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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Accordo in appello: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza che recepiva un accordo in appello. La decisione sottolinea come l'art. 599-bis c.p.p. limiti il diritto di impugnazione, precludendo un ulteriore esame di legittimità sulla quantificazione della pena concordata tra le parti.
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Patteggiamento in appello: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di appello che aveva recepito un accordo sulla pena. La Suprema Corte chiarisce che il 'patteggiamento in appello', introdotto dall'art. 599-bis c.p.p., preclude ulteriori impugnazioni sui punti concordati, avendo un effetto analogo a una rinuncia. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: limiti e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti, resistenza e lesioni. La decisione si fonda sull'art. 448, comma 2-bis c.p.p., che limita tassativamente i motivi di impugnazione. Poiché i motivi sollevati dal ricorrente non rientravano tra quelli consentiti, l'appello è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione inammissibile: accordo pena appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso in Cassazione inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva recepito un accordo sulla pena tra le parti. La Suprema Corte ha chiarito che l'adesione a un 'concordato in appello' ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. ha un effetto preclusivo, impedendo di fatto un'ulteriore impugnazione sui punti oggetto dell'accordo, come l'entità della pena. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso generico patteggiamento: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea che un ricorso generico patteggiamento, che lamenta genericamente la mancata valutazione di cause di non punibilità senza specificarle, è inammissibile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Speciale tenuità del fatto: quando va chiesta?
Un imputato, condannato per un reato minore legato agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per speciale tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte Suprema ha respinto il ricorso, stabilendo un principio procedurale fondamentale: questa causa di non punibilità non può essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità. La sua applicazione richiede una valutazione complessa dei fatti (condotta, conseguenze, colpevolezza) che spetta esclusivamente ai giudici di merito e deve essere specificamente richiesta nei gradi di giudizio precedenti.
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Ricorso patteggiamento: limiti della Riforma Orlando
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato aveva chiesto l'assoluzione nel merito, ma la Corte ha ribadito che, a seguito della Riforma Orlando (L. 103/2017), il ricorso patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente elencati, escludendo questioni legate alla valutazione della prova o alla responsabilità penale.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e l’incendio
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per incendio. I motivi del ricorso, volti a contestare la valutazione delle prove testimoniali e la qualificazione del reato, sono stati ritenuti generici e un tentativo di ottenere un nuovo giudizio di merito, non consentito in sede di legittimità. La decisione sottolinea che un ricorso manifestamente infondato preclude anche la possibilità di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'imputato lamentava la mancata assoluzione ai sensi dell'art. 129 c.p.p., ma la Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tali doglianze, limitando l'impugnazione a specifici vizi procedurali o all'illegalità della sanzione.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito i limiti all'impugnazione delle sentenze emesse a seguito di un concordato in appello. Un imputato aveva fatto ricorso lamentando il mancato proscioglimento e l'entità della pena. La Corte ha dichiarato il ricorso palesemente inammissibile, sottolineando che l'accordo sulla pena implica una rinuncia a contestare i motivi di merito, inclusa la valutazione delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. Il ricorso è ammesso solo per vizi relativi alla formazione della volontà delle parti o per pene illegali.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso in materia penale a causa della sua manifesta infondatezza e assoluta genericità. La decisione sottolinea che l'atto di impugnazione deve contenere una critica specifica e argomentata della sentenza precedente, non limitarsi a mere affermazioni. L'inammissibilità del ricorso cassazione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Costituzione parte civile equivale a querela post-Cartabia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'improcedibilità del reato per mancata querela dopo la Riforma Cartabia. La Corte ha ribadito un principio consolidato: la costituzione parte civile, non essendo stata revocata, equivale a tutti gli effetti a una querela, poiché manifesta in modo inequivocabile la volontà punitiva della persona offesa. Pertanto, non è necessario un ulteriore atto di querela per i reati divenuti procedibili a seguito della riforma.
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Ricorso per cassazione: l’appello deve essere firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto personalmente da un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sulla violazione della norma che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi erano generici e ripetitivi di argomentazioni già respinte in appello. La sentenza conferma che la definitività di una sanzione amministrativa può essere provata anche tramite testimoni e che il diniego delle attenuanti generiche era giustificato dai precedenti penali dell'imputato. Viene ribadito che l'inammissibilità del ricorso preclude la possibilità di dichiarare la prescrizione del reato.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dopo la Riforma Orlando
Un imputato ha impugnato una sentenza di patteggiamento, lamentando la mancata assoluzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, a seguito della Riforma Orlando, l'impugnazione è consentita solo per vizi specifici (es. volontà, qualificazione giuridica) e non per contestare la valutazione della responsabilità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento inammissibile: limiti Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, l'impugnazione di una sentenza di applicazione della pena è consentita solo per vizi specifici e non per contestare la mancata assoluzione. L'ordinanza chiarisce i motivi tassativi di ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da due imputati avverso una sentenza di concordato in appello. L'ordinanza stabilisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi di appello originari, inclusa la richiesta di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. Pertanto, il successivo ricorso per cassazione è precluso per le questioni oggetto di rinuncia.
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Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, poiché basato sulla contestazione della responsabilità penale. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è consentito solo per vizi procedurali specifici e non per riesaminare la colpevolezza dell'imputato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per patteggiamento basato su vizi di motivazione. L'ordinanza chiarisce che, dopo la riforma, i motivi di impugnazione sono tassativi e non includono critiche generiche sulla dosimetria della pena.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che richiede la firma di un avvocato cassazionista, rendendo il ricorrente un soggetto non legittimato a proporre l'impugnazione. Di conseguenza, l'appellante è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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