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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 41676/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. La Corte ha stabilito che l'impugnazione di una sentenza di patteggiamento non può basarsi su un presunto vizio di motivazione, ma solo sulle specifiche violazioni di legge tassativamente elencate dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea che i motivi di impugnazione sono tassativamente limitati dall'art. 448, co. 2-bis c.p.p. e non includono il generico vizio di motivazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria per aver presentato un ricorso patteggiamento basato su ragioni non consentite dalla legge.
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Ricorso patteggiamento: i limiti di inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, proposto da tre imputati che lamentavano la mancata valutazione di una possibile assoluzione. La Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tra i quali non rientra il vizio di motivazione. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 41670/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. L'impugnazione era basata sulla mancata concessione delle attenuanti generiche, un motivo che non rientra tra i casi tassativamente previsti dall'art. 448, co. 2-bis, c.p.p. La Corte ha ribadito che il controllo di legalità sulle sentenze di patteggiamento è strettamente limitato a specifiche violazioni di legge, escludendo censure sulla motivazione.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento, ribadendo che i motivi di impugnazione sono tassativi e non includono la carente motivazione del giudice sulla mancata assoluzione o sulla riqualificazione del reato. La decisione sottolinea la finalità deflattiva dell'istituto e le conseguenze economiche di un ricorso infondato.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
Un imputato ha impugnato una sentenza di patteggiamento lamentando un vizio di motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il ricorso patteggiamento è consentito solo per specifiche violazioni di legge previste dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., escludendo censure sulla motivazione della sentenza. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento basato su un presunto vizio di motivazione. La sentenza chiarisce che i motivi di impugnazione contro una sentenza di patteggiamento sono tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., e tra questi non rientra la carente valutazione delle condizioni per il proscioglimento.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso patteggiamento, dichiarandolo inammissibile se basato su vizi di motivazione. L'ordinanza analizza come l'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. limiti l'impugnazione ai soli casi di violazione di legge tassativamente elencati, escludendo censure sulla valutazione del giudice. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza di patteggiamento. I motivi, basati su un presunto vizio di motivazione, non rientrano tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. per l'impugnazione del ricorso patteggiamento, portando alla condanna degli imputati alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento, sottolineando che l'impugnazione è possibile solo per i motivi tassativamente previsti dall'art. 448, co. 2-bis c.p.p., escludendo il vizio di motivazione. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo che i motivi di impugnazione sono tassativamente limitati dalla legge. Un presunto vizio di motivazione, come la mancata valutazione di circostanze attenuanti, non rientra tra i casi consentiti per un ricorso patteggiamento, che è ammesso solo per specifiche violazioni di legge.
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Ricorso contro patteggiamento: limiti e sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro patteggiamento presentato da un imputato. L'appello si basava su un presunto vizio di motivazione, ma la Corte ha ribadito che i motivi di impugnazione sono tassativamente limitati dalla legge (art. 448, co. 2-bis c.p.p.) e non includono la carenza di motivazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo che l'impugnazione è consentita solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p. Il vizio di motivazione circa la mancata valutazione di un proscioglimento ex art. 129 c.p.p. non rientra tra questi. La Suprema Corte ha quindi confermato che il ricorso patteggiamento non può basarsi su censure generiche, ma solo su specifiche violazioni di legge.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile patteggiamento presentato da alcuni imputati contro una sentenza di applicazione della pena per reati di droga. La Corte ha stabilito che, in assenza di evidenti cause di proscioglimento, la sentenza di patteggiamento è sufficientemente motivata e non appellabile sui motivi proposti, consolidando la natura dell'accordo tra le parti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello, ha tentato di impugnare la sentenza di condanna per altri motivi. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena implica una rinuncia agli altri motivi di impugnazione, con effetti preclusivi che si estendono anche al giudizio di legittimità, impedendo di fatto un ulteriore ricorso.
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Concordato in appello: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 41652/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la mancanza di motivazione sulla dosimetria della pena. La Corte ha chiarito che l'adesione al concordato in appello comporta una rinuncia a contestare i punti dell'accordo, precludendo un successivo ricorso per motivi di legittimità.
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Patteggiamento: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena tramite patteggiamento per reati di droga, chiedeva l'assoluzione. La Corte ha ribadito che l'accordo tra le parti limita fortemente i motivi di impugnazione, esonerando l'accusa dall'onere della prova e richiedendo al giudice solo una verifica sulla correttezza della qualificazione giuridica, la congruità della pena e l'assenza di evidenti cause di proscioglimento.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso poiché l'imputato aveva precedentemente sottoscritto un concordato in appello. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena, che implica la rinuncia a specifici motivi di gravame, ha un effetto preclusivo che impedisce di sollevare le stesse questioni dinanzi alla Suprema Corte, comprese quelle relative alle circostanze aggravanti e alla qualifica giuridica del reato.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato in appello), aveva comunque impugnato la sentenza. La Corte ha stabilito che l'accordo ha un effetto preclusivo: la rinuncia a specifici motivi di appello in cambio di una riduzione di pena impedisce di sollevare nuovamente tali questioni in Cassazione, comprese quelle sulla responsabilità penale.
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Patteggiamento inammissibile: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo un patteggiamento per reati di droga, lamentava la mancata assoluzione. Secondo la Corte, il ricorso è inammissibile perché l'accordo sulla pena esonera l'accusa dalla prova e limita il controllo del giudice alla sola verifica dell'assenza di cause evidenti di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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