LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2025

Pagina 35 di 40

1342 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Pro-rata di detraibilità: quando un’attività è occasionale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12468/2025, ha rigettato il ricorso di un contribuente in tema di pro-rata di detraibilità IVA. I giudici hanno stabilito che, per escludere un'attività esente dal calcolo del pro-rata, il contribuente ha l'onere di provare la sua natura meramente occasionale e accessoria rispetto a quella principale. Nel caso specifico, il notevole volume d'affari generato dall'attività di intermediazione finanziaria rispetto a quella immobiliare ha smentito tale occasionalità, rendendo legittima l'applicazione del pro-rata da parte dell'Amministrazione Finanziaria.
Continua »
Detrazione credito IVA: i termini per la correzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva tentato di recuperare un credito IVA sorto nel 2012 inserendolo direttamente nella dichiarazione del 2015. I giudici hanno confermato che la detrazione credito IVA doveva essere esercitata, al più tardi, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto era sorto. L'inserimento in una dichiarazione successiva, senza una preventiva dichiarazione integrativa, è stato ritenuto illegittimo.
Continua »
Legittimazione attiva: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto individuale in una controversia sull'indennità di avviamento commerciale. La decisione si fonda sulla carenza di legittimazione attiva, poiché il ricorrente non era mai stato parte nei precedenti gradi di giudizio, che vedevano contrapposte esclusivamente due società. La Corte ha sottolineato che solo chi è stato formalmente parte del processo può impugnare la sentenza.
Continua »
Prescrizione indebito retributivo: la Cassazione
Un ente previdenziale ha tentato di recuperare somme indebitamente versate a un dipendente a titolo di assegno ad personam dopo oltre dieci anni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la prescrizione del diritto. La decisione sottolinea che l'interpretazione degli accordi è di competenza dei giudici di merito e che la prescrizione dell'indebito retributivo decorre da quando il diritto può essere esercitato, non da quando l'ente decide di agire.
Continua »
Responsabilità esclusiva amministratore: Cassazione
Un amministratore ha citato in giudizio la società controllante e i suoi esponenti, sostenendo di essere stato indotto con l'inganno ad accettare l'incarico, subendo danni a seguito del fallimento della società amministrata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le sentenze dei gradi precedenti. La decisione si fonda sul principio della responsabilità esclusiva dell'amministratore, la cui condotta gravemente negligente – come l'aver svolto un ruolo puramente formale e non essere mai entrato in possesso della contabilità – è stata identificata come l'unica causa dei danni da lui stesso lamentati, interrompendo qualsiasi nesso causale con le presunte condotte illecite dei convenuti.
Continua »
Prescrizione cartelle pagamento: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12509/2025, ha rigettato il ricorso di un contribuente, confermando che la prescrizione delle cartelle di pagamento per tributi erariali come IVA e imposta di registro è decennale e non quinquennale. La Corte ha inoltre chiarito che l'eccezione di interruzione della prescrizione può essere sollevata dall'Amministrazione finanziaria anche per la prima volta in appello, configurandosi come mera difesa.
Continua »
Ricorso inammissibile: perché è cruciale la critica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12513/2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile perché il ricorrente non ha specificamente contestato la 'ratio decidendi' della decisione impugnata. Il caso riguardava una cartella di pagamento emessa sulla base di una precedente sentenza tributaria. La Corte ha ribadito che un'impugnazione deve consistere in una critica mirata ai fondamenti giuridici della decisione precedente, altrimenti si configura come un 'non motivo', portando all'inammissibilità.
Continua »
Tempo divisa: sì al compenso extra se previsto
Un infermiere ha ottenuto il pagamento di 10 minuti giornalieri per il cosiddetto 'tempo divisa'. L'azienda sanitaria datrice di lavoro ha sostenuto che tale tempo fosse già incluso in un compenso forfettario per il cambio turno. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'azienda inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha chiarito che se il contratto integrativo aziendale migliora una specifica voce (il cambio consegne) non può implicitamente peggiorare un'altra (il tempo divisa), che resta dovuta separatamente.
Continua »
Rinuncia agli atti: estinzione del giudizio e spese
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza le conseguenze della rinuncia agli atti presentata da un'agente della riscossione in un contenzioso tributario. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che, in assenza di attività difensiva delle controparti, non vi è luogo a provvedere sulle spese. Inoltre, ha chiarito che la rinuncia non comporta il pagamento del doppio contributo unificato, data la natura eccezionale e sanzionatoria di tale misura.
Continua »
Qualifica superiore: quando non spetta al ricercatore
Un ricercatore, agendo come responsabile scientifico di progetto, ha richiesto il riconoscimento della qualifica superiore di Dirigente di Ricerca. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. È stato chiarito che il ruolo di responsabile scientifico non equivale automaticamente alle funzioni e all'autonomia gestionale del dirigente, poiché l'attività si svolgeva nell'ambito di progetti definiti e con risorse fornite dall'ente. L'appello è stato respinto per la genericità dei motivi e per il tentativo di ottenere un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
Continua »
Mansioni superiori: la Cassazione sul compenso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, si è pronunciata sul calcolo delle differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori nel pubblico impiego. È stato stabilito che in caso di assegnazione illegittima, cioè in assenza di un formale provvedimento, al lavoratore spetta la differenza tra il trattamento economico iniziale della qualifica superiore e quello percepito, come previsto dall'art. 52 del D.Lgs. 165/2001. Le più favorevoli disposizioni del contratto collettivo (CCNL) si applicano solo ai casi di assegnazione legittima e formale, escludendo una disparità di trattamento data la diversità delle situazioni.
Continua »
Improcedibilità ricorso: notifica e onere della prova
La richiesta di gratuito patrocinio di un cittadino straniero è stata respinta per dubbi sulla sua identità. Il successivo appello alla Corte di Cassazione è stato dichiarato inammissibile a causa della mancata prova della tempestiva notifica del ricorso alle controparti, un vizio procedurale fatale che ha comportato l'improcedibilità del ricorso stesso e sanzioni per il ricorrente.
Continua »
Spoglio del possesso: basta la colpa per la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spoglio del possesso a carico di un soggetto che aveva autorizzato la sostituzione della serratura di una cantina. Secondo la Corte, per configurare l'illecito non è necessario il dolo specifico (l'intenzione di privare altri del bene), ma è sufficiente la colpa, ovvero la consapevolezza di agire contro la volontà, anche presunta, del possessore. Nel caso di specie, il precedente possessore, non avendo alcun titolo per detenere l'immobile, ha agito con negligenza autorizzando la rottura di un lucchetto apposto dal nuovo legittimo proprietario, commettendo così spoglio del possesso.
Continua »
Principio di non contestazione: limiti e applicazione
Un contribuente agisce per il risarcimento del danno contro l'Agenzia delle Entrate a seguito di un avviso di liquidazione errato, successivamente annullato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo i limiti del principio di non contestazione: esso si applica solo ai fatti materiali allegati dalle parti e non alle valutazioni giuridiche o alla prova della colpa della Pubblica Amministrazione, elemento necessario per ottenere il risarcimento.
Continua »
Dolo decettivo: quando la negligenza esclude l’annullamento
Un imprenditore vende un immobile accettando in pagamento un credito inesistente. La Corte di Cassazione conferma la validità del contratto, negando l'annullamento per dolo decettivo. La ragione risiede nella negligenza dell'imprenditore, che non ha usato l'ordinaria diligenza per verificare l'esistenza del credito. La sentenza sottolinea che il dolo è rilevante solo se l'inganno è idoneo a trarre in errore una persona di normale avvedutezza.
Continua »
Causa petendi: errore sulla natura della domanda legale
Una società fotografica ha citato in giudizio una casa di moda per il pagamento di un servizio. Dopo aver perso in primo grado, ha modificato la sua richiesta in appello, sostenendo una violazione del diritto d'autore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la natura della domanda legale (la 'causa petendi') non può essere alterata nel corso del processo. La decisione evidenzia l'importanza di definire correttamente e in modo coerente il fondamento della propria pretesa sin dall'inizio.
Continua »
Comodato e usucapione: il giudicato lo esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che rivendicava l'usucapione di un terreno. La Corte ha stabilito che l'esistenza di un precedente giudicato, che aveva accertato un rapporto di comodato tra le parti, esclude la configurabilità di un possesso utile all'usucapione, qualificando la relazione con il bene come mera detenzione. Viene così confermata la decisione che obbliga alla restituzione del fondo al legittimo proprietario.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per fondi detenuti all'estero nell'anno 2000. La Corte ha confermato la legittimità del raddoppio termini accertamento, chiarendo che la norma applicabile era quella vigente al momento in cui il termine ordinario non era ancora scaduto. Anche se la presunzione legale di evasione del 2009 non è retroattiva, l'Amministrazione Finanziaria può comunque provare l'evasione tramite presunzioni semplici, gravi, precise e concordanti. Infine, è stato ribadito che il condono tombale non estende i suoi effetti ai capitali illecitamente esportati e non regolarizzati.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una procedura fallimentare, dopo aver presentato ricorso contro un decreto del Tribunale, ha successivamente depositato una dichiarazione di rinuncia. La controparte ha accettato la rinuncia e ha acconsentito alla compensazione delle spese. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in caso di rinuncia al ricorso accettata non vi è pronuncia sulle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Interpretazione contratto: limiti del ricorso in Cassazione
Una società edile ricorre in Cassazione contestando l'interpretazione contratto fornita dalla Corte d'Appello riguardo a una serie di accordi per la costruzione di un opificio. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito. Se l'interpretazione data dal giudice è plausibile e motivata, non può essere messa in discussione, anche se fossero possibili altre letture del testo contrattuale.
Continua »