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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

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1123 provvedimenti

Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Falso valutativo: guida alla sentenza di Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un magistrato e di consulenti tecnici accusati di aver manipolato la situazione finanziaria di un istituto bancario. La sentenza conferma l'applicazione dell'abolitio criminis per l'abuso d'ufficio e approfondisce la natura del falso valutativo. Sebbene il reato di falso sia risultato prescritto, la Corte ha mantenuto ferme le statuizioni civili, confermando che il discostarsi da parametri tecnici certi senza giustificazione integra la falsità ideologica.
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Concordato in appello: limiti e pene accessorie
La Corte di Cassazione ha chiarito che il concordato in appello comporta la rinuncia ai motivi di impugnazione, includendo anche le misure di sicurezza. La sentenza stabilisce che le pene accessorie, come l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, devono essere applicate per legge quando la pena principale supera determinati limiti, anche se non espressamente menzionate nell'accordo tra le parti.
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Patteggiamento e Articolo 129: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava una sentenza di patteggiamento per carenza di motivazione. Il nucleo della controversia riguarda il rapporto tra patteggiamento e articolo 129 del codice di procedura penale, stabilendo che, in assenza di prove evidenti di non colpevolezza, il giudice non è tenuto a una motivazione analitica per escludere il proscioglimento.
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Diritto di cronaca giudiziaria e diffamazione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza che dichiarava la prescrizione per alcuni giornalisti accusati di diffamazione. La Corte ha stabilito che il diritto di cronaca giudiziaria era evidente, poiché gli articoli pubblicati erano fedeli agli atti d'indagine dell'epoca, nonostante lievi imprecisioni marginali dovute a omonimia.
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Bancarotta fraudolenta patrimoniale: la sentenza
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di bancarotta fraudolenta patrimoniale derivante da operazioni societarie sospette, come l'acquisto di quote a prezzi gonfiati e fusioni prive di utilità economica. Mentre per alcuni amministratori è stata confermata la responsabilità per aver dissipato il patrimonio sociale in conflitto di interessi, per un altro soggetto è stato annullato il provvedimento poiché la semplice posizione di garanzia non basta a provare il dolo richiesto per il reato.
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Travisamento della prova: stop al concorso nel furto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per furto in abitazione a causa di un evidente travisamento della prova. Il giudice di merito aveva erroneamente datato l'uso di una carta rubata, utilizzandola come prova di un accordo preventivo tra i correi. La Suprema Corte ha rilevato che tale errore cronologico mina la logica della sentenza, ordinando un nuovo giudizio per verificare la reale partecipazione dell'imputato.
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Corruzione elettorale: chat WhatsApp e prove digitali
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di corruzione elettorale legato a promesse di posti di lavoro in cambio di voti. I giudici hanno chiarito la natura giuridica dei messaggi digitali come corrispondenza, confermando la legittimità del loro sequestro tramite decreto del Pubblico Ministero. Nonostante l'accertamento dei fatti, la Corte ha dichiarato l'estinzione dei reati per prescrizione e per la morte di uno dei ricorrenti.
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Responsabilità civile e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di minaccia aggravata in cui il reato è stato dichiarato estinto per intervenuta prescrizione. Nonostante l'estinzione penale, la Corte ha sottolineato che, in presenza di una parte civile, il giudice deve motivare approfonditamente la responsabilità civile e prescrizione non può essere una mera presa d'atto. La sentenza è stata annullata limitatamente ai soli effetti civili, con rinvio al giudice civile competente.
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Bancarotta fraudolenta e prescrizione: analisi legale
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di bancarotta fraudolenta e prescrizione, dichiarando l'estinzione dei reati ai fini penali ma confermando le responsabilità civili. La vicenda riguardava la distrazione di asset immobiliari verso una società correlata e l'accumulo di ingenti debiti verso l'erario, configurando una operazione di svuotamento societario.
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Nullità notifica appello e prescrizione reati
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per reati fallimentari a causa della nullità notifica appello, riscontrando l'omessa citazione dell'imputata. Parallelamente, alcuni capi d'imputazione relativi a fatti del 2012 sono stati dichiarati estinti per intervenuta prescrizione maturata dopo la sentenza di secondo grado.
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Patteggiamento e ricorso: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'impugnazione relativa a un patteggiamento e ricorso. Il caso riguardava furti aggravati dove la difesa contestava la mancanza di motivazione sulla responsabilità. La Corte ha stabilito che, nel rito speciale, la verifica delle cause di non punibilità può essere implicita in assenza di prove contrarie lampanti.
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Morte dell’imputato: effetti sul ricorso penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile il ricorso presentato da un amministratore societario a causa della sopravvenuta morte dell'imputato. Il reato di bancarotta fraudolenta è stato dichiarato estinto, comportando l'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna precedentemente emessa.
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Ricorso 599-bis: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte ha chiarito che un ricorso 599-bis è proponibile solo per vizi del consenso e non per presunti difetti di motivazione della sentenza riguardo alla volontà dell'imputato. La decisione sottolinea i limiti stringenti dell'impugnazione in questi casi, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concorso in bancarotta: la responsabilità dell’extraneus
La Corte di Cassazione conferma una condanna per il concorso in bancarotta fraudolenta di un imprenditore. Pur essendo un soggetto esterno ('extraneus') alla gestione formale della società fallita, il suo contributo nel sottrarre risorse attraverso complesse operazioni infragruppo è stato ritenuto decisivo. La Corte ha chiarito che l'interesse personale e il ruolo sostanziale prevalgono sulla qualifica formale. La sentenza nei confronti di un coimputato è stata annullata per decesso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
Tre imputati, dopo una condanna per furto e altri reati, hanno ottenuto una riduzione della pena tramite un "concordato in appello", rinunciando a contestare la propria responsabilità. Successivamente, hanno presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di possibili cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, stabilendo che la rinuncia ai motivi di appello sulla responsabilità, a seguito del concordato, limita l'esame del giudice ai soli punti non rinunciati, precludendo un riesame del merito della colpevolezza.
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Ricorso 599-bis: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso 599-bis contro una sentenza di concordato in appello. L'impugnazione riguardava le pene accessorie, ma la Corte ha ribadito che tali ricorsi sono ammessi solo per vizi del consenso, difformità dall'accordo o illegalità della pena, non per contestare la determinazione di sanzioni accessorie legalmente previste.
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Falso in atto pubblico: la sentenza è atto fidefacente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un giudice tributario per i reati di soppressione e falso in atto pubblico, per aver alterato una sentenza a favore di un contribuente. La Corte ha stabilito che anche il dispositivo redatto in camera di consiglio è un atto pubblico fidefacente. La sentenza analizza anche la legittimità della confisca allargata su beni sproporzionati al reddito, anche in caso di prescrizione dei reati presupposto, e la responsabilità amministrativa di una società per il reato commesso dal suo legale rappresentante.
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Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
Un imputato ha impugnato in Cassazione la sentenza di secondo grado emessa a seguito di un concordato in appello, lamentando la mancata valutazione di cause di proscioglimento e il difetto di motivazione sulla pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, dopo la riforma del 2017, il ricorso avverso un concordato in appello è consentito solo per vizi del consenso, difformità della pronuncia rispetto all'accordo o illegalità della pena, escludendo le censure sollevate dal ricorrente.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un'imputata ricorre in Cassazione contro una sentenza di condanna per furto, patteggiata tramite concordato in appello. Lamenta un errore nel calcolo della pena base, sebbene la pena finale fosse stata ridotta. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che nel concordato in appello i vizi di calcolo interni sono irrilevanti se la pena finale è più favorevole e non si traduce in una 'pena illegale', ovvero una sanzione non prevista dalla legge per quel reato.
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Bancarotta fraudolenta documentale: onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex amministratore condannato per bancarotta fraudolenta documentale. La sentenza ribadisce che spetta all'amministratore cessato dimostrare di aver consegnato le scritture contabili al suo successore. In assenza di tale prova, egli rimane responsabile per la loro mancata tenuta o sottrazione. L'inammissibilità del ricorso ha inoltre impedito la declaratoria di estinzione di un reato fiscale per prescrizione.
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