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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Dichiarazione fraudolenta: conti correnti di familiari
Un professionista è stato accusato di dichiarazione fraudolenta per aver depositato i suoi compensi non fatturati su conti correnti intestati a familiari. La Corte di Cassazione ha confermato che tale condotta costituisce un "mezzo fraudolento" idoneo a integrare il reato. Tuttavia, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio perché, nel frattempo, il reato si è estinto per prescrizione.
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Particolare tenuità del fatto: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Sebbene il giudice d'appello debba valutare d'ufficio tale causa, il ricorso in Cassazione è stato respinto perché formulato in modo generico, senza specificare perché il fatto dovesse considerarsi di lieve entità. La Corte ha sottolineato che un'impugnazione deve essere specifica e non basarsi su doglianze astratte per essere ammissibile.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza basata su un concordato in appello. L'imputato lamentava la mancata esclusione esplicita di alcune aggravanti, ma la Corte ha stabilito che l'esclusione della norma di legge che le contiene (art. 628, co. 3, n. 1 c.p.) è sufficiente, rendendo la decisione del giudice conforme all'accordo e il ricorso, basato su una mera richiesta di maggiore dettaglio, non ammissibile.
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Ricorso inammissibile: accordo pena in appello
Un imputato, dopo aver concordato una pena in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha presentato ricorso in Cassazione lamentando l'insufficiente motivazione sulla quantificazione della stessa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo processuale liberamente stipulato tra le parti non può essere unilateralmente modificato o contestato in sede di legittimità riguardo la misura della pena, a meno che questa non sia palesemente illegale.
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Errore calcolo pena: Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per truffa, limitatamente alla quantificazione della pena. La decisione è scaturita da un evidente errore di calcolo della pena, emerso dal contrasto tra la motivazione della sentenza, che indicava un aumento per la recidiva della metà, e il dispositivo, che applicava di fatto un aumento del doppio. La Corte ha stabilito che tale incongruenza, non essendo un mero errore materiale emendabile in sede di legittimità, richiede un nuovo giudizio sul punto, rinviando il caso alla Corte d'Appello.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti e motivi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso in cassazione presentato da tre imputati per delitti contro il patrimonio. La decisione chiarisce i limiti dei ricorsi dopo un concordato in appello e precisa che una pena è 'illegale' solo se supera i limiti edittali, non per meri errori di calcolo. I motivi generici o pretestuosi non possono essere esaminati.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da due imputati avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare in Cassazione il mancato proscioglimento per cause di non punibilità, poiché tale accordo implica una rinuncia a tali motivi.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile contestare in sede di legittimità la valutazione delle prove o l'affermazione di responsabilità. L'ordinanza analizza i motivi che portano a tale decisione, evidenziando come il ricorso inammissibile comporti per il proponente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati contro una sentenza che applicava una pena su richiesta delle parti in appello (c.d. concordato in appello). La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo, l'impugnazione è possibile solo per vizi del consenso o per illegalità della pena, non per rimettere in discussione il merito della vicenda processuale, poiché tali motivi si intendono rinunciati.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
Un imputato, dopo aver concordato un patteggiamento in appello per un reato di droga, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione delle cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tutte le altre doglianze, comprese quelle rilevabili d'ufficio, chiudendo di fatto la possibilità di ulteriori impugnazioni, salvo il caso di pena illegale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello, quando questo si basa su motivi, come l'incompetenza territoriale, a cui l'imputato ha implicitamente rinunciato aderendo all'accordo sulla pena. La sentenza ribadisce che il concordato in appello limita fortemente le possibilità di impugnazione.
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Pene sostitutive negate per i precedenti penali
Un uomo condannato ricorre in Cassazione contro il diniego di pene sostitutive, la mancata concessione delle attenuanti generiche e la dosimetria della pena. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La motivazione si fonda sulla personalità negativa dell'imputato, gravato da precedenti specifici e sulla constatazione che le precedenti misure alternative non hanno avuto alcun effetto deterrente, giustificando così il diniego delle pene sostitutive.
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Ricorso inammissibile: i motivi di appello limitati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza del Giudice dell'Udienza Preliminare. Il ricorrente basava il suo appello sulla mancata pronuncia di una sentenza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La Corte ha stabilito che tale motivo non rientra tra quelli, tassativamente previsti dalla legge, per i quali è possibile ricorrere in Cassazione avverso questo tipo di decisioni, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati contro il diniego delle attenuanti generiche. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, poiché i precedenti penali specifici e il corretto esercizio della discrezionalità del giudice di merito giustificavano ampiamente sia il diniego delle attenuanti che la dosimetria della pena applicata per spaccio di lieve entità.
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Remissione di querela: annullamento senza rinvio
La Corte di Cassazione annulla senza rinvio una sentenza di condanna a seguito della remissione di querela. La Corte ha constatato l'estinzione del reato, avvenuta tramite il ritiro della denuncia da parte della persona offesa e la relativa accettazione da parte dell'imputata. Non emergendo dagli atti elementi per una pronuncia più favorevole, come l'assoluzione, la Corte ha dichiarato estinto il reato, condannando l'imputata al pagamento delle spese processuali.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti e motivi
La Cassazione chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, dichiarando l'inammissibilità di un ricorso in Cassazione basato su censure di fatto. Il caso riguarda reati fiscali e associazione per delinquere. La Corte ha ribadito che non può riesaminare il merito, ma solo verificare la corretta applicazione della legge, annullando parzialmente la sentenza per un solo imputato per vizi di motivazione sulla pena e prescrizione.
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Inammissibilità ricorso: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza penale, poiché i motivi di appello sono stati ritenuti generici, non autosufficienti e palesemente eccentrici rispetto all'imputazione. L'ordinanza sottolinea l'importanza di formulare impugnazioni specifiche, confermando la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Il caso chiarisce i requisiti formali essenziali per evitare una declaratoria di inammissibilità ricorso.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Due imputati hanno proposto ricorso per Cassazione contro la rideterminazione della pena decisa dalla Corte d'Appello a seguito di un concordato in appello. Lamentavano un vizio di motivazione. La Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, chiarendo che i motivi di ricorso contro tali sentenze sono limitati e non possono riguardare la misura della pena concordata, salvo i casi di illegalità della stessa.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è aspecifico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per reati di lieve entità legati agli stupefacenti. Il ricorso è stato ritenuto generico e non autosufficiente, confermando la decisione del Tribunale senza la necessità di un'udienza formale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'ordinanza ribadisce che, una volta accettato l'accordo sulla pena, l'impugnazione è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà o all'illegalità della sanzione, escludendo una rivalutazione del merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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