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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

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Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Concordato in appello: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32923/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza della Corte d'Appello di Napoli. La decisione d'appello era stata presa sulla base di un 'concordato in appello' ex art. 599-bis c.p.p., ovvero un accordo tra le parti sulla pena con rinuncia ai motivi di impugnazione. La Suprema Corte ha ribadito che, per legge, tali sentenze non sono ulteriormente impugnabili, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32914/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. La decisione sottolinea che le impugnazioni contro sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti sono possibili solo per i motivi tassativamente indicati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., escludendo la contestazione sulla mancata verifica delle cause di proscioglimento.
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Ricorso patteggiamento: limiti di impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di patteggiamento. Il motivo del ricorso, basato sulla presunta mancata verifica da parte del giudice di cause di proscioglimento, non rientra tra le ipotesi tassativamente previste dalla legge per l'impugnazione di tale rito. La decisione ribadisce che il ricorso patteggiamento è soggetto a limiti stringenti, e la sua proposizione per motivi non consentiti comporta la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Patteggiamento Inammissibile: limiti e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, poiché i motivi sollevati (omessa verifica delle cause di proscioglimento e dosimetria della pena) non rientrano tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La decisione conferma che un ricorso patteggiamento inammissibile comporta la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sul principio che le censure proponibili sono limitate a quelle tassativamente previste dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., escludendo la violazione di legge per mancata verifica delle cause di proscioglimento. Il ricorso patteggiamento ha quindi confini ben precisi.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 11/07/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. L'imputato aveva impugnato la sentenza, lamentando che il giudice non avesse verificato l'assenza di cause di proscioglimento. La Corte ha ribadito che l'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. elenca tassativamente i motivi di ricorso, tra i quali non rientra quello sollevato. Di conseguenza, l'appello è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sui limiti stringenti dell'art. 448, co. 2-bis c.p.p., che non consente di impugnare la sentenza per mancata verifica delle cause di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo che i motivi di impugnazione sono strettamente limitati dalla legge. Secondo l'ordinanza, non è possibile contestare la sentenza per vizi di motivazione o violazione di legge relativi alla mancata applicazione di cause di proscioglimento, poiché l'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. non lo consente. La decisione conferma la natura quasi definitiva del patteggiamento e le ristrette vie di ricorso.
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Patteggiamento: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La Corte ha ribadito che, in caso di accordo tra le parti, la sentenza è sufficientemente motivata con una sintesi dei fatti e la verifica della congruità della pena, senza necessità di un'analisi probatoria approfondita. Questa ordinanza chiarisce i ristretti limiti di impugnazione delle sentenze emesse a seguito di patteggiamento.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per un reato previsto dall'art. 73 d.P.R. 309/1990. L'imputato contestava la motivazione sulla responsabilità, ma la Corte ha ribadito che, con il ricorso patteggiamento, l'accordo tra le parti esclude tali motivi di doglianza, essendo sufficiente il controllo del giudice sull'assenza di cause di proscioglimento per rendere valida la sentenza.
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Ricorso inammissibile: gli effetti del concordato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver definito la sua posizione con un concordato in appello (patteggiamento), aveva impugnato la sentenza. La Suprema Corte stabilisce che l'accordo sulla pena ha un effetto preclusivo totale, impedendo ogni ulteriore esame del caso, compreso il giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32881/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. La Corte ha ribadito che, in tema di ricorso patteggiamento, il semplice richiamo all'art. 129 c.p.p. è sufficiente a dimostrare che il giudice ha escluso cause di proscioglimento, rendendo inammissibile ogni ulteriore contestazione sul punto.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza 32882/2024, dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare successivamente la responsabilità, rendendo i relativi motivi di ricorso non deducibili.
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Ricorso 599-bis: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (cd. 'concordato' ex art. 599-bis cod. proc. pen.), aveva impugnato la sentenza chiedendo il proscioglimento. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena implica una rinuncia a contestare la responsabilità, circoscrivendo il potere del giudice e precludendo motivi di ricorso di questo tipo. Il ricorso 599-bis cod. proc. pen., pertanto, non può essere utilizzato per rimettere in discussione la colpevolezza.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: l’analisi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati contro una sentenza di patteggiamento per resistenza a pubblico ufficiale e contraffazione. La decisione ribadisce il consolidato principio giurisprudenziale sulla inammissibilità del ricorso patteggiamento quando i motivi proposti non sono consentiti e il giudice di merito ha già, seppur implicitamente, escluso la presenza di cause di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32865/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per un reato di droga. La Corte ha chiarito che i motivi di un ricorso patteggiamento sono limitati e che la semplice menzione dell'art. 129 c.p.p. nella sentenza è sufficiente a dimostrare che il giudice ha escluso cause di proscioglimento.
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Abuso d’ufficio e incentivi: Cassazione si pronuncia
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni funzionari di un ente pubblico accusati di peculato, poi riqualificato in abuso d'ufficio, per aver percepito incentivi progettuali per lavori di manutenzione ordinaria. Sebbene il reato fosse stato dichiarato prescritto in appello, gli imputati hanno fatto ricorso per ottenere un'assoluzione piena. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, specificando che, in caso di prescrizione, l'assoluzione nel merito è possibile solo se l'innocenza emerge in modo evidente dagli atti, condizione non riscontrata nel caso di specie, data la sistematica violazione delle norme sugli incentivi che configura l'abuso d'ufficio.
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Ricorso patteggiamento: limiti dopo la riforma Orlando
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava il mancato proscioglimento ex art. 129 c.p.p., ma la Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, questo motivo non rientra più tra quelli consentiti per impugnare un patteggiamento. L'impugnazione è limitata ai casi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: i limiti dopo il patteggiamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione avverso una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione di una causa di proscioglimento, ma la Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di ricorso sono tassativamente limitati e non includono la mancata verifica delle cause di non punibilità ex art. 129 c.p.p.
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Ricorso per cassazione: limiti nel patteggiamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato, condannato per la detenzione di un ingente quantitativo di hashish, contestava sia la mancata assoluzione sia l'errata qualificazione giuridica del fatto, sostenendo fosse per uso personale. La Suprema Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di ricorso contro il patteggiamento sono tassativi. La contestazione sulla mancata assoluzione non rientra tra questi. Inoltre, la richiesta di riqualificazione del reato è stata respinta perché la detenzione di quasi 5 kg di sostanza stupefacente è manifestamente incompatibile con l'uso personale, escludendo quindi l'ipotesi di 'errore manifesto' richiesto dalla legge per l'ammissibilità del motivo.
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