La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9200/2026, ha confermato la condanna per un datore di lavoro accusato di sfruttamento del lavoro ed estorsione. I dipendenti erano costretti a turni massacranti, privi di riposi e sicurezza, e obbligati a restituire parte dello stipendio sotto minaccia di licenziamento. La Corte ha chiarito che lo stato di bisogno non richiede l'annientamento della libertà, ma una grave difficoltà che condizioni le scelte del lavoratore.
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