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Art. 118 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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1660 provvedimenti

Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Clausola di ultrattività CCNL: recesso datoriale nullo
Un'associazione sanitaria recede da un CCNL, ma la Cassazione conferma l'illegittimità. La clausola di ultrattività estende l'efficacia del contratto fino al suo rinnovo, impedendo al singolo datore di lavoro il recesso unilaterale. La decisione si fonda sulla natura a termine del contratto collettivo e sul principio di rappresentanza sindacale.
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Indebita detrazione IVA: onere della prova e frodi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24440/2024, ha annullato una sentenza di merito che aveva escluso la responsabilità di una società per indebita detrazione IVA. Il caso riguardava operazioni soggettivamente inesistenti nell'ambito di una frode carosello. La Suprema Corte ha ribadito che l'onere della prova è ripartito: l'Amministrazione finanziaria deve fornire elementi presuntivi della frode e della consapevolezza del contribuente, dopodiché spetta a quest'ultimo dimostrare la propria buona fede e la massima diligenza per non essere coinvolto.
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Indennità SECIT: irriducibile anche dopo la soppressione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità SECIT, percepita da alcuni dipendenti pubblici, costituisce una componente stabile e irriducibile della retribuzione. Pertanto, i lavoratori hanno diritto a continuare a riceverla anche dopo la soppressione della struttura (SECIT) presso cui prestavano servizio e il loro rientro nell'amministrazione di appartenenza. La Corte ha chiarito che l'abrogazione della norma istitutiva originaria non incide sul diritto acquisito, in quanto consolidato da una legge successiva e dal principio generale di irriducibilità dello stipendio.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e costi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24407/2024, chiarisce la distinzione tra operazioni inesistenti oggettive e soggettive. A seguito di un accertamento fiscale per costi fittizi, la Corte ha stabilito che grava sul contribuente l'onere di dimostrare l'effettività di operazioni alternative e reali per poter dedurre i relativi costi. La semplice esistenza di fatture o di successive rivendite non è sufficiente. La sentenza annulla la decisione di merito che aveva erroneamente qualificato le operazioni come solo soggettivamente inesistenti senza un'adeguata prova da parte dell'azienda, ribadendo inoltre l'indetraibilità dell'IVA in caso di frode, anche in regime di reverse charge.
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Obbligo di riassunzione: no a condizioni peggiori
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, respingendo il ricorso di una società sportiva. La società, subentrando nella gestione di una piscina comunale, era tenuta per convenzione a mantenere il personale precedente alle stesse condizioni. La sua proposta di un contratto di collaborazione con tutele e compensi inferiori è stata giudicata inadempiente rispetto all'obbligo di riassunzione, consolidando il diritto dei lavoratori a non vedere peggiorata la propria posizione contrattuale nel cambio di appalto.
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Onere della prova operazioni inesistenti: la Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce la ripartizione dell'onere della prova in caso di operazioni inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria deve fornire elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti per contestare la deducibilità dei costi e la detraibilità dell'IVA. Una volta fornita tale prova, spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e l'effettività dell'operazione. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente imposto all'Ufficio un onere probatorio eccessivo, come l'identificazione del reale fornitore.
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Agevolazione prima casa e trust: la Cassazione decide
Un contribuente, dopo aver affidato la sua prima casa a un trust, ha richiesto l'agevolazione fiscale 'prima casa' per un secondo immobile. L'Amministrazione Finanziaria ha revocato il beneficio. La Corte di Cassazione ha confermato la revoca, stabilendo che il rapporto tra agevolazione prima casa e trust è incompatibile. L'atto di affidamento di un bene a un trustee non realizza la condizione di 'impossidenza' richiesta dalla legge per poter usufruire nuovamente del beneficio, poiché il trasferimento patrimoniale non è definitivo ma solo formale e strumentale.
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Nomina dirigenti PA: legali vs manageriali
Una legale di un'azienda sanitaria pubblica ha contestato la nomina di un collega a direttore dell'ufficio legale, sostenendo che la sua maggiore esperienza forense dovesse essere decisiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che nella nomina dirigenti PA l'amministrazione può legittimamente dare priorità alle competenze manageriali, specialmente per ruoli con responsabilità di budget e programmazione, senza che tale scelta sia di per sé illegittima.
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Agevolazione tariffaria: no al diritto acquisito
Un gruppo di ex dipendenti di una grande società energetica ha citato in giudizio l'azienda per la revoca di un'agevolazione tariffaria sulla fornitura di energia elettrica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25238/2024, ha respinto il ricorso, stabilendo che tale beneficio non costituisce un diritto acquisito e intangibile. Secondo la Corte, l'agevolazione tariffaria, derivando da un contratto collettivo, non ha natura retributiva e può essere legittimamente revocata dall'azienda tramite recesso unilaterale, non essendo parte integrante del contratto individuale di lavoro.
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Compenso avvocato: l’obbligo di motivazione del giudice
Un'importante ordinanza della Cassazione stabilisce che il giudice deve sempre motivare la decisione sul compenso avvocato, specialmente riguardo al diniego della maggiorazione per l'assistenza a più parti. La Corte ha accolto il ricorso di un legale, annullando la decisione del tribunale per omessa pronuncia sul valore della causa e per assenza di motivazione, riaffermando principi essenziali a tutela della professione forense.
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Tetto di spesa sanità: onere della prova e pagamento
Una struttura sanitaria chiede il pagamento di prestazioni, ma l'ASL si oppone per superamento del tetto di spesa sanità. La Cassazione conferma che l'onere della prova del superamento grava sull'ASL. Se provato, il credito è inesigibile, anche se la comunicazione del superamento è tardiva. Ricorso respinto.
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Legittimazione attiva: il ricorso per esproprio
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un Comune per ottenere un indennizzo relativo all'occupazione di alcuni terreni destinati all'ampliamento di un cimitero. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, respingendo la domanda per difetto di legittimazione attiva. La società, infatti, aveva già venduto i terreni e tutti i diritti connessi a terzi prima di avviare l'azione legale, perdendo così la titolarità a richiedere il risarcimento.
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Travisamento della prova: quando si può ricorrere?
La Corte di Cassazione analizza un caso di azione revocatoria fallimentare, chiarendo la distinzione tra errore logico e travisamento della prova. La Corte ha stabilito che la 'svista' del giudice su un dato documentale non è un motivo di ricorso per cassazione, ma un errore di fatto da far valere con la revocazione. La sentenza è stata cassata per un altro motivo: l'omessa pronuncia della Corte d'Appello su una domanda specifica degli acquirenti relativa al prezzo versato per l'immobile.
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Transazione pro quota: effetti sul coobbligato
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per interpretare un accordo transattivo stipulato tra un creditore e uno solo dei debitori solidali. La Corte stabilisce che, per determinare se l'accordo estingua l'intero debito o solo la parte del debitore stipulante (transazione pro quota), è decisiva la volontà delle parti espressa nel contratto. Una clausola che riserva al creditore il diritto di agire contro gli altri coobbligati è un chiaro indice di una transazione pro quota, impedendo agli altri debitori di beneficiare della transazione per estinguere il proprio obbligo.
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Controlli difensivi: quando sono legittimi? La Cassazione
Un'azienda di servizi ha licenziato un dipendente per falsa attestazione delle ore di lavoro e uso improprio del veicolo aziendale, condotte accertate tramite un'agenzia investigativa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, stabilendo che i cosiddetti controlli difensivi sono ammessi quando esiste un fondato sospetto di comportamenti illeciti che ledono il patrimonio aziendale. Tali controlli sono leciti anche se svolti al di fuori dei locali dell'azienda e non costituiscono una violazione dello Statuto dei Lavoratori.
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Retribuzione onnicomprensiva: niente extra per il medico
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dirigente medico non ha diritto a un compenso supplementare per le ore di lavoro eccedenti, anche se causate da un errore di calcolo dell'azienda sanitaria. La decisione si fonda sul principio della retribuzione onnicomprensiva, secondo cui lo stipendio mensile del dirigente copre tutte le prestazioni rese, non essendo calcolato su base oraria. Per ottenere un indennizzo, il medico avrebbe dovuto dimostrare un danno concreto alla salute o al riposo.
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Retribuzione onnicomprensiva: no extra per il medico
Una dirigente medico ha lavorato ore extra a causa di un errato calcolo dell'orario da parte di un'Azienda Sanitaria. La Corte di Cassazione ha negato il compenso aggiuntivo, affermando che la retribuzione onnicomprensiva mensile copre tutta la prestazione, salvo la prova di un danno specifico alla salute o al riposo.
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Prescrizione decennale pensione: la Cassazione decide
Un ente previdenziale ha contestato il diritto di un pensionato al rimborso di un contributo di solidarietà illegittimo, invocando una prescrizione di cinque anni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per la restituzione di somme indebitamente trattenute si applica la prescrizione decennale pensione. La Corte ha specificato che il termine breve vale solo per le rate di pensione esigibili, non per importi mai messi a disposizione del pensionato.
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Termine essenziale: quando il ritardo non scioglie il contratto
Una società immobiliare ricorre in Cassazione sostenendo la violazione del termine essenziale per il pagamento di un acconto in un preliminare di vendita. La Corte rigetta il ricorso, confermando che il termine non era essenziale e che, in ogni caso, la sospensione del pagamento da parte del promissario acquirente era giustificata dalle gravi difficoltà economiche del venditore, escludendo così la risoluzione automatica del contratto.
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Licenziamento dirigente: quando è illegittimo?
Un dirigente, licenziato per un motivo oggettivo a seguito di una fusione aziendale, ha ottenuto la dichiarazione di illegittimità del recesso per la violazione di un accordo sindacale. La Corte di Cassazione ha esaminato il caso del licenziamento dirigente, confermando la decisione dei giudici di merito e respingendo sia il ricorso del lavoratore, che lamentava un motivo illecito, sia quello della banca, che contestava l'applicabilità dell'accordo e l'indennità riconosciuta.
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