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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Remissione di querela: come estingue il reato di truffa
Un imputato, condannato in appello per truffa aggravata, ottiene l'annullamento della sentenza in Cassazione. La decisione non entra nel merito dei motivi del ricorso, ma si basa sulla remissione di querela presentata dalla persona offesa e accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha dichiarato il reato estinto, revocando la condanna e le statuizioni civili.
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Ricorso inammissibile: motivi non consentiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Napoli. La decisione si basa sul fatto che i motivi addotti dal ricorrente, relativi a vizi di motivazione e possibili cause di proscioglimento, non sono legalmente ammessi per impugnare una sentenza emessa secondo la procedura speciale dell'art. 599-bis del codice di procedura penale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Decreto penale: rinuncia a messa alla prova non basta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37222/2024, ha stabilito che la rinuncia alla richiesta di messa alla prova, presentata dopo l'opposizione a un decreto penale, non comporta l'esecutività del decreto stesso. Il giudice deve invece disporre la prosecuzione del processo con giudizio immediato. Nel caso specifico, la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata poiché, nel frattempo, il reato si era estinto per prescrizione.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea che, a seguito della riforma legislativa, il ricorso patteggiamento è consentito solo per un numero limitato di motivi tassativamente previsti dalla legge. Poiché le ragioni addotte dal ricorrente non rientravano in tali casistiche, l'appello è stato respinto senza esame nel merito, con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Contestazione suppletiva: il PM può salvare il processo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il pubblico ministero può modificare l'imputazione in udienza attraverso una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, anche se è già scaduto il termine per la presentazione della querela previsto dalla Riforma Cartabia. La sentenza ha annullato una decisione di proscioglimento per furto di energia elettrica, affermando che il potere del PM di adeguare l'accusa ai fatti prevale sulla causa di improcedibilità maturata.
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Mancanza di querela: annullata condanna per furto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per furto aggravato di energia elettrica. La decisione si fonda sulla mancanza di querela, condizione di procedibilità divenuta necessaria a seguito della Riforma Cartabia per il reato contestato (furto con mezzo fraudolento), in assenza di altre aggravanti che rendano il reato procedibile d'ufficio.
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Pene accessorie illegali: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37111/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di quattro imputati a seguito di un 'concordato in appello'. Tuttavia, ha corretto d'ufficio le pene accessorie illegali applicate a due di loro, stabilendo che il calcolo deve basarsi sulla pena per il reato più grave, al netto delle riduzioni di rito, e non sulla pena complessiva finale. Questa decisione chiarisce un importante principio sulla legalità della sanzione anche in caso di accordo tra le parti.
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Ricorso inammissibile concordato: i limiti stretti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Suprema Corte ribadisce che, una volta raggiunto un accordo sulla pena, non è più possibile impugnare la decisione per motivi relativi alla quantificazione della stessa, come il bilanciamento delle attenuanti, se non in casi eccezionali. La decisione consolida il principio secondo cui il ricorso inammissibile concordato è una strada con vie d'uscita molto limitate.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La decisione ribadisce che i motivi di impugnazione sono limitati a vizi del consenso e non possono riguardare questioni di merito o di pena rinunciate con l'accordo.
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Ricorso inammissibile concordato: limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un "concordato in appello", si doleva della mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte ha chiarito che il ricorso inammissibile concordato preclude la possibilità di contestare la determinazione della pena, poiché tale motivo si considera rinunciato con l'accordo stesso, salvo il caso di pena illegale.
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Ricorso inammissibile concordato: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (ex art. 599-bis c.p.p.). L'imputato, condannato per reati di droga, contestava la mancata riqualificazione del fatto in un'ipotesi meno grave. La Corte ha stabilito che, aderendo al concordato, si rinuncia ai motivi di impugnazione, inclusa la qualificazione giuridica. Il ricorso inammissibile concordato è una conseguenza diretta, e l'appello è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo, non per riesaminare il merito.
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Concordato in appello: prescrizione e ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che, anche in caso di 'concordato in appello', è possibile ricorrere se il reato si è prescritto prima della sentenza di secondo grado. Nel caso di specie, la Corte ha annullato parzialmente la condanna per un reato estinto per prescrizione, ricalcolando la pena, ma ha dichiarato inammissibile il ricorso per un altro reato non ancora prescritto, confermando un importante principio a tutela dell'imputato.
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Confisca armi oblazione: la decisione della Cassazione
Un soggetto ha estinto il reato di possesso abusivo di armi tramite oblazione, ma il giudice ha comunque disposto la confisca di 20 armi bianche. L'imputato ha fatto ricorso, sostenendo che l'oblazione non equivale a un'ammissione di colpa e che la natura delle armi non era stata correttamente valutata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la confisca armi oblazione è legittima e obbligatoria se l'imputato, nel corso del procedimento, non contesta la qualificazione dei beni come armi, permettendo così al giudice di accertare la sussistenza del reato.
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Legittimo impedimento difensore: nullità assoluta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36881 del 2024, ha annullato una decisione della Corte d'Appello per non aver valutato una richiesta di rinvio basata sul legittimo impedimento del difensore. Tale omissione, secondo la Suprema Corte, integra una nullità assoluta per violazione del diritto di difesa. La Corte ha inoltre precisato che la prescrizione non può essere dichiarata in un giudizio di rinvio quando la condanna è già passata in giudicato. Infine, ha ribadito l'obbligo per il giudice di motivare specificamente ogni aumento di pena in caso di reato continuato.
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Incidente stradale guida in ebbrezza: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 36848/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista. È stato confermato che l'aggravante dell'incidente stradale per guida in ebbrezza sussiste anche in caso di fuoriuscita autonoma dalla carreggiata, senza il coinvolgimento di terzi, poiché qualsiasi evento inatteso che interrompe la circolazione e crea pericolo è sufficiente a configurare tale circostanza.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, chiarendo che i motivi di appello sono tassativamente limitati dalla legge. Un presunto vizio di motivazione del giudice, relativo alla mancata valutazione delle cause di proscioglimento, non rientra tra i motivi validi per impugnare una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati sono generici e non si confrontano con la motivazione della sentenza impugnata. Il ricorrente, condannato per un reato minore in materia di stupefacenti, viene di conseguenza condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento per un reato di droga. La decisione si fonda sul principio che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso contro il patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente elencati dalla legge, tra i quali non rientra il vizio di motivazione. Questa pronuncia ribadisce la stretta perimetrazione dei mezzi di impugnazione in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti.
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Destinazione droga: indizi per lo spaccio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 36828/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per possesso di stupefacenti ai fini di spaccio. La Corte ha ribadito che la destinazione della droga allo spaccio non si presume solo dalla quantità, ma si prova attraverso una valutazione complessiva di più indizi, quali le modalità di confezionamento, l'elevata purezza della sostanza, la situazione economica dell'imputato e i suoi precedenti specifici. Respinta anche la richiesta di applicare la non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento avverso una sentenza di applicazione della pena. La decisione si fonda sui motivi tassativi introdotti dalla riforma del 2017, che non includono il vizio di motivazione, e su un difetto procedurale relativo al mandato dell'avvocato.
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