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Art. 1218 Codice Civile — Anno 2023

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493 provvedimenti

Altri anni per Art. 1218 Codice Civile

Demansionamento infermieri: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3700/2023, ha confermato la condanna di un'azienda ospedaliera per il demansionamento infermieri. I giudici hanno stabilito che l'assegnazione sistematica e costante a mansioni inferiori, come quelle alberghiere e igienico-sanitarie, costituisce un illecito che lede la dignità professionale e dà diritto al risarcimento del danno, anche se provato in via presuntiva. La carenza di personale non è stata ritenuta una giustificazione valida.
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Criteri di scelta CIGS: illegittimità e risarcimento
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un'azienda al risarcimento dei danni a favore di un lavoratore collocato in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS). La decisione si fonda sulla illegittimità dei criteri di scelta CIGS adottati, ritenuti eccessivamente generici e discrezionali. La Corte ha rigettato i quattordici motivi di ricorso dell'azienda, ribadendo che la semplice indicazione di criteri non è sufficiente se la loro applicazione pratica risulta arbitraria, e ha confermato il diritto del lavoratore a percepire la differenza tra la retribuzione piena e l'indennità di integrazione salariale ricevuta.
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Criteri scelta CIGS: illegittimi se sono generici
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della sospensione di un lavoratore, stabilendo che i criteri scelta CIGS non possono essere generici. Un semplice richiamo ai criteri legali (anzianità, carichi familiari, esigenze aziendali) non è sufficiente se l'azienda non predetermina e comunica le concrete modalità di applicazione, come punteggi e ponderazioni. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, condannandola al risarcimento del danno per aver applicato i criteri in modo discrezionale e non trasparente.
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Incarico dirigenziale: discrezionalità e buona fede
Un dirigente pubblico ha impugnato la nomina di un collega a un ruolo apicale, lamentando l'illegittimità della procedura di selezione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la scelta della Pubblica Amministrazione, basata sulla pregressa esperienza specifica del candidato vincitore nel territorio di riferimento, costituisce un legittimo esercizio del potere discrezionale, finalizzato a garantire efficienza e buon andamento. L'assegnazione di un incarico dirigenziale, secondo la Corte, non è un atto meramente vincolato, ma una scelta gestionale che deve rispettare i canoni di correttezza e buona fede, senza che ciò implichi la necessità di una rigida procedura concorsuale.
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Abuso contratti a termine: risarcimento anche per docenti
Un insegnante, impiegato per anni con contratti a tempo determinato, anche come docente di sostegno, ha citato in giudizio il Ministero per l'illegittimità di tale precarietà. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero, confermando il diritto del docente al risarcimento del danno per l'abuso dei contratti a termine. La Corte ha stabilito che la continua reiterazione di incarichi sulla stessa cattedra e nello stesso istituto, anche se su posti in 'organico di fatto', costituisce un abuso che va risarcito, principio applicabile anche ai docenti di sostegno.
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Impugnazione sentenza GdP: appello o ricorso?
Un avvocato ha impugnato una sentenza del giudice di pace direttamente in Cassazione per un ritardo nella consegna di una raccomandata. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che la corretta via di impugnazione della sentenza del giudice di pace, decisa secondo diritto, è l'appello e non il ricorso per cassazione. La scelta del mezzo di impugnazione errato ha precluso l'esame nel merito.
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Criteri CIGS generici: sospensione illegittima
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della sospensione di alcuni lavoratori posti in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) a zero ore. Il motivo risiede nell'utilizzo da parte dell'azienda di criteri di scelta generici e non predeterminati, che hanno reso la selezione dei dipendenti discrezionale e arbitraria. La Suprema Corte ha stabilito che la semplice inerzia del lavoratore non costituisce una rinuncia al diritto di contestare la sospensione e ha condannato l'azienda al risarcimento del danno, pari alla differenza tra la retribuzione spettante e l'indennità di integrazione salariale percepita.
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Criteri CIGS: illegittimi se generici, dice Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della sospensione di un lavoratore in Cassa Integrazione (CIGS) perché i criteri di scelta adottati dall'azienda erano eccessivamente generici e discrezionali. Secondo la Corte, i criteri CIGS devono essere specifici e oggettivi per evitare decisioni arbitrarie. Di conseguenza, l'azienda è stata condannata al risarcimento del danno, pari alle retribuzioni perse dal dipendente.
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Graduazione delle funzioni: obbligo del datore di lavoro
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata attivazione della procedura di graduazione delle funzioni da parte di un'Azienda Sanitaria costituisce un inadempimento contrattuale e non un atto discrezionale. Di conseguenza, il dirigente medico ha un pieno diritto soggettivo a tale procedura e, in caso di inerzia del datore di lavoro, ha diritto al risarcimento del danno per la perdita di chance di ottenere una maggiore retribuzione di posizione. Il danno può essere liquidato in via equitativa dal giudice.
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Criteri di scelta CIGS: illegittimi se generici
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un'azienda manifatturiera, confermando l'illegittimità della sospensione di alcuni lavoratori. La Corte ha stabilito che i criteri di scelta CIGS devono essere specifici e verificabili, non generici o basati su decisioni discrezionali del datore di lavoro. La mancanza di trasparenza nei criteri rende la collocazione in Cassa Integrazione illegittima e obbliga l'azienda al risarcimento del danno.
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Risarcimento danni dirigente medico: la parola alla Cassazione
Un dirigente medico ha ottenuto il risarcimento danni per la mancata corresponsione della retribuzione variabile. La Cassazione ha confermato che l'azienda sanitaria è responsabile se omette di attivare le procedure di graduazione delle funzioni, anche se il diritto alla retribuzione diretta non è ancora sorto. Il ricorso dell'azienda è stato respinto, mentre quello incidentale del dirigente è stato dichiarato inammissibile.
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Inadempimento contrattuale: quando non basta l’ordine
La Corte di Cassazione ha stabilito che una pubblica amministrazione non può giustificare il proprio inadempimento contrattuale, come il mancato pagamento di un'indennità ai dipendenti, semplicemente invocando una direttiva di un'autorità superiore. Per essere esonerata da responsabilità, l'amministrazione deve dimostrare che tale direttiva ha creato un'impossibilità oggettiva e assoluta di adempiere, e non una mera difficoltà, e di aver agito con la massima diligenza per superare l'ostacolo.
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Bonifico domiciliato: diligenza e pagamento errato
Un'ordinanza della Corte di Cassazione esamina il caso di un bonifico domiciliato pagato a un truffatore munito di documenti falsi. A seguito di decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte ha ritenuto la questione meritevole di un approfondimento in pubblica udienza per definire con precisione il livello di diligenza richiesto all'intermediario finanziario nell'identificazione del beneficiario.
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