficio.
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Inammissibilità Ricorso: la Cassazione e i requisiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza di azione revocatoria. La decisione si basa su motivi procedurali, come la commistione dei motivi di ricorso e l'applicazione del principio della 'doppia conforme', che impedisce il riesame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi. La Corte ha sanzionato la società ricorrente per lite temeraria, sottolineando l'importanza dei requisiti di ammissibilità del ricorso.
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Licenziamento disciplinare: quando inizia il termine?
La Corte di Cassazione conferma un licenziamento disciplinare, chiarendo due principi chiave. Primo: il datore di lavoro è l'ente che stipula il contratto, non quello che lo finanzia. Secondo: il termine per concludere il procedimento disciplinare decorre non dalla mera notizia del fatto, ma dall'acquisizione di tutti gli elementi necessari a una valutazione completa della condotta del dipendente.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla mancanza di un 'interesse ad agire', poiché il ricorrente non ha dimostrato di subire un pregiudizio concreto e attuale, come richiesto dalla normativa vigente per l'impugnazione estratto di ruolo. Il contribuente è stato anche condannato per abuso del processo.
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Prova indiziaria: Cassazione su fatture inesistenti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente riguardo la deducibilità di costi per l'acquisto di carburante. L'ordinanza stabilisce che una solida prova indiziaria, basata su elementi gravi, precisi e concordanti come dichiarazioni di dipendenti e irregolarità contabili, è sufficiente a fondare l'accertamento per operazioni inesistenti e a spostare l'onere della prova sul contribuente.
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