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Art. 118 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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1660 provvedimenti

Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Riserve appalti pubblici: quando iscriverle?
In una controversia tra un'impresa e un Comune, la Corte di Cassazione ha chiarito i termini per l'iscrizione delle riserve negli appalti pubblici. L'ordinanza distingue tra danni immediatamente percepibili, per cui la riserva deve essere tempestiva, e danni derivanti da una sospensione che diventa illegittima nel tempo. Per quest'ultima ipotesi, la Corte ha stabilito che la riserva può essere validamente iscritta al momento della ripresa dei lavori, cassando con rinvio la decisione d'appello che l'aveva ritenuta tardiva.
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Interpretazione del contratto: la prova testimoniale
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva revocato un finanziamento a un imprenditore per mancata presentazione di documenti. La Corte ha stabilito che, in presenza di clausole contrattuali ambigue, il giudice non può rifiutare di ammettere prove testimoniali volte a chiarire la volontà delle parti. L'errata interpretazione del contratto e il rifiuto delle prove hanno viziato la sentenza, che ora dovrà essere riesaminata.
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Rinuncia alle riserve: Cassazione su atti modificativi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa edile che chiedeva maggiori oneri alla committente. La Corte ha stabilito che la firma di atti modificativi al contratto d'appalto, che prorogavano i termini e aumentavano il corrispettivo, implicava una rinuncia alle riserve per i costi sostenuti fino a quel momento. La sentenza chiarisce anche che l'attore soccombente deve rimborsare le spese legali del terzo chiamato in causa dal convenuto, se la chiamata si è resa necessaria dalle tesi dell'attore stesso.
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Indagini bancarie: quando non si applica il termine di 60gg
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista contro un avviso di accertamento basato su indagini bancarie. L'ordinanza chiarisce che il termine dilatorio di 60 giorni, previsto dall'art. 12 dello Statuto del Contribuente, si applica solo agli accertamenti con accesso presso la sede del contribuente e non agli accertamenti "a tavolino", come quelli sui conti correnti. La Corte ha inoltre ribadito che la violazione del contraddittorio preventivo, per i tributi armonizzati come l'IVA, invalida l'atto solo se il contribuente fornisce la "prova di resistenza", dimostrando quali argomentazioni avrebbero potuto cambiare l'esito.
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Accertamenti a tavolino: niente 60 giorni di attesa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19796/2024, ha stabilito che le garanzie previste dallo Statuto del Contribuente, come il termine di 60 giorni prima di emettere l'avviso di accertamento, non si applicano agli accertamenti a tavolino. Questi controlli, basati su dati come le movimentazioni bancarie ed eseguiti negli uffici dell'Agenzia, sono distinti dalle verifiche fiscali presso la sede del contribuente. Per la presunta violazione del contraddittorio in materia di IVA, il contribuente deve inoltre fornire una 'prova di resistenza', dimostrando quali argomentazioni avrebbe potuto presentare per modificare l'esito del controllo.
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Operazioni inesistenti: onere della prova in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19778/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in materia di operazioni inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria deve fornire elementi, anche indiziari, per dimostrare la fittizietà di un'operazione. Una volta fornita tale prova, spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esecuzione della prestazione. La Corte ha specificato che, in caso di inesistenza oggettiva, la buona fede del contribuente è irrilevante ai fini della deducibilità dei costi. La sentenza di merito, che aveva erroneamente valorizzato la mancata prova della malafede del contribuente, è stata cassata con rinvio.
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Impugnazione incidentale tardiva: quando è lecita?
Una società e i suoi soci, dopo la scadenza dei termini, hanno proposto un'impugnazione incidentale tardiva contro una sentenza che li condannava in solido con il cessionario della loro azienda per le pretese di un lavoratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile l'impugnazione tardiva, riconoscendo l'interesse a conservare il diritto di regresso verso l'altro coobbligato. Tuttavia, ha respinto il ricorso nel merito, ritenendo insussistente il vizio di "motivazione apparente" della sentenza d'appello.
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Trattenuta TFR pubblico impiego: quando è legittima
Una dipendente pubblica ha contestato la legittimità di una trattenuta del 2,5% sulla propria retribuzione, pur essendo in regime di TFR. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19758/2024, ha respinto il ricorso, confermando che la trattenuta TFR è legittima. La decisione si basa sul principio di 'invarianza della retribuzione netta', volto a perequare il trattamento economico tra i dipendenti pubblici in regime di TFR e quelli nel vecchio regime di TFS, in linea con precedenti pronunce della Corte Costituzionale.
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Specificità appello: oneri e conseguenze in Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una società contro l'INPS, sottolineando l'importanza della specificità dell'appello. La decisione evidenzia come la mancata trascrizione degli atti rilevanti nel ricorso per Cassazione porti all'inammissibilità per violazione del principio di autosufficienza, un requisito fondamentale per consentire alla Corte di decidere la controversia senza consultare altri fascicoli. Il caso riguardava la qualificazione del rapporto di lavoro di due soci familiari.
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Motivazione apparente: Cassazione cassa la sentenza
L'appello di un'azienda di trasporto pubblico viene accolto dalla Corte di Cassazione a causa di una motivazione apparente nella sentenza di grado inferiore. La Corte d'Appello aveva riconosciuto differenze retributive per mansioni superiori, ma il suo ragionamento è stato giudicato generico e privo di un'analisi concreta dei compiti svolti. Il caso è stato rinviato per un nuovo processo che applichi correttamente il "procedimento trifasico" richiesto. Il controricorso della lavoratrice è stato respinto.
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Patto di famiglia: la tassazione delle liquidazioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19627/2024, chiarisce il regime fiscale delle liquidazioni ai legittimari non assegnatari in un patto di famiglia. La somma versata dal figlio beneficiario alla sorella è considerata, ai fini fiscali, una donazione proveniente dal padre disponente. Di conseguenza, si applicano l'aliquota e la franchigia previste per il rapporto genitore-figlio, non quelle tra fratelli, correggendo l'approccio dell'Agenzia delle Entrate.
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Spese legali: il giudice non può scendere sotto i minimi
Un contribuente si opponeva a delle cartelle di pagamento, ottenendo ragione. Tuttavia, le spese legali liquidate in suo favore erano inferiori ai minimi di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, affermando il principio che i minimi tariffari sono inderogabili per il giudice. La Corte ha quindi rideterminato l'importo per il primo grado, ma ha compensato le spese dei gradi successivi a causa di una nuova legge (ius superveniens) che avrebbe reso inammissibile l'azione iniziale.
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Cessione intracomunitaria: la prova del trasporto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19607/2024, ha chiarito l'onere della prova in capo al cedente in una cessione intracomunitaria ai fini dell'esenzione IVA. Analizzando il caso di una società automobilistica, la Corte ha stabilito che, per beneficiare dell'esenzione, il venditore deve dimostrare l'effettivo trasferimento fisico dei beni in un altro Stato membro, soprattutto in presenza di indizi di frode. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per non aver adeguatamente valutato la prova del trasporto.
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Interruzione del processo: effetti su più parti
In un procedimento di opposizione a un decreto ingiuntivo promosso da una società e due fideiussori, si verificavano eventi interruttivi (fallimento della società e decesso di un fideiussore). I giudici di merito dichiaravano estinto l'intero processo per mancata riassunzione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'interruzione del processo in caso di cause scindibili ha effetto solo sulla parte colpita dall'evento. Il giudizio, pertanto, doveva proseguire per il fideiussore non interessato dall'interruzione, il quale non aveva alcun onere di riassunzione.
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Indennità specifiche responsabilità: non è un diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19572/2024, ha stabilito che l'indennità per specifiche responsabilità per i dipendenti degli enti locali non costituisce un diritto soggettivo né una componente fissa della retribuzione. La sua erogazione è subordinata alla discrezionalità della Pubblica Amministrazione, alla disponibilità di risorse e a specifici atti di assegnazione da parte dei dirigenti. Nel caso specifico, mancando un accordo sulla ripartizione dei fondi per il 2015, la Corte ha annullato la decisione di merito che riconosceva il diritto dei lavoratori all'indennità.
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Valore terreno edificabile: limiti al ricorso in Cassazione
Un contribuente ha impugnato degli avvisi di accertamento ICI/IMU basati sulla stima del valore di un terreno edificabile effettuata dal Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la valutazione delle prove e la determinazione del valore da parte dei giudici di merito non sono sindacabili in sede di legittimità se la motivazione, pur sintetica, non è meramente apparente. È stato inoltre escluso il principio del legittimo affidamento derivante dal mero silenzio dell'ente impositore per anni.
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Servitù per usucapione: limiti del ricorso in Cassazione
Una proprietaria ha impugnato in Cassazione la sentenza che confermava una servitù di passaggio sul suo fondo, sostenendo che fosse stata acquisita per usucapione. La ricorrente ha lamentato vizi di motivazione e un'errata valutazione delle prove, tra cui un atto di compravendita. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la servitù era stata correttamente riconosciuta per usucapione e non per titolo contrattuale. Ha inoltre ribadito che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la legittimità della decisione, confermando così la validità della servitù per usucapione.
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Regime del margine: quando non si applica alle auto
Una società di compravendita auto si è vista negare l'applicazione del regime del margine IVA. La Cassazione ha confermato la decisione, poiché i veicoli provenivano da società di noleggio e leasing, rendendo inapplicabile il regime speciale e validando l'accertamento fiscale per operazioni soggettivamente inesistenti.
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Valutazione terreno edificabile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19508/2024, ha rigettato il ricorso di due contribuenti contro un avviso di accertamento ICI per l'anno 2009. La controversia verteva sulla corretta valutazione di un terreno edificabile. I giudici hanno stabilito che le limitazioni all'edificabilità derivanti da illeciti commessi da terzi (come il mancato rispetto delle distanze legali) sono questioni civilistiche che non incidono sulla potenzialità edificatoria del terreno ai fini fiscali. Inoltre, hanno confermato la legittimità del metodo comparativo usato dal Comune per la stima del valore, basato su atti di compravendita di aree simili. La Corte ha anche escluso l'applicabilità del principio del legittimo affidamento, chiarendo che la mancata contestazione di precedenti dichiarazioni non vincola l'amministrazione per le annualità future.
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Valore venale terreno edificabile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19495/2024, ha rigettato il ricorso di due contribuenti contro avvisi di accertamento ICI. La Corte ha confermato la legittimità della valutazione del valore venale terreno edificabile effettuata dal Comune, basata sulla 'realtà economica fattuale', e ha ribadito l'ampia discrezionalità del giudice di merito nell'apprezzamento delle prove, non sindacabile in sede di legittimità se non per vizi logici gravi. La decisione sottolinea che la motivazione della sentenza impugnata, seppur sintetica, era sufficiente e non meramente apparente.
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