Un'Azienda Sanitaria ha subito un furto milionario da parte di una dipendente, che ha sfruttato le falle di un software di gestione del personale. L'Azienda Sanitaria ha fatto causa alla Società Informatica fornitrice del programma, chiedendo i danni. La Corte d'Appello ha condannato la Società Informatica a risarcire oltre un milione di euro, qualificando il caso come grave inadempimento contrattuale e non come semplice vizio dell'opera (soggetto a termini di decadenza molto brevi). La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della Società Informatica. I giudici hanno chiarito che il contratto non prevedeva solo la consegna del software, ma una gestione continuativa volta a garantire la sicurezza dei dati, violata anche per il mancato rispetto dei doveri di correttezza e buona fede.
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