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Art. 117 Testo Unico Bancario — Anno 2025

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126 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Testo Unico Bancario

Inammissibilità ricorso Cassazione: il caso analizzato
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni garanti contro una banca. L'ordinanza sottolinea come i motivi di ricorso fossero viziati da difetti procedurali, in particolare la mancanza di autosufficienza, che impedisce alla Corte di esaminare il merito delle questioni sollevate, tra cui la cessione del credito, la violazione delle norme sulla fideiussione e l'usura. Questa decisione ribadisce il rigore formale necessario per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Disconoscimento copie: la Cassazione fa chiarezza
Una società fallita contestava la validità di alcuni contratti bancari, effettuando un disconoscimento copie dei documenti prodotti dall'istituto di credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il disconoscimento deve essere specifico e non generico, indicando le precise difformità rispetto all'originale. In assenza di tale specificità, la copia è da considerarsi valida. La Corte ha inoltre ribadito la validità dei contratti bancari firmati solo dal cliente, come previsto dal Testo Unico Bancario.
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Prova cessione credito: i limiti del sindacato in Cassazione
In un caso di opposizione allo stato passivo fallimentare, alcuni creditori contestavano l'ammissione di un ingente credito, sostenendo la mancanza di una valida prova della cessione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva del giudice di merito. Il sindacato della Suprema Corte è limitato alla verifica che la motivazione del provvedimento non sia meramente apparente o illogica, senza poter entrare in una nuova analisi dei fatti. Di conseguenza, il ricorso principale è stato respinto e quello incidentale assorbito.
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Giudicato interno: l’appello parziale è rischioso
Un correntista si è opposto a un debito bancario, ottenendo una riduzione dell'importo in primo grado e in appello. Tuttavia, il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha stabilito che le questioni non specificamente contestate in appello (come anatocismo e commissioni) erano coperte da **giudicato interno**, rendendole definitive e non più esaminabili.
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Onere probatorio nel fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che escludeva un credito dal passivo fallimentare per indeterminatezza. Secondo la Corte, se la prova di una rinegoziazione del debito fallisce, il giudice non può rigettare l'intera richiesta ma deve quantificare il credito sulla base del contratto originario. La decisione chiarisce i principi sull'onere probatorio e sul vizio di motivazione quando la prova fornita dal creditore è incompleta.
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Data certa contratto: opponibile in procedura concorsuale?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di diritto fallimentare e bancario. Un credito derivante da un conto corrente bancario può essere ammesso al passivo di una procedura concorsuale solo se il contratto originario ha una data certa anteriore all'apertura della procedura stessa. La Corte ha chiarito che i semplici estratti conto non sono sufficienti a provare il credito se il contratto sottostante è privo di tale requisito, in quanto il curatore (o commissario liquidatore) agisce come terzo. Di conseguenza, la prova del credito deve essere fornita mediante la produzione del contratto scritto con data certa, opponibile alla massa dei creditori.
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Sottoscrizione scrittura privata: i fogli sciolti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito che chiedeva l'ammissione al passivo di un fallimento. La Corte ha confermato la decisione di merito che riteneva nulli i contratti posti a base del credito, in quanto composti da fogli sciolti con la sottoscrizione scrittura privata apposta solo sull'ultimo. È stata inoltre ribadita l'importanza della data certa per l'opponibilità dei documenti alla procedura fallimentare, la cui valutazione spetta al giudice di merito.
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Onere della prova estratti conto: chi prova il debito?
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate su un rapporto di conto corrente durato decenni, lamentando l'applicazione di interessi anatocistici e ultralegali. Tuttavia, non ha prodotto la serie completa degli estratti conto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso. Ha ribadito che l'onere della prova degli estratti conto spetta al cliente che agisce per la ripetizione dell'indebito. La mancanza di documentazione completa impedisce la ricostruzione del rapporto dare/avere e, di conseguenza, la verifica della fondatezza della domanda, rendendo impossibile accogliere la richiesta del correntista.
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Principio di specificità del ricorso: Cassazione
Una società contesta un debito bancario derivante da un conto corrente, lamentando interessi illegittimi. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio a causa di un accordo transattivo del 2008, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di specificità, poiché la società ricorrente non ha riprodotto nel proprio atto il contenuto essenziale dei documenti chiave (l'accordo transattivo e una consulenza tecnica), impedendo così alla Corte di valutare le censure proposte.
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Ammortamento alla Francese: No Anatocismo per Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21817/2025, ha respinto il ricorso di un mutuatario contro un istituto di credito. La Corte ha stabilito che il metodo di ammortamento alla francese non costituisce anatocismo, in quanto gli interessi vengono calcolati unicamente sul capitale residuo. Ha inoltre ribadito il principio secondo cui, ai fini della verifica dell'usura, gli interessi corrispettivi e quelli di mora non devono essere sommati. Infine, ha ritenuto infondata la doglianza sull'indeterminatezza del tasso di interesse, poiché il contratto specificava adeguatamente le modalità di variazione della rata.
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Ammortamento alla francese: non è anatocismo
Un cliente contestava il piano di ammortamento alla francese del proprio mutuo, sostenendo che nascondesse un'applicazione illegittima di interessi su interessi (anatocismo). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando, sulla base di una recente decisione delle Sezioni Unite, che l'ammortamento alla francese è un metodo di calcolo legittimo per determinare la rata e non costituisce anatocismo, in quanto gli interessi vengono calcolati unicamente sul capitale residuo.
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Prova del credito: contratto scritto e data certa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società di gestione crediti che chiedeva l'ammissione al passivo di un fallimento. La decisione conferma che per la prova del credito non sono sufficienti estratti conto o documenti interni, ma è necessario produrre i contratti originali, che devono rispettare il requisito della forma scritta e avere una data certa opponibile alla massa dei creditori. Il ricorso è stato respinto anche per motivi procedurali, in quanto chiedeva un riesame dei fatti non consentito in sede di legittimità.
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Onere della prova mutuo: ricorso inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cliente contro una banca in un caso di mutuo. La Corte ha stabilito che l'onere della prova mutuo ricade sul cliente, che non avendo depositato documenti essenziali come il piano di ammortamento e l'atto di quietanza, non ha potuto dimostrare la presunta nullità delle clausole sugli interessi e l'usura. La mancata produzione documentale ha reso impossibile la verifica delle contestazioni.
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Ammortamento francese: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni mutuatari contro un istituto di credito, confermando le sentenze di merito. La Corte ha chiarito che il costo per l'acquisto di quote di un consorzio di garanzia non rientra nel calcolo del tasso di usura (TEG). Inoltre, ha ribadito un principio fondamentale: un contratto di mutuo con piano di ammortamento alla francese non è nullo per indeterminatezza, anche se non esplicita il regime di capitalizzazione composta, confermando la stabilità di migliaia di contratti bancari.
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Onere della prova: chi deve produrre il contratto?
Una società ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme indebitamente pagate. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, attribuendo al cliente l'onere della prova tramite la produzione del contratto e di tutti gli estratti conto. La Corte di Cassazione ha cassato questa decisione, chiarendo che l'onere della prova può ricadere sulla banca, specialmente se il cliente non è in grado di produrre il contratto perché mai ricevuto o perché inesistente in forma scritta.
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Foglio Informativo Analitico: l’obbligo di consegna
Una risparmiatrice ha ottenuto in appello un risarcimento per la mancata consegna del Foglio Informativo Analitico relativo a buoni postali, il cui diritto al rimborso era ormai prescritto. La società emittente ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando questioni sulla prescrizione del diritto al risarcimento e sull'applicabilità delle normative di settore. La Suprema Corte, rilevando la sovrapposizione delle questioni con un altro caso di particolare importanza, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa in attesa di una decisione nomofilattica.
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Mutuo solutorio: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19347/2025, interviene su un complesso caso di mutuo solutorio, ovvero un finanziamento concesso per estinguere debiti pregressi con lo stesso istituto di credito. La Corte conferma la validità di tale contratto, specificando che l'accredito della somma sul conto corrente del debitore ne sancisce la 'disponibilità giuridica', anche se l'importo viene immediatamente utilizzato per ripianare altre esposizioni. Tuttavia, la sentenza accoglie i motivi di ricorso relativi all'usura, cassando la decisione d'appello. Viene stabilito che il giudice di merito dovrà riesaminare se il tasso di mora superi la soglia usura, applicando i corretti principi di calcolo indicati dalle Sezioni Unite, e dovrà valutare nel merito la domanda di 'usura in concreto', che era stata erroneamente definita generica.
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Ammortamento alla francese: non è anatocismo
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha respinto il ricorso di alcuni clienti contro un istituto di credito, stabilendo principi chiave in materia di mutui. I ricorrenti lamentavano usura, indeterminatezza e anatocismo nel loro contratto di mutuo, caratterizzato da un piano di ammortamento alla francese. La Corte ha rigettato tutte le doglianze, confermando la legittimità di tale piano di rimborso. In particolare, ha statuito che l'ammortamento alla francese non produce di per sé anatocismo, in quanto gli interessi vengono calcolati unicamente sul capitale residuo e non su interessi pregressi. La decisione ha inoltre affrontato temi processuali, come la discrezionalità del giudice nel disporre una consulenza tecnica.
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Fideiussore consumatore: la Cassazione chiarisce
Due persone fisiche, garanti di un mutuo fondiario contratto da una società, si sono opposte a un precetto di pagamento. La Corte di Cassazione, accogliendo uno dei motivi di ricorso, ha stabilito un principio fondamentale: la qualifica di 'fideiussore consumatore' va valutata in base allo scopo personale del garante, non in base all'attività commerciale del debitore principale. Pertanto, anche chi garantisce un'impresa può beneficiare delle tutele del Codice del Consumo contro le clausole vessatorie. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti esame fatti
Una società edile ha contestato addebiti bancari per capitalizzazione e commissioni. Dopo una vittoria parziale in appello, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso Cassazione, sottolineando che il suo ruolo non è riesaminare i fatti o i documenti come un tribunale di merito, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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