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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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2566 provvedimenti

Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento avverso una sentenza di applicazione della pena per rapine aggravate. Il ricorso era basato sulla presunta omessa motivazione del giudice circa l'assenza di cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha ribadito che i motivi di impugnazione del patteggiamento sono tassativamente previsti dall'art. 448, co. 2-bis, c.p.p., e la censura sollevata non rientra tra questi, confermando la consolidata giurisprudenza in materia.
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Inutilizzabilità prove: Cassazione su atti post-indizi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38125/2024, ha stabilito un importante principio sull'inutilizzabilità prove tributarie. Una volta emersi indizi di reato durante una verifica fiscale, qualsiasi prova, sia digitale che cartacea, raccolta senza le garanzie del codice di procedura penale è inutilizzabile. La Corte ha ritenuto illogica la distinzione operata in appello tra dati informatici (inutilizzabili) e documenti cartacei (utilizzabili), annullando la condanna per i reati residui, dichiarandoli estinti per prescrizione.
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Particolare tenuità del fatto: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di ricettazione di un telefono. Ha respinto il motivo di ricorso sulla prova del reato presupposto (il furto), ma ha accolto quello sull'omessa motivazione riguardo la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto, sottolineando che il giudice è sempre tenuto a motivare il rigetto di una tale istanza.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione della pena
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di concordato in appello. La Corte ribadisce che non si può contestare la congruità della pena concordata, a meno che non sia illegale. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. La Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento è possibile solo per motivi tassativamente previsti dalla legge. In questo caso, le doglianze della difesa sulla qualificazione giuridica del fatto e sulla mancanza di cause di proscioglimento sono state ritenute infondate, in quanto già adeguatamente motivate nella sentenza impugnata, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38114/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di Appello emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha ribadito che, in tali casi, i motivi di ricorso sono limitati (numerus clausus) a questioni sulla formazione della volontà delle parti o sulla difformità della pronuncia rispetto all'accordo, escludendo doglianze sulla qualificazione giuridica o sulla congruità della pena.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento proposto per vizio di motivazione. La decisione sottolinea che l'appello contro una sentenza di patteggiamento è limitato a specifici motivi, escludendo la generica censura sulla motivazione.
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Ricorso patteggiamento: i limiti previsti dalla legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è possibile solo per motivi tassativamente elencati dalla legge, come vizi della volontà o illegalità della pena. Le censure relative alla mancata motivazione sulla congruità della pena o su eventuali cause di proscioglimento non rientrano tra i motivi ammessi, rendendo l'impugnazione non valida.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello non salva
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per guida in stato di ebbrezza con incidente. I motivi, ritenuti manifestamente infondati e ripetitivi, non sono stati esaminati nel merito. Tale decisione ha impedito la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione, maturata dopo la sentenza d'appello.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare la mancata valutazione delle cause di proscioglimento, trattandosi di motivi rinunciati. Il ricorso è ammesso solo se la pena applicata risulta illegale.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili due ricorsi. Il primo, relativo a una pena concordata in appello, è stato respinto poiché non si può contestare la congruità della pena. Il secondo, riguardante il diniego delle attenuanti generiche, è stato ritenuto inammissibile in quanto la decisione del giudice di merito, basata sulla personalità negativa dell'imputato e sui precedenti, era motivata in modo adeguato e non sindacabile in sede di legittimità.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento in secondo grado, nota come 'concordato in appello'. La decisione ribadisce che, una volta accettata la pena concordata, non è più possibile contestare la qualificazione del fatto o la congruità della sanzione, a meno che la pena stessa non sia illegale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Pena concordata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti di impugnabilità delle sentenze emesse a seguito di accordo in appello. Un ricorso basato sulla misura della pena concordata è inammissibile se la sanzione non è considerata 'illegale', ovvero diversa per specie o fuori dai limiti edittali previsti dalla legge. Il caso in esame ha visto il rigetto del ricorso di un imputato che contestava il quantum della pena patteggiata per un reato legato agli stupefacenti, poiché le sue doglianze non rientravano nella ristretta nozione di illegalità della pena.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Due imputati hanno fatto ricorso contro una sentenza di concordato in appello. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché i motivi proposti (qualificazione del fatto, congruità della pena) erano stati implicitamente rinunciati con l'accordo. Il ricorso è possibile solo per illegalità della pena, non per vizi di merito.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento per un reato minore. La decisione si basa sul fatto che il motivo dell'appello, ovvero la mancata valutazione di un proscioglimento immediato, non rientra tra le ipotesi tassativamente previste dalla legge per impugnare questo tipo di sentenze, confermando la rigidità dei limiti al ricorso patteggiamento.
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Impugnazione patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione di una sentenza di patteggiamento per reati di droga. L'imputato lamentava la mancata valutazione delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., ma la Corte ha ribadito che, dopo la riforma del 2017, tale motivo non rientra più tra quelli consentiti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. per l'impugnazione del patteggiamento, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso proposto contro una sentenza di patteggiamento. Il motivo, basato sulla mancata verifica delle cause di proscioglimento, non rientra tra quelli tassativamente previsti dalla legge (art. 448, comma 2-bis c.p.p.), confermando i rigidi limiti all'impugnazione di questo rito speciale. L'esito è la condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha chiarito che, una volta accettato l'accordo, non è più possibile contestare la mancata valutazione da parte del giudice di eventuali cause di proscioglimento (ex art. 129 c.p.p.), poiché tali motivi si intendono rinunciati con il patto stesso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38063/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto concordato in appello, aveva impugnato la sentenza lamentando il mancato proscioglimento. La Suprema Corte ha chiarito che l'adesione al concordato in appello comporta una rinuncia ai motivi di impugnazione, limitando la possibilità di ricorrere in Cassazione solo a specifiche violazioni procedurali legate all'accordo stesso e non al merito della causa.
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Inammissibilità ricorso e prescrizione: la decisione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. A causa della manifesta infondatezza dei motivi, la Corte non ha potuto dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, sebbene fosse maturata dopo la sentenza d'appello. La decisione sottolinea come l'inammissibilità del ricorso prevalga sulla causa di estinzione del reato.
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